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News 2014

Il Bepi e l’Acquedotto

di Cristina Arduini ©

Il “Bepi”  aveva freddo in quell’aprile del  1917, rintanato nella caverna in attesa di ritornare in trincea, sperando che il vento gelido che sferzava la cima del Pasubio finisse. Dopo un inverno con tanta neve che a sua memoria non ricordava di aver mai visto, era  contento di essere ancora vivo e non, come molti suoi compagni travolti da valanghe e slavine. Sentiva, a fondo caverna,  il ragliare degli asini che volevano cibo ed acqua e pensava che a uno dei prossimi turni sarebbe toccato anche a lui aiutare a portare su le cisterne piene d’acqua. Per fortuna tra pochi giorni, come continuava a ripetere il comandante, sarebbe finito l’acquedotto che avrebbe portato l’acqua fin da loro. Ne era orgoglioso, erano stati bravi i Genieri, aveva visto con quante difficoltà avevano combattuto! Ma almeno avrebbero potuto lavarsi, dar da bere alle bestie e soprattutto bere acqua fresca. Ad occhi chiusi rivedeva la fattoria della sua famiglia e vedeva la madre che andava al pozzo a prendere l’acqua e si immaginò alla fine della guerra a costruire un piccolo acquedotto per alleviare le fatiche della mamma.Ci sarebbe mai riuscito? Aveva seguito i lavori e aveva fatto tesoro di alcuni insegnamenti appresi quando si era offerto volontario per aiutare i Genieri. Sospirando si alzò sentendo il richiamo del sergente, prese il fucile ed andò a posizionarsi in trincea pregando che quella sera la guerra finisse.

L’acquedotto del Pasubio

testo ed immagini liberamente tratti da: “Gli impianti idrici fra il Garda e l’Astico”, Bologna, Tipo-litografia militare, 1919 («Bollettino tecnico di guerra dell’Arma del Genio» del maggio 1919) con il permesso dell’Ufficio Storico – Stato Maggiore dell’Esercito -V Reparto Affari Generali

La Prima Guerra Mondiale  fu il più grande conflitto armato della storia e coinvolse tutta l’Europa, oltre le colonie dell’Impero britannico, gli USA e l’Impero Giapponese e si svolse principalmente in territorio europeo tra l’estate del 1914 e la fine del 1918. Fu una guerra di posizione e nel caso specifico di trincea, ossia si combatteva metro per metro, passo per passo: le perdite in una sola battaglia erano altissime (tristemente famose sono la battaglia di Verdun e la battaglia della Somme). I soldati erano affogati nel fango, nella neve, nel ghiaccio o sabbia, protetti da sacchi imbottiti di sabbia o tavolacci di legno con metri di filo spinato e, per osservare le posizioni nemiche, erano costretti a sporgersi o a guardare in piccoli spioncini. Gli assalti poi erano terribili; nei primi metri venivano falcidiati centinaia di uomini da mitragliatrici e cannoni oltre che dall’utilizzo di armi chimiche.

Il Pasubio fu uno dei punti chiave per tutti e due gli eserciti interessati e fu teatro di una logorante guerra di posizione, soprattutto per gli italiani che dovevano difendere un versante del Pasubio che scendeva quasi a picco sulle valli con dislivelli anche di 1500 m.

Data l’alta concentrazione di uomini l’approvvigionamento delle vettovaglie era estremamente difficile ed in particolare quello idrico causa l’assoluta aridità dell’area.  Costruendo due impianti acquedottistici, quello della Lora e quello del Pasubio venne risolto il problema.

Dal febbraio del 1917 fino ad aprile  dello stesso anno venne messo in opera l’acquedotto del Pasubio con un’unica stazione di sollevamento, situata presso Malga Busi a 960 m. Le pompe,con motore a benzina, avevano una portata di 1 l/sec e una prevalenza di 1400 m e la tubatura saliva per il canalone di Fontana d’Oro fino a 2236 m alimentando una serie di serbatoi da cui partiva una rete estesa di circa 40 km che portava acqua alle postazioni.

Si aggiunse, nell’agosto 1917, l’impianto della Lora che partiva dalla strada che congiungeva Schio con Rovereto, sfruttando un acquedotto costruito dall’Impero Austro-Ungarico e che raccoglieva le acque sorgenti di Campogrosso.

