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    Sono inserite le notizie inerenti i temi ambientali generalmente riguardanti il cambiamento climatico, l’acqua dolce, le acque minerali nel contesto italiano ed europeo con contaminazioni nel resto del mondo

    MILANO HA UN MUSEO DELL’ACQUA

    La Centrale dell’Acqua

     Milano, una città millenaria e ricca di storia. E di musei, tanti, che ce la raccontano in tutte le sue declinazioni. Ma un museo sull’acqua ci mancava. L’acqua che, per i milanesi ha sempre significato lavoro, svago e divertimento, ha finalmente una casa.

    E dove se non in una vecchia centrale di pompaggio dell’acqua? Perché Milano si approvvigiona con l’acqua di falda che impregna il suolo, chiara e pulita che rivaleggia con le migliori acque minerali perché ha la caratteristica di essere oligo-minerale ossia ricca di sali ma in maniera equilibrata.

    Foto da Lombardia Beni Culturali – la centrale Cenisio all’inizio del 900

    Una centrale costruita tra le prime all’inizio del secolo scorso, proprio in previsione dell’Esposizione Universale del 1906, un Expo ante-litteram, ed ubicata, allora in aperta campagna, in via Cenisio. Una centrale che ha una storia lunga ed operosa e che era giusto recuperare ad una funzione che ancora riguardasse il motivo per cui era stata costruita.

    Un po’ di storia dell’acquedotto milanese

    La storia della costruzione dell’acquedotto milanese ha appassionato per decenni gli addetti ai lavori; la progettazione, il metodo scelto, le bonarie diatribe nate con altre realtà lombarde, la correttezza e le grandi capacità dell’Ufficio tecnico del Comune di Milano, i nomi degli ingegneri responsabili del progetto e della realizzazione, sono stati al centro di interessanti convegni e articoli.

    Un acquedotto che cresceva e cresce con la città e le sue esigenze: basti pensare che nel 1923 Milano accorpò undici comuni limitrofi, come Greco, Prato Centenaro, Niguarda, ecc. e che dalla centrale Assiano a nord ovest di Milano, una delle più recenti ed anche la più grande di tutta Milano, si pompa l’acqua fino in piazzale Cadorna in tubi di un metro e venti di diametro.

    Il tubo che porta acqua in centro a Milano – foto di Cristina Arduini

    Innovazione e ricerca rimangono al centro delle azioni della società in house, MM S.P.A., ossia al 100% di proprietà del Comune di Milano, per andare avanti su un percorso di sostenibilità ambientale, indispensabile per affrontare le sfide del cambiamento climatico.

    Il Museo

    La Centrale dell’Acqua con il suo percorso museale, dove sono esposti vecchie pompe e macchinari, scende per tre piani ed affianca sale per manifestazioni e didattica orientata soprattutto per le scuole.
    Dall’apertura avvenuta a luglio 2018 sono state numerose le iniziative che si suddividevano in differenti categorie – Save the date e Open science – e soprattutto nel secondo caso incentrati sulla tematica dell’acqua, che tutti noi dobbiamo conoscere meglio per gestirla con sensibilità e sicurezza.

    Web site: https://www.centraleacquamilano.it/

    Facebook: @CentraleAcquaMilano


    Leonardo da Vinci e una gita a Vigevano

    da Arte e Memoria

    Le giornate si allungano e fa piacere camminare tra il verde tenero dei prati in fiore e dei boschi con le nuove foglie. Ancora meglio con il rasserenante scorrere dell’acqua nei canali di irrigazione.

    Ed oggi vi parlo appunto di un “percorso d’acqua” che Leonardo, quello di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte, su incarico del Duca di Milano, seguì ed adattò alle nuove esigenze dell’agricoltura. Percorse i dintorni di Vigevano tra il 1482 e il 1499 in lungo ed in largo, osservando e prendendo appunti e schizzi sul quadernetto che portava sempre attaccato alla cintura.

