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Un nuovo racconto sulle acque: il calendario 2015 sui Fiumi d’Italia

Quest’anno il tema del calendario del sito riguarda un importante aspetto dell’Italia: i fiumi.

Una ragionata selezione di dodici fiumi italiani che hanno la particolarità di caratterizzare le regioni ed i territori che attraversano. Si passa dal Tevere che tutto il mondo associa alla nostra storia antica ed attuale, al Po il fiume italiano per antonomasia, il nostro padre su cui vivono e lavorano 16 milioni di persone e al piccolo Reno di Lei che fa parte dell’immenso bacino idrografico del Reno e che appena nato fornisce energia elettrica alla vicina Svizzera.

Una parte così importante della nostra vita e che conosciamo così poco: questo vuole essere un piccolo contributo alla conoscenza del nostro “vicino di casa”.

Il Calendario in formato .PDF è scaricabile gratuitamente e si applicano le norme vigenti in caso di stampa e di esposizione al pubblico.

Scarica il calendario (5,37 MB)

 

 

foto di yupiramos tratta da 123rf.com

La Regione Sardegna ha approvato con la Legge n. 4 del 4 febbraio 2015 “Istituzione dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 19 del 2006”.

Nella legge si istituisce l’Ente di Governo d’Ambito, cosi come indicato dal D.L.  n. 133 del 12 settembre 2014 detto ”Sblocca Italia”, coordinato con la Legge di conversione (Legge 11 novembre 2014, n. 164), recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività’ produttive”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’11 novembre 2014″.

L’ente di Governo d’Ambito coincide con i confini della Regione Sardegna e definisce alcuni punti fondamentali come la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali del servizio idrico integrato, le procedure e i principi idonei per assicurare l’organizzazione e la gestione efficiente, efficace ed economica del servizio idrico integrato.

L’ambito territoriale ottimale è costituito dai territori ricadenti nei confini della Sardegna ma è possibile istituire più sub-ambiti territoriali  costituiti da almeno di cinquecentomila abitanti.

Importanti gli artt. 13 e 14 in cui si definisce che nel Piano di Gestione previsto per ogni comune sia considerato il drenaggio urbano e la gestione delle acque meteoriche oltre ad una gestione sostenibile delle risorse idriche.

Per approfondire: consiglio regionale della Sardegna.

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La Provincia di Trento ha approvato il nuovo Piano di Tutela delle acque,  dopo aver acquisito i pareri dei Comuni, delle Autorità di Bacino, del Consiglio delle autonomie e della Terza Commissione del Consiglio provinciale, con una consultazione pubblica molto partecipata, realizzata attraverso la procedura di valutazione ambientale strategica.

Si tratta di un importante documento di pianificazione, che da un lato descrive la qualità dei fiumi, dei laghi e delle acque sotterranee in Trentino e dall’altro contiene le misure necessarie per risanarli o per mantenerne buono lo stato chimico ed ecologico. Il 18% dei corpi idrici fluviali trentini presenta uno stato ecologico elevato, il 70% buono, l’8% sufficiente e il 4% scarso. Rispetto al 2009, si è registrato il miglioramento di 18 corpi idrici fluviali , 16 dei quali sono passati dallo stato sufficiente allo stato buono e 2 dal buono all’elevato. Per quanto riguarda i corpi idrici lacustri, non vi sono problemi relativamente alla balneazione, laddove prevista; per tutti i laghi, poi, lo stato chimico è buono, mentre lo stato ecologico va da sufficiente a buono. Tutti i corpi idrici sotterranei, infine, sono risultati in stato chimico buono, eccetto le aree oggetto di bonifica.

Il Piano redatto dall’Agenzia Provinciale di Protezione dell’Ambiente prevede nuove regole per le nuove concessioni idroelettriche e una revisione del Deflusso Minimo Vitale.

Per approfondire: sito dell’Agenzia Provinciale della Protezione dell’Ambiente da cui è possibile scaricare l’intero piano.

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foto di Cristina Arduini

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L’Ambiente in Europa nel 2015: Stato e Prospettive

Le politiche ambientali e climatiche dell’Europa hanno fornito benefici sostanziali, migliorando l’ambiente e la qualità della vita. Nonostante ciò, l’Europa si trova ancora a dover affrontare una serie di sfide ambientali in costante aumento. Risolverle richiederà modifiche fondamentali nei sistemi di produzione e consumo che sono alla radice dei problemi ambientali.