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Profilo delle condutture – da Gli impianti idrici fra il Garda e l’Astico, Bologna, Tipo-litografia militare, 1919 («Bollettino tecnico di guerra dell’Arma del Genio» del maggio 1919)

 

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Percorso dell’acquedotto del Pasubio -da Gli impianti idrici fra il Garda e l’Astico, Bologna, Tipo-litografia militare, 1919 («Bollettino tecnico di guerra dell’Arma del Genio» del maggio 1919)

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un tratto di conduttura scoperta – da Gli impianti idrici fra il Garda e l’Astico, Bologna, Tipo-litografia militare, 1919 («Bollettino tecnico di guerra dell’Arma del Genio» del maggio 1919)

Ringraziamenti

La redazione di questa pagina web è stata resa possibile da una serie fortunata di circostanze: la mia visita al Museo della Guerra di Rovereto in concomitanza con una mostra sul Pasubio, la cortesia del personale della Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, e la collaborazione  e la gentilezza dell‘Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito -V Reparto Affari Generali. Soprattutto ringrazio gli uomini del Pasubio, senza i quali questa pagina non sarebbe mai stata scritta.

 

Causa il cambiamento climatico ormai in atto i fenomeni meteorologici nel mondo stanno cambiando; diventano più intensi ed estremi provocando in un mondo poco preparato distruzione e purtroppo perdita di vite umane.

Per questo motivo quest’anno il calendario, pubblicato mensilmente, parla di un elemento dell’acqua che ha cambiato la nostra vita, ma che in natura si sta drasticamente riducendo: il ghiaccio.

La foto del mese di Gennaio è dedicata all’inverno nel bosco e sono rappresentati due stadi fondamentali dell’acqua: liquido nel lago in fase di trasformazione in ghiaccio e solido sotto forma di neve appena caduta e che ricopre gli alberi. Al di là della poesia della bellissima foto voglio richiamare l’attenzione di tutti sulla salvaguardia di boschi e laghi, elementi peculiari ed unici del paesaggio italiano, europeo e mondiale, promotori di equilibri ambientali importanti per il benessere dell’uomo.

Il tema del mese di Febbraio riguarda la lotta dei predatori artici a sopravvivere e come esempio ho scelto la volpe ed il lupo.

Nel mese di Marzo sembra opportuno insistere sul cambiamento climatico, infatti neve primaverile nella prima foto e invece un alluvione in un ipotetico paese per ricordarci che quando si fanno nuove costruzioni va valutato anche l’impatto sul territorio e la sua acqua.

Nel mese di Aprile il Polo Nord ed i ghiacci perduti, con i nuovi interessi economici e il tentativo di salvaguardare l’ambiente artico.

Nel mese di Maggio il tema sono i ghiacciai alpini e soprattutto italiani e cosa si sta facendo per monitorare il loro arretramento. Si parla anche del Comitato Glaciologico italiano, associazione volontaria che comprende Enti e persone fisiche interessate alla salvaguardia dei ghiacciai alpini.

Nel mese di Giugno trattiamo il tema del disgelo, azione fondamentale per rimpinguare i corsi d’acqua e le falde nelle zone temperate. Il metodo di calcolo per stabilire la quantità d’acqua presente nella neve è il Snow Water Equivalent, parametro professionale applicato in tutti i bollettini sul manto nevoso regolarmente pubblicati dalle varie regioni alpine europee.

Nel mese di Luglio trattiamo il tema della salvaguardia della diversità biologica e vi parliamo del Global Seed Vault che ha la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del “patrimonio genetico tradizionale” delle sementi. Localizzato nell’estremo nord tra i ghiacciai delle Isole Svalbard permette, causa la bassa temperatura, di mantenere i semi in condizioni ottimali.

Nel mese di Agosto i fiocchi di neve sono il tema trattato. Esiste uno studioso Kenneth Libbrecht negli Stati Uniti che si occupa di capire come si formano, perchè sono tutti diversi e come mai cambiano rapidamente forma a seconda della temperatura delle nuvole. Ha pubblicato ormai 7 volumi in merito e ha un sito con migliaia di immagini.