    Una guida, anche in lingua inglese,  che l’associazione Arte e Memoria del Territorio che dal 1997 si occupa di acqua e della rete di canali storici legati a l’agricoltura, a partire da Piemonte e Lombardia, promuovendo la conoscenza dell’acqua e del suo territorio con pubblicazioni, campagne fotografiche, mostre, visite guidate e attività con le scuole primarie, secondarie e superiori, ha recentemente pubblicato in collaborazione con Parchi e Riserve Naturali Regionali e Provinciali che si occupano del territorio agricolo in Italia.

    Come suggeriscono gli autori della guida “Percorsi d’acqua- guida poetica al viaggio nel paesaggio di Leonardo da Vinci a Vigevano”, si tratta di percorrere le tappe di un percorso attraverso inaspettate ed antiche opere di architettura ed ingegneria idraulica che rappresentano il punto focale di un grandioso programma di bonifica voluto da Ludovico Sforza.

    Con l’aiuto di immagini fotografiche che colgono la suggestione del paesaggio che lo stesso Leonardo disegnava sui suoi taccuini e con la rigorosa informazione storica e scientifica della guida sarà piacevole perdersi tra i prati e fermarsi ogni tanto ad ammirare come l’uomo possa, se vuole, convivere con la natura e trarne vantaggio.

    Un salto poi a vedere la magnifica piazza di Vigevano e gustare i piatti tipici nei ristoranti in zona sarà il premio finale di una giornata all’aria aperta, seguendo le orme di un eclettico maestro d’arte di altri tempi.

    Informazioni tecniche

    La guida al costo di 15 euro è reperibile presso la Libreria Touring Club Italiano, Corso Italia, La Fiera del Libro, Corso XXII Marzo, Libreria Popolare di via Tadino.

    Verrà presentata presso la Libreria Popolare di via Tadino il 27 marzo alle ore 18,30 ed il 4 aprile presso Ciclohobby, via Borsieri alle 18,30. 

    Banca Dati Tangram

    Come recita nel sito dedicato, la realizzazione del programma TANGRAM ed il caricamento dei dati è iniziata nel 1989 ed è gestita dall’Università Bicocca di Milano. Oggi   Tangram è una banca dati che comprende i dati relativi a circa 40.000 pozzi per le regioni Lombardia, Piemonte, Valle d´Aosta nella quale viene messa a disposizione qualsiasi tipo di informazione (dati amministrativi, caratteristiche tecniche, dati stratigrafici, piezometrici, idraulici) afferente ad un pozzo.
    I dati in TANGRAM sono stati messi a disposizione nell’ambito di vari progetti di ricerca, la loro proprietà è degli enti che li hanno messi a disposizione, la loro diffusione ed utilizzazione, sotto qualsiasi forma, deve essere preventivamente autorizzata dagli enti proprietari del dato.
    I loro caricamento ed organizzazione e standardizzazione è  effettuata da Idrogeologia del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano e da IDPA – CNR.

    La banca dati viene gestita via web dal gruppo di ricerca che ne utilizza i contenuti esclusivamente a scopo scientifico.   Al di fuori del gruppo di ricerca la banca dati può essere consultata solo dagli enti pubblici proprietari dei dati, per la propria parte di competenza. L’accesso alla banca dati non è consentito ai privati, tranne i casi in cui l’ente pubblico, proprietario dei dati, ne autorizzi l’accesso.

    Per approfondire: Tangram
    P
    er contatti: Tullia Bonomi

    acqua

    L’acqua, come sappiamo, si comporta in modo anomalo e la sua peculiarità ha permesso che la vita si diffondesse sulla Terra. L’acqua è sempre stata studiata , ma solo recentemente dal punto di vista fisico.