Questi sono alcuni dei messaggi chiave della valutazione quinquennale  dell’Agenzia europea dell’ambiente, “L’ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2015. Il SOER 2015 è una valutazione integrata dell’ambiente in Europa. La relazione include valutazioni e dati a livello globale, regionale e nazionale, oltre ad analisi comparative tra vari paesi.

Le politiche dell’UE hanno prodotto benefici sostanziali

Oggi, i cittadini europei usufruiscono di aria e acqua più pulite, meno rifiuti vengono portati in discarica e viene riciclato un maggior numero di risorse. Tuttavia, l’Europa è ancora ben lontana dal centrare l’obiettivo di “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” entro il 2050, come previsto nel 7° Programma d’azione europeo per l’ambiente. Sebbene utilizziamo le risorse naturali in modo più efficiente rispetto a prima, stiamo continuando a deteriorare le fonti primarie da cui dipendiamo in Europa e nel resto del mondo.

Il SOER 2015 evidenzia la necessità di politiche più ambiziose per raggiungere la “Visione  2050” dell’Europa e sottolinea l’esigenza di nuovi approcci che rispondano alla natura sistemica di molti problemi ambientali. Ad esempio, le pressioni esterne, incluse le macro-tendenze globali, possono contrastare le politiche specifiche e gli sforzi di gestione ambientale a livello locale. Inoltre, molte sfide ambientali sono strettamente correlate a sistemi di produzione e consumo che favoriscono un più alto livello occupazionale e distribuiscono mezzi di sostentamento. Di conseguenza modifiche a tali sistemi comportano diversi costi e benefici.Per di più i miglioramenti dal punto di vista dell’efficienza vengono spesso vanificati dall’aumento del consumo.

La relazione in conclusione afferma che sebbene la piena adozione delle politiche esistenti sia fondamentale, né le politiche ambientali attualmente in vigore, né i successi in termini di efficacia guidati da fattori economici e tecnologici saranno sufficienti a raggiungere la “Visione 2050 “ dell’Europa .

Esigenza di trasformazione dei sistemi chiave

Affrontare le sfide complesse che attendono l’Europa richiederà politiche più ambiziose, oltre a una migliore conoscenza e a investimenti intelligenti, volti a trasformare radicalmente sistemi fondamentali quali alimentazione, energia, alloggi, trasporti, finanza, sanità e istruzione. Saranno necessarie strategie e approcci volti alla mitigazione delle pressioni , alla prevenzione di potenziali danni, al ripristino degli ecosistemi, alla correzione delle disuguaglianze socio-economiche e all’adattamento alle tendenze globali, come il cambiamento climatico e l’esaurimento delle risorse.

L’ambiente in Europa secondo SOER 2015: fatti e tendenze rilevanti

Capitale naturale

  • Le politiche dell’UE hanno ridotto l’inquinamento e hanno migliorato in modo significativo la qualità dell’aria e dell’acqua in Europa. Tuttavia, il costante degrado degli ecosistemi minaccia la produzione economica e il benessere europeo.
  • La biodiversità continua a essere erosa. Rispettivamente il  60% delle valutazioni relative a specie protette ed il 77% di quelle relative a diversi tipi di habitat considerati hanno evidenziato uno stato di conservazione sfavorevole. L’Europa non è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2020 di arrestare la perdita di biodiversità.
  • La qualità dell’acqua dolce è migliorata negli ultimi anni, tuttavia, circa la metà dei corpi idrici d’acqua dolce in Europa difficilmente raggiungerà il “buono stato ecologico” nel 2015.
  • La biodiversità marina e costiera rappresenta un ambito di particolare preoccupazione. Le pressioni comprendono danni al fondo marino, inquinamento, specie esotiche invasive e acidificazione. La pesca eccessiva è diminuita nell’Atlantico e nel Baltico, tuttavia non nel Mediterraneo che mostra un quadro negativo, con il 91% degli stock valutati soggetti a eccessivo sfruttamento nel 2014.
  • Meno del 6% della superficie coltivata dell’Europa è stata utilizzata per l’agricoltura biologica nel 2012, con grandi differenze tra i paesi.
  • Guardando al futuro, si prevede che gli impatti del cambiamento climatico intensificheranno le pressioni e gli effetti e che persisteranno le cause della perdita della biodiversità.