Quest’anno ricorre il centenario della Prima Guerra Mondiale (1914-1918) che cambiò radicalmente l’assetto delle nazioni europee. Il calendario del mese di Settembre è un doveroso omaggio alle migliaia di uomini che combatterono sulle cime delle montagne italiane in mezzo a mille difficoltà scavando gallerie nella neve e nel ghiaccio.

Il più grande ghiacciaio, escludendo i Poli, del mondo si trova nella catena del Pamir in Tagikistan ed è stato intitolato ad un esploratore russo dell’800, Fedchenko. E’ un’ impressionante massa di chilometri cubi di ghiaccio ed è la fonte principale di acqua per i paesi vicini e soprattutto per il Tagikistan. Purtroppo, causa  il cambiamento climatico, da studi effettuati, è in costante fase di regressione dal secolo scorso. Il calendario del mese di Ottobre ci rammenta che il cambiamento climatico può notevolmente ridurre le riserve idriche mondiali e creare imponenti flussi di profughi ambientali.

Nel mese di Novembre parliamo di un uso particolare del ghiaccio: negli anni 90 del secolo scorso si cominciano costruire per caso degli Hotel di Ghiaccio, che si diffondono soprattutto nei paesi Baltici, anche se ne hanno esempi in Canada e Giappone. Sono strutture temporanee costruite con accorgimenti particolari e su progetto di importanti architetti.

Il Mese di Dicembre che conclude il percorso del 2014  sul tema ghiaccio riguarda una regione della Russia situata nell’estremo nord: la Siberia. Lontana terra con un clima continentale con un esiguo numero di abitanti in un territorio vastissimo ricoperto di foreste e ricco di minerali preziosi. Il treno che la percorre tutta  – la famosissima Transiberiana – percorre circa 10.000 Km in quindici giorni.

Finisce qui il calendario 2014 che mi ha portato in posti che non conoscevo e dove  ho imparato cose che non sapevo. Tempo prezioso per me come spero per voi.

 Il mese di Gennaio è disponibile qui.

Il mese di Febbraio è disponibile qui.

Il mese di Marzo è disponibile qui.

Il mese  di Aprile è disponibile qui.

Il mese  di Maggio è disponibile qui.

Il mese di Giugno è disponibile qui

Il mese di Luglio è disponibile qui

Il mese di Agosto è disponibile qui

Il mese di Settembre è disponibile qui

Il mese di Ottobre è disponibile qui.

Il mese di Novembre è disponibile qui.

Il mese di Dicembre è disponibile qui.

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copyright Nejron

E’ stato pubblicato da parte di Legambiente e Altreconomia un rapporto riguardante essenzialmente i consumi di acqua minerali e i relativi canoni di concessioni regionali.

Nel 2012 i consumi sono addirittura cresciuti rispetto all’anno precedente, passando a 192 litri d’acqua minerale per abitante. che conferma il primato europeo del nostro Paese: 12,4 miliardi di litri imbottigliati,  per un giro d’affari da 2,3 miliardi di euro di 156 società e 296 diversi marchi. Un’attività che ha un grande impatto ambientale.

Vengono infatti utilizzate oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica da 1,5 litri, per un totale di più di 450 mila tonnellate di petrolio utilizzate e oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2 emesse. Impatti importanti che garantiscono elevatissimi profitti esclusivamente alle società che gestiscono questo business, agevolate da canoni diversi a seconda della regione e sempre vantaggiosi.

Ad esempio i canoni mai rivisti si trovano nel Molise, la cui regolamentazione fa ancora riferimento ad un Regio Decreto del 1927, la Provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia-Romagna e la Sardegna.

Altre Regioni che, pur applicando un doppio canone, impongono importi inferiori ad 1€/m3, diversamente da quanto indicato dalle linee guida nazionali, come la Basilicata, la Campania e la Toscana. Importi uguali o superiori ad 1€/m3: l’Abruzzo, la Calabria, il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, le Marche, l’Umbria, la Valle d’Aosta, la Provincia autonoma di Trento, la Lombardia e il Veneto.