    Lo studio effettuato in Italia, rivoluzionario per le prospettive che apre, ha evidenziato che le molecole d’acqua allo stato liquido assumono due forme di organizzazione.
    Tale forma è stata misurata per la prima volta da Ino-Cnr ( Istituto Nazionale di Ottica), Lens (European Laboratory for non-Linear Spectroscopy)  presso l’Università di Firenze sulla base di un’ipotesi formulata 15 anni fa. Lo studio, pubblicato su Nature Communications,potrebbe spiegare il comportamento anomalo di questo liquido rispetto agli altri.

    “Impiegando una tecnica spettroscopica basata su sorgenti laser ultraveloci”, spiega Roberto Eramo di Ino-Cnr, “abbiamo dimostrato che l’acqua allo stato liquido non prende semplicemente la forma del contenitore ma ne assume contemporaneamente due: una più strutturata, simile al ghiaccio, e una più disordinata. Questa doppia natura rende l’acqua un elemento complesso da descrivere attraverso modelli matematici e potrebbe spiegare le sue caratteristiche anomale rispetto a tutti gli altri liquidi”.

    “Il legame a idrogeno tra le molecole, che determina alcune importanti proprietà come quella per cui il ghiaccio galleggia sull’acqua, forma all’interno di una massa di acqua liquida una struttura spaziale simile a quella di un solido ma temporanea, con un intervallo di vita dell’ordine del millesimo di miliardesimo di secondo”, continua Renato Torre dell’Università di Firenze, associato Ino-Cnr. “L’importanza di queste strutture transienti cresce al diminuire della temperatura, quando il legame a idrogeno diventa sempre più forte rispetto al moto di agitazione termica delle molecole”.

    I ricercatori fiorentini hanno lavorato con campioni di acqua particolarmente pura, in modo da poter scendere al di sotto della temperatura di congelamento in uno stato metastabile noto come liquido sottoraffreddato. “Abbiamo studiato la dinamica di vibrazione e di rilassamento dell’acqua sottoraffreddata (28 gradi sotto lo zero senza che l’acqua congelasse) mettendo in evidenza la coesistenza di due diverse configurazioni locali, che possono essere interpretate come due forme di acqua dotate di diversa densità e regolarità della distribuzione spaziale”, conclude Eramo. “A quindici anni dalla sua formulazione, l’ipotesi della duplice forma di organizzazione molecolare dell’acqua nel suo stato liquido trova quindi conferma nei dati sperimentali. ( Sintesi tratta dal comunicato stampa).

    Da Nature Communications:

    “Evidence of two distinct local structures ola goccia d'acquaf water from ambient to supercooled conditions”, Nature Communications, 4:2401 DOI: 10.1038/ncomms3401, Published 13 Sep 2013 visibile liberamente il riassunto, a pagamento l’articolo.

    Per informazioni: Roberto Eramo, tel. 055/4572222-2029, e-mail: roberto.eramo@ino.it; Elisabetta Baldanzi, Ino-Cnr, tel. 055/2308259, e-mail: elisabetta.baldanzi@ino.it, sito web: http://www.ino.it

    L’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione e lo Sviluppo ( OCSE) ha pubblicato un rapporto riguardante lo sviluppo del mondo nei prossimi quarant’anni ossia all’inizio del 2050.

    Le Prospettive ambientali dell’OCSE all’orizzonte del 2050 formulano il seguente quesito : “Quale sarà lo scenario dei prossimi quarant’anni?” Lo studio, basato sui modelli elaborati congiuntamente dall’OCSE e dall’Agenzia di Valutazione Ambientale dei Paesi Bassi, esamina lo scenario fino al 2050 per identificare i potenziali impatti ambientali delle tendenze demografiche ed economiche in assenza di politiche “verdi” più ambiziose.

     L’analisi si concentra su quattro settori: i cambiamenti climatici, la biodiversità, le risorse idriche e gli impatti dell’inquinamento sulla salute. Queste sono le stesse quattro sfide ambientali fondamentali già contrassegnate con il “Segnale Rosso” nelle precedenti Prospettive ambientali dell’OCSE all’orizzonte del 2030 (OECD, 2008), ad indicare problemi che esigono un’attenzione urgente.