Efficienza delle risorse

  • Il consumo di risorse interno è stato di 16,7 tonnellate pro capite nel 2007 ed è sceso a 13,7 tonnellate nel 2012, in parte a causa del crollo del settore edile in alcuni paesi.
  • La gestione dei rifiuti è migliorata negli ultimi anni, con un calo dei rifiuti prodotti e conferiti in discarica. I tassi di riciclaggio sono aumentati in 21 paesi tra il 2004 e il 2012, mentre i tassi di smaltimento in discarica sono diminuiti in 27 su 31 paesi (per i quali sono disponibili dati). I paesi del SEE hanno raggiunto un tasso medio di riciclaggio del 29% nel 2012, rispetto al 22% nel 2004.
  • Le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 19% a partire dal 1990, nonostante un aumento del 45% della produzione economica. L’uso di combustibili fossili è diminuito, così come le emissioni di alcuni inquinanti derivanti dai trasporti e dall’industria.
  • La crisi finanziaria del 2008 e le successive difficoltà economiche hanno contribuito inoltre alla riduzione di alcune pressioni ambientali. Resta da vedere se i miglioramenti saranno duraturi.
  • Le attuali politiche condivise non sono sufficienti per il raggiungimento a lungo termine degli obiettivi ambientali dell’Europa, come la riduzione dell’80-95% delle emissioni di gas a effetto serra.

Salute e benessere

  • Le politiche ambientali hanno prodotto miglioramenti sulla qualità dell’acqua potabile e delle acque di balneazione e hanno ridotto l’esposizione ai principali inquinanti pericolosi.
  • L’inquinamento atmosferico e acustico continua a produrre gravi effetti sulla salute nelle aree urbane. Nel 2011, circa 430 000 decessi prematuri nell’UE sono stati attribuiti alle polveri sottili, mentre l’esposizione al rumore contribuisce ad almeno 10 000 morti premature dovute a malattie cardiache ogni anno.
  • Il crescente uso di sostanze chimiche, in particolare nei prodotti di largo consumo, è stato associato a un evidente aumento dell’insorgenza di malattie e disordini endocrini nella popolazione.
  • Si presume che i miglioramenti previsti per la qualità dell’aria non saranno sufficienti a prevenire i danni, mentre è previsto un peggioramento degli impatti derivanti dal cambiamento climatico.
  • Il settore dell’industria ambientale è cresciuto di oltre il 50% dal 2000 al 2011 ed è uno dei pochi settori ad avere prosperato in termini di ricavi e posti di lavoro dall’inizio della crisi finanziaria del 2008.

L’ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2015” ( in Inglese) è composto da due relazioni e 87 sessioni informative online, tra cui la “Relazione di sintesi” e la relazione “Valutazione delle macro-tendenze globali”, integrata da 11 sessioni sulle macro-tendenze globali, 25 sessioni informative tematiche europee, nove sessioni informative sui confronti tra paesi, 39 sessioni informative su paesi e regioni (basate su relazioni nazionali sullo stato dell’ambiente) e 3 sessioni informative regionali.

SOER 2015:

  • Fornisce una valutazione completa e integrata sullo stato, le tendenze e le prospettive dell’ambiente in Europa in un contesto globale.
  • Rende nota l’attuazione della politica ambientale europea tra il 2015 e il 2020.
  • Analizza le possibilità di modifica delle politiche esistenti (e le conoscenze utilizzate per rendere note tali politiche) al fine di raggiungere la “Visione 2050” dell’Unione europea di vivere bene entro i limiti del nostro pianeta.
  • La relazione è stata preparata come un impegno comune in stretta collaborazione con Eionet, nonché con i servizi della Commissione europea. Inoltre, diverse organizzazioni internazionali sono state coinvolte nella revisione tra pari della valutazione.

Per eventi collegati scarica le informazioni.

Per approfondimenti sull’Italia

Cristina Arduini

@copyright Agenzia Europea dell’Ambiente ( liberamente tratto dal Comunicato Stampa)

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