Quattro di queste regioni,Piemonte, Abruzzo, Calabria e Veneto, prevedono forti sconti sui canoni delle concessioni per i volumi imbottigliati se le aziende sottoscrivono con la Regione un protocollo di intesa recanti patti per la difesa dei livelli occupazionali.

Soltanto due Regioni si distinguono positivamente:  Lazio, che applica una quota per gli ettari, una per i volumi emunti ed una per quelli imbottigliati e  Sicilia che, da maggio 2013, applica un canone più alto alle concessioni, chiedendo alle ditte imbottigliatrici, da 60 a 120 €/ha a fronte dei precedenti 10 € e, seguendo l’esempio virtuoso del Lazio, adotta, da quest’anno, il triplo canone (in funzione dei volumi emunti e imbottigliati, rispettivamente 1 e 2 €/m3).

Legambiente ed Altreconomia hanno inoltre calcolato che l’acqua in bottiglia viene mediamente venduta a un prezzo di 0,26€ al litro, mentre alle Regioni le aziende imbottigliatrici pagano in media 1€ ogni 1000 litri, ovvero un millesimo di euro per litro imbottigliato, con ampi margini di guadagno. Quello che gli italiani vanno a pagare, infatti, è rappresentato per più del 90% dai costi della bottiglia, dei trasporti e della pubblicità, unito ovviamente all’enorme guadagno dell’azienda in questione, e solo per l’1% dall’effettivo costo dell’acqua.

Va considerato anche che l’industria delle acque minerali occupa circa 11.000 addetti ( dati Istat 2011) sparsi per il territorio nazionale e che sono un pilastro dell’economia nazionale. Bisogna quindi sicuramente aprire un tavolo di trattative in cui gli eventuali aumenti di canone non incidano sul consumatore finale ricordando che parecchi marchi sono in mano a multinazionali, come la San Pellegrino e la Levissima ( Nestlè Waters) ed è necessario tutelare la diversità.

Per approfondire anche dal punto di vista dei produttori:  il sito di Mineracqua , il sito della Federazione delle Industrie delle Acque Minerali e delle Bevande Analcooliche.

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Programma della Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea

 

Interessa evidenziare in questo articolo solo la parte riguardante l’ambiente e se in particolare sono previsti interventi per quanto riguarda la gestione delle acque  sia dal punto di vista del servizio idrico integrato che in generale l’uso della risorsa, compreso il consumo di suolo e il dissesto idrogeologico.

Nelle poche pagine che compongono il capitolo riguardante l’ambiente ( pag.72-76 del rapporto) si parla essenzialmente dei vari impegni internazionali e europei che riguardano la sicurezza dl trasporto rifiuti, genericamente la sostenibilità ambientale, una politica verde per il mondo del lavoro sia come incentivazione per le imprese a diventare più sostenibili sia inteso come lavori “green”. Particolare importanza alle emissioni in atmosfera soprattutto per la decarbonizzazione proponendo investimenti per le basse  emissioni di carbonio, uno strumento primario per ridurre in modo economicamente efficace le emissioni.

La Presidenza assicurerà che l’UE continui a svolgere un ruolo attivo nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), in vista della XX Conferenza delle Parti dell’UNFCCC (Lima, Perù, dicembre 2014), che rappresenta una tappa decisiva verso un possibile accordo globale sul clima nel 2015. Inoltre, la Presidenza avrà l’opportunità, offerta dal Vertice sul clima convocato a settembre 2014 dal Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, di valutare i progressi e di mantenere elevata l’attenzione ad alto livello su tali obiettivi. Infine, la Presidenza farà ogni sforzo per completare il processo di ratifica dell’emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto.

Nessun accenno alle politiche sulle acque, il dissesto idrogeologico ed il consumo di suolo, nè tantomeno al cambiamento climatico.

la goccia d'acquaNel rapporto redatto dall’ Istituto Nazionale di Statistica si riassume la stato dei servizi idrici italiani intesi come ciclo idrico integrato. Nel 2012 il volume complessivo di acqua prelevata da corsi d’acqua, bacini e acque sotterranee  per uso potabile è pari a 9,5 miliardi di metri cubi, con una crescita del 3,8% rispetto al dato censito nel 2008. Solo il  30,6% dell’acqua prelevata viene trattata prima dell’immissione in rete mentre il volume immesso nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile è pari a 8,4 miliardi di metri cubi, 385 litri al giorno per abitante. Il valore risulta superiore del 2,6% rispetto a quanto registrato nel 2008.