    Risorse Idriche ( estratto dal riassunto del sommario in italiano)

    La disponibilità di acqua dolce sarà ancora messa a dura prova, con 2.3 miliardi di abitanti in più rispetto ad oggi (complessivamente oltre il 40% della popolazione mondiale) che dovrebbe vivere nelle zone dei bacini fluviali colpiti da gravi problemi di stress idrico, in particolare nel Nord e nel Sud dell’Africa e nel Sud e Centro dell’Asia.
    Secondo le proiezioni, la domanda globale di acqua dovrebbe aumentare di circa il 55%, a causa della crescente domanda delle manifatture (+400%), della generazione termica di elettricità (+140%) e dell’uso domestico (130%). (Vedi Grafico http://dx.doi.org/10.1787/888932571171). Di fronte al cumulo di tali domande concorrenti, le proiezioni dello Scenario di riferimento lasciano poche possibilità di aumentare le acque irrigue. I flussi ambientali saranno contesi e gli ecosistemi saranno minacciati. L’esaurimento delle falde acquifere potrebbe diventare la più grande minaccia per l’agricoltura e per l’approvvigionamento di acqua urbana in molte regioni. L’inquinamento dovuto a sostanze nutritive provenienti dalle acque reflue urbane e dall’agricoltura si accentuerá in molte regioni, intensificando l’eutrofizzazione e danneggiando la biodiversità acquatica. L’accesso a fonti d’acqua migliorata (anche se non necessariamente sicura per il consumo umano) dovrebbe aumentare, essenzialmente nei Paesi BRIICS. Tuttavia, su scala mondiale oltre 240 milioni di persone rimarranno senza accesso a un’acqua migliore entro il 2050. L’Africa Subsahariana probabilmente non raggiungerà l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG) ossia dimezzare entro il 2015 e rispetto al 1990 il livello di popolazione senza accesso a una fonte d’acqua migliorata. L’Obiettivo di Sviluppo del Millennio per il trattamento e la depurazione delle acque non sarà raggiunto entro il 2015; si prevede che entro il 2050 1,4 miliardi di persone non avranno ancora accesso al trattamento igienico-sanitario di base delle acque.

    Il Rapporto è disponibile per l’acquisto a 80 euro anche on-line.

    OECD Environmental Outlook to 2050

     

    Da Le Scienze:

    Le risorse di acqua dolce della Terra sono soggette a una crescente pressione a causa sia dei consumi sia dell’inquinamento. Fino a poco tempo fa, i problemi di disponibilità, utilizzo e gestione dell’acqua dolce sono stati affrontati a scala locale, nazionale e di bacino idrografico. Il riconoscimento che le risorse di acqua dolce sono soggetti a cambiamenti globali ha portato un certo numero di ricercatori a sostenere l’importanza di porre i problemi relativi alla gestione dell’acqua dolce in un contesto globale, soprattutto perché molti paesi hanno esternalizzato notevolmente la loro “impronta idrica”, ossia il consumo di acqua, attraverso il risparmio di questa risorsa ottenuto importando prodotti i cui cicli di lavorazione prevedono un uso intensivo dell’acqua.

    Ora due ricercatori del Dipartimento di ingegneria e gestione delle acque dell’Università di Twente a Enschede, nei Paesi Bassi, hanno realizzato uno studio che mappa con elevata risoluzione spaziale l’impronta idrica (o WF, water footprint) dell’umanità e i flussi “nascosti” fra le varie nazioni.

    Dallo studio risulta che l’impronta idrica globale media annua nel periodo 1996-2005 è stata di 9087 gigametricubi all’anno (74% verde, 11% blu, 15% grigio), alla quale la produzione agricola contribuisce per ben il 92 per cento.

    Per approfondire:

    Articolo completo in inglese scaricabile dal sito di PNAS – Proceedings of the National Academy of Sciences Of United States of America;

    Articolo riassuntivo sulle Le Scienze

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