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news 2016

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La Lombardia è una regione con altissimo impatto antropico e con un consumo di suolo piuttosto elevato, pari al 10% del suo territorio. Ma è anche una regione ricca di parchi con 24 parchi regionali, 66 riserve naturali, 33 monumenti naturali, 242 siti Natura 2000, gestiti da 85 enti diversi e 101 parchi locali di interesse sovracomunale (PLIS) gestiti dai Comuni. La superficie complessiva delle aree protette presenti sul territorio lombardo è di 544.386 ettari, pari al 22,83% della superficie totale.

Un sistema territoriale complesso, dunque, in cui la natura, ben rappresentata da montagne, fiumi, laghi e ambienti planiziali, coesiste con una popolazione di 10 milioni di abitanti, ponendosi al primo posto di regione più popolosa d’Italia.

E’ stata appena promulgata una legge regionale il 17 novembre 2016 , n. 28:”Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio”dove si è persa la possibilità di fare una riforma veramente coraggiosa.  E’ trascorso parecchio tempo dalla legge precedente che risale al 1983 (L.R. 86/1983) ed era necessario ed improrogabile che ci fosse una rivisitazione del sistema aree protette per adeguarlo alla realtà ed alle nuove esigenze degli abitanti lombardi. In effetti era partita come una legge coraggiosa ma per strada, causa difficoltà di coesione, mancanza di un progetto, incapacità di gestire i molteplici interessi locali e non è arrivata ad avere come unico obiettivo la razionalizzazione degli enti gestori.

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 Sono state correttamente individuate delle macroaree di riferimento per la progressiva volontaria aggregazione tra i parchi, ma non risultano essere omogenee dal punto di vista naturalistico.

La tendenza attuale, giustamente, è passata da una fruizione di esclusiva salvaguardia ad una di “tutela e fruizione” in sinergia con lo sviluppo sostenibile dei territori.

E quindi si potevano inserire linee guida per la conservazione della biodiversità, la gestione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico ambientale regionale a cui devono essere assicurate le condizioni di riproduzione e la sostenibilità degli usi.

Sedici ambiti di sviluppo sostenibile, dove si poteva lavorare in modi vari: dall’educazione ambientale alla promozione turistica, dalla conservazione e innovazione sostenibile del paesaggio al sostegno delle attività economiche, agricole e produttive, dalla promozione della vendita on line dei prodotti delle aree tutelate fino al restauro dei centri storici e dei nuclei abitati rurali o alle opere di risanamento dell’acqua, dell’aria e del suolo.

Come è noto la Lombardia è una delle aree nazionali con il maggior dissesto idrogeologico, con un consumo di suolo elevato e questa era l’occasione in cui si poteva, inserendo tutto il territorio regionale, fare sistema fra tutti i settori vitali della regione incentivando, le relazioni tra industria, artigianato, cittadini ed associazioni e portare il tutto ad un sistema a rete, sostenibile per la natura e fruibile per le popolazioni che ci vivono.

@cristina arduini

liberamente tratto da un articolo ed un intervista a Laura Barzaghi, consigliere regionale della Lombardia

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Il 4 novembre 2016 entra in vigore l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici  grazie alla ratifica della Ue e sette Stati membri, superando la quota del limite minimo delle emissioni. Sono già 86 su 191 i Paesi che hanno accettato.  L’accordo di Parigi  è il punto focale per dare forza e vigore alla lotta al cambiamento climatico o più propriamente al riscaldamento globale, e da solo non risolverà la crisi, come ha sottolineato il Presidente americano Obama, «ma è l’opportunità migliore per salvare il pianeta».

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Per proseguire il cammino dal 7 novembre al 18 a Marrakech in Marocco  si tiene la Conferenza delle Parti n. 22 ( COP 22), che si concentra sulle azioni al fine di conseguire le priorità dell’accordo di Parigi, in particolare relativi all’ adattamento, la trasparenza, il trasferimento di tecnologia, la mitigazione, la creazione di capacità e perdite e danni. La COP22 sarà il forum per sottolineare la specificità del bacino del Mediterraneo e muoversi verso un’agenda comune dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

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Le conclusioni della conferenza in Marocco, nonostante il cambiamento politico del quadro internazionale con l’elezione di Trump alla Presidenza degli Usa non sono cosi negative,  i negoziati hanno avviato un percorso sulle regole di attuazione dell’accordo di Parigi e soprattutto è stato impostato un percorso per le prossime trattative.

Il 17 novembre è stato redatto il documento finale che incita alla definizione delle strategie e che indica la strada per i finanziamenti.

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In tutte le città d’Italia ci sono le fontanelle, pioniere delle attuali casette dell’acqua e si trovano ovunque: nei parchi, sulle strade ed ogni città le caratterizza: a Torino ci sono i toret, a Milano le vedovelle, a Roma i nasoni.

Il calendario del 2017, nato da una collaborazione con uno studio professionale lombardo Foldtani Srl scova alcune fontanelle peculiari sparse per il nord e centro Italia, come quella di Pavullo o di Morbegno ed infine di Taceno.

La vedo come una sorta di richiamo e nello stesso tempo di rispetto nei confronti dell’acqua e di come la usiamo.

L’elenco delle fontanelle e dei relativi luoghi è il seguente:

Immagine apertura = Morbegno (SO)
Gennaio = Tagliole di Pievepelago (MO)
Febbraio = Sacromonte di Varallo Sesia (VB)
Marzo = 3 immagini, in alto Chiavenna (SO), in basso a sinistra Sestola (MO) e a destra Pievepelago (MO)
Aprile = Pavullo nel Frignano (MO)
Maggio = Abetone (PT)
Giugno = 3 immagini, in basso Imbersago (LC), in alto a sinistra Morbegno (SO) e a destra Pasturo (LC)
Luglio = Postalesio (SO)
Agosto =  3 immagini, in alto Morbegno (SO), in basso a sinistra Tirano (SO) e a destra Fanano (MO)
Settembre = Tagliole di Pievepelago (MO)
Ottobre = Sondrio
Novembre = Montecenere di Lama Mocogno (MO)
Dicembre = Taceno (LC)

goccia nell'acqua

Il calendario è, come sempre, scaricabile in formato PDF, mentre se lo preferite cartaceo contattate lo studio ( francesco.nicolodi@foldtani.it

 

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L’anno scorso nell’imminenza dell’apertura di Cop21 che poi ha portato all’Accordo di Parigi  un gruppo di bambini americani hanno presentato in Oregon un ricorso contro il governo perchè sostenevano che da decenni sia lo stesso governo che le Agenzie di riferimento erano a conoscenza del riscaldamento globale ma che non si sono impegnati a fondo per combatterlo e che le misure messe in campo non erano sufficienti per ridurre le emissioni in maniera significativa.

Le compagnie petrolifere, preoccupate, si sono immediatamente costituite parte civile. Ma chi sono questi bambini?

Fanno parte di un Associazione Our Children’s Trust e provengono da varie parti degli Stati Uniti e, come scrive il Post nel suo