L’acqua però erogata  ai cittadini è di 5,2 miliardi di metri cubi, che corrisponde a un consumo giornaliero di acqua pari a 241 litri per abitante, 12 litri al giorno in meno rispetto all’ultimo dato censito nel 2008. Da ciò si evince che le dispersioni delle reti di distribuzione dell’acqua potabile ammontano a 3,1 miliardi di metri cubi. Pertanto il 37,4% dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali e ritornano nell’ambiente. Su questo dato si registra un peggioramento rispetto al 2008, quando le dispersioni di rete erano del 32,1%.

Le perdite  di rete mostrano situazioni di maggiore criticità nelle Isole e nel Centro-Sud, con le eccezioni di Abruzzo e Puglia, che negli ultimi anni hanno sanato alcune situazioni di forte dispersione. Anche se in maniera più contenuta, anche nelle regioni del Nord si registra un generale peggioramento della dispersione di rete, ad eccezione della Valle d’Aosta.

Depurazione

 Gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane esistenti in Italia sono 18.786, di cui 18.162 in esercizio. Al Nord si concentra il maggior numero di impianti di depurazione.  Gli impianti di depurazione con trattamento avanzato, pur rappresentando soltanto il 10% degli impianti complessivi, trattano più del 60% dei carichi inquinanti convogliati nei depuratori delle acque reflue urbane. Nella maggior parte dei casi tali impianti sono a servizio dei grandi centri urbani.  Rispetto al 2008, si riduce del 27,8% il carico di inquinanti di origine industriale che affluisce agli impianti di depurazione delle acque reflue urbane con trattamento secondario o avanzato, mentre la quota di carichi inquinanti di origine civile trattati negli impianti di tipo secondario o avanzato è pari al 57,6%, di poco superiore a quella del 2008 (56,5%).

Uso potabile

La Lombardia è la regione dove si preleva il maggior volume di acqua per uso potabile, il 16% del totale. Volumi consistenti si rilevano anche nel Lazio (12,5%) e in Campania (10,1%). Valle d’Aosta e Sicilia sono le regioni in cui si registra, rispetto al 2008, il maggior incremento percentuale nei prelievi, con una crescita, rispettivamente, del 32,7% e del 14,1%. Di contro, Puglia e Marche segnano la maggiore contrazione, rispettivamente del 14,7% e del 13,2%. La variazione nei volumi prelevati dall’ambiente, oltre a derivare da un diverso sfruttamento della risorsa (dovuto generalmente a un aumento della diffusione del servizio), risente anche di
situazioni locali specifiche. In alcuni casi di criticità, ad esempio dove ci sono molte dispersioni di rete, per garantire un livello di erogazione costante è necessario prelevare volumi maggiori e immettere più acqua nella rete di distribuzione.

In generale si sta percorrendo una strada in cui si riducono i consumi, mentre c’è ancora molto lavoro da fare sulle dispersioni di rete, problema molto sentito dai gestori in quanto economicamente rappresenta una perdita.

Nasce negli anni 70 del secolo scorso e soprattutto voluta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’umanità sulle problematiche ambientali. Quest’anno è focalizzato soprattutto sul cambiamento climatico e gli impatti che si avranno al nostro stile di vita.

Lo slogan di quest’anno ” Raise Your Voice, Not the Sea Level” – Alza la tua voce, non il livello del Mare sintetizza ampiamente le problematiche connesse con il cambiamento climatico. Eventi organizzati in tutto il mondo soprattutto nei paesi emergenti, mentre in Europa e soprattutto in Italia gli eventi e l’attenzione dei media sono limitati.

Del resto anche un recente rapporto di Istat ha evidenziato che in Italia poco meno di metà della popolazione (45%) nel 2012 ha dichiarato di interessarsi alle tematiche ambientali e che rispetto al 1998, la propensione della popolazione ad adottare comportamenti attenti all’ambiente cresce solo lievemente, ad eccezione della quota di individui attenti al risparmio di acqua (dal 54% al 68%).

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