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    Un intrigante Leonardo che risolve (ovviamente) un omicidio


    Ebbene, MM, il gestore del servizio idrico integrato di Milano ha sponsorizzato un albo di fumetti ,inizialmente per gli studenti delle scuole superiori ma, alla fine, sarà per chi si appassiona ai fumetti ma anche per chi ha scoperto, con la complicità delle celebrazioni dei 500 anni dalla sua morte, di essere un seguace attento di Leonardo da Vinci.

    Nel fumetto “Le cose portate dall’acqua”, scritto da Giovanni Eccher e disegnato da Giuseppe Palumbo che ha come racconto un Leonardo  da Vinci alle prese con un enigmatico delitto sui Navigli nella Milano degli Sforza, il connubio, noto da sempre,  tra Leonardo l’acqua e l’ingegneria ha trovato nella società di gestione di Milano lo sponsor giusto.

    Ed il risultato è una storia ben cadenzata e soprattutto rigorosissima dal punto di vista del contesto storico della gestione delle acque dell’epoca sforzesca, grazie all’apporto di esperti di lunga data del settore idrico milanese. Anche la ricerca dei documenti originali per poter inserire un’immagine realistica del cantiere del Duomo di Milano nello sfondo dei disegni dà un senso di completezza al racconto.

    Gioca anche a favore del racconto una grafica interessante che, per usare le parole dello stesso disegnatore: ” ho disegnato con china a mezzatinta e acquerello seppia (più qualche tocco di matita sempre seppia o rossa) e con ritocchi di bianco, alla maniera del disegno dei maestri rinascimentali, su carta Annigoni della cartiera Magnani di Pescia (la più antica cartiera italiana, attiva dal 1404). Il colore neutro della carta, quasi un tenue beige, funge da tono medio adatto a valorizzare il chiaroscuro dei neri, dei seppia e dei bianchi. A questa tecnica “antica”, si sovrappone una colorazione digitale che lavora ancora nel direzione del gioco di chiari e scuri. Il colore digitale viene dato per velature, anche questa tecnica retaggio del passato. Analogico e digitale lavorano insieme perfettamente!”

    Quindi la collaborazione tra il Comune di Milano, MM e CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) di questa edizione speciale di Comics&Science, la collana di CNR Edizioni dedicata alla comunicazione scientifica a fumetti, è un ottimo esempio di come possono essere diffusi nuovi stimoli e produrre idee interessanti, mettendo a frutto la genialità di Leonardo che era riuscito ad interagire in modo unico con la realtà dell’acqua.

    Dove lo trovo?

    Verrà distribuito in esclusiva a MEETmeTONIGHT 2019-La notte europea dei ricercatori

    Carta-di-Milano

    La Carta di Milano è un manifesto concreto e attuabile che coinvolge tutti, donne e uomini, cittadini di questo pianeta, nel combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco, promuovere un equo accesso alle risorse naturali e garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi.

    La Carta di Milano, infatti, esplora il tema di Expo Milano 2015 Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita attraverso quattro prospettive interconnesse: cibo, energia, identità e dinamiche della convivenza.

    L’Ente regolatore della città di Milano, ATO Città di Milano, congiuntamente a MM Spa e Utilitalia, ha pensato di dare un contributo dando degli obiettivi di qualità e di impegno nella gestione del servizio idrico integrato ed in generale della gestione della risorsa idrica che si impegnano a tradurre nel lavoro quotidiano.

    Invitano pertanto tutti gli Enti e i gestori del territorio italiano e europeo ad iscriversi.

    Per approfondire e per iscriversi come Enti d’ambito e link al sito Ato Città di Milano , Milano Blu , Utilitalia ( per iscrizione) e Anea ( Associazione Nazionale Autorità ed Enti d’ Ambito).

    Per consultare la Carta di Milano ed iscriversi come cittadini.

    cartadimilano

    La gestione delle acque nella storia della Pianura Padana

    Un interessante articolo scritto da uno dei padri della idrogeologia moderna che ci racconta la storia nella Pianura Padana della gestione delle acque nei secoli.

    Lo stesso articolo appare anche su Engeology

     

    Nel mese di febbraio a Roma si è tenuto un importante convegno a Roma organizzato proprio dall’Istituto Superiore per la Protezione e  la Ricerca Ambientale sul consumo di suolo fertile in Italia, i cui video e le presentazioni sono disponibili sul sito dell’Ispra.

    Il convegno, organizzato da ISPRA, CRA e Università ‘La Sapienza’, si propone come momento di riflessione, di aggiornamento e di confronto tra gli attori maggiormente coinvolti, sull’attuale capacità di valutazione dello stato del consumo del suolo a livello nazionale, anche al fine di fornire dati e stime aggiornati e contributi utili a completare il quadro normativo nazionale.

    Il tema del consumo del suolo dovuto all’espansione urbana sta assumendo un’importanza crescente nel contesto della sostenibilità ambientale e della pianificazione territoriale. Al fine di monitorare lo stato e individuare le cause e i maggiori impatti del consumo di suolo, negli ultimi anni sono state avviate diverse iniziative, tra cui la pubblicazione degli “Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo” della Commissione Europea e le attività di produzione di servizi informativi nell’ambito del programma Copernicus (già noto come GMES – Global Monitoring for Environment and Security).

    A livello nazionale, ISPRA ha definito e realizzato, in collaborazione con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA/ARPA/APPA), un sistema di monitoraggio e di valutazione del consumo del suolo. Parallelamente, si sono sviluppate iniziative nell’ambito del Sistema Statistico Nazionale, con la collaborazione di Istat, ISPRA, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Inea, e sinergie con programmi di ricerca nazionali tra cui “AGROSCENARI” del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA).

    E’ disponibile anche un questionario da compilare per valutare il livello di interesse sui dati di consumo di suolo, al fine di evidenziare le priorità di sviluppo della ricerca, le necessità tecniche degli operatori e gli elementi necessari per definire le opportune misure per il contenimento e la gestione del consumo di suolo. (vai al questionario).

     

    la goccia d'acqua

    A dicembre 2016 é stato messo on-line e a disposizione di tutti il Global Surface Water Explorer, strumento creato e voluto dal Centro Comune di Ricerca della Commissione UE, in collaborazione con Google Earth, che permette di conoscere le variazioni, quantitativamente parlando, nelle acque superficiali terrestri  negli ultimi 32 anni

    Elaborando i dati trasmessi dai satelliti con una chiave di lettura innovativa è stato possibile renderli accessibili a tutti. Le immagini satellitari, solo qualche milione, tra il 1984 e il 2015, sono state trasformate, utilizzando 10.000 computer funzionanti in contemporanea, in mappe globali con una risoluzione di 30 metri, che consentono agli utenti di scorrere indietro nel tempo per misurare i cambiamenti nella posizione e la persistenza delle acque superficiali a livello globale, per regione, o per una zona specifica.

    Le mappe mostrano diversi aspetti della dinamica delle acque superficiali ed è inserito qualsiasi specchio d’acqua a cielo aperto, sia di acqua dolce o salata più grande di 30m2,  visibili dallo spazio, tra naturali (fiumi, laghi, i margini costiere e zone umide) e dei corpi idrici artificiali (bacini formati da dighe, aree allagate come le miniere e cave a cielo aperto, aree di irrigazione alluvione, come risaie, e dei corpi idrici creati dai progetti idro-ingegneria, come via d’acqua e dal porto costruzione).

    Perché è importante l’acqua di superficie?

     Ma l’acqua di superficie, pur essendo solo meno dello 0,01% del totale, è la più accessibile e riguarda molti aspetti del nostro mondo. Permette lo scambio di calore, gas e vapore acqueo tra la superficie e l’atmosfera del pianeta. L’acqua è il motore dietro la distribuzione, il movimento e la migrazione della vita animale e vegetale della Terra ed è altrettanto essenziale per gli esseri umani. Influisce tutta la nostra vita, dalla nostra capacità  di coltivare e gestire le terre alla gestione dei processi industriali, per la produzione di merci, influenza il movimento della malattia-vettori, tossine e sostanze inquinanti, genera energia direttamente (idroelettrica) e indirettamente (termoelettrico),  è una parte essenziale della nostra rete di trasporto, e fa parte del nostro tempo libero mondo, culturale e sportivo.

    Per approfondire sono disponibili delle FAQ e l’articolo pubblicato su Nature ( in inglese), oltre alla possibilità di scaricare i dati  per inserirli nelle proprie ricerche.

    L’acquedotto porta l’acqua nelle case, ma  un altro  servizio svolto dagli acquedotti è la facoltà di poter bere ovunque in città acqua fresca e pulita. Fin dall’inizio ogni acquedotto ha messo a disposizione le fontanelle, che entrate a far parte del paesaggio urbano, sono stati anche “battezzate” con nomi diversi a seconda della città. E così abbiamo le vedovelle a Milano, a Roma i nasoni, ecc.

    Fondamentale è che le fontanelle siano sempre in funzione, mantengono l’acqua fresca e pulita, ma soprattutto evitano la stagnazione dell’acqua in condotte terminali cieche.

    Vi è molto interesse intorno alle fontanelle sia dal punto di vista dell’acqua che soprattutto dal punto di vista architettonico. Chi le ha fatte e perchè? ad esempio a Torino i cittadini ci tengono tantissimo, meno forse a Milano, ma sicuramente a Roma sono molto conosciute. Possono essere un ottimo volano turistico, che, vista la peculiarità, sono un punto caratteriale di una città e ne raccontano la storia.

    Dato che una mappa unica non esiste ancora -anche se tentativi ci sono -vi fornisco informazioni per ritrovarle facilmente, almeno in alcune  grandi città.

    acqua e fontanelle

    TUTTA ITALIA

    Esiste un sito denominato fontanelle.org che raccoglie su una mappa le fontanelle di tutta Italia o perlomeno ci prova. Tramite la registrazione sul sito è possibile inserire una fontanella o variare la posizione di un’altra.

    Esiste anche l‘App per Android  nella stessa home page del sito che si scarica facilmente o collegandosi dallo smartphone su Google Play.

    TORINO

    A Torino le fontanelle si chiamano Torèt ,piccolo toro in piemontese, infatti il rubinetto ha proprio la forma della testa del toro. Sono circa 800, ed i torinesi ne sono molto affezionati considerandolo un imprescindibile elemento urbano della città di Torino. Tanto è vero che esiste un sito, patrocinato dal gestore SMAT, dalla Regione Piemonte e dalla città di Torino, che ti consente di adottare un Toret, oltre a permettere di acquistare merchandising e scaricare un app sia su Android che Iphone  (vedi ).

    turet - fontanella di Torino di Pietro Izzo

     

     MILANO

    Le tipiche fontanelle di Milano denominate vedovelle, così chiamate perché il filo d’acqua che sgorga somiglia al pianto di una vedova. Fatte in ghisa di tipico colore verde, sono apparse in città a partire dal 1931 e fanno ormai parte dell’arredo urbano. La vedovella di piazza Duomo, specialmente in estate è frequentatissima, ma ce ne sono molte sparse in città – circa 480.

    Sul sito del gestore del Servizio Idrico Integrato si possono ricercare le fontanelle attive in città, di poca immediatezza causa ricerca solo per via.

    Vedovella

    ROMA

    Le fontanelle pubbliche di Roma sono chiamati nasoni e sono gestite da Acea, gestore dell’acqua potabile di Roma. Il nome deriva dal  tipico rubinetto ricurvo di ferro, la cui forma ha richiamato l’idea di un grande naso.

    La stessa società ha realizzato una mappa scaricabile in PDF e un app per IPhone sia in italiano che in inglese, visto il grande afflusso turistico.

    foto di Elisabetta 81 estratta da flickr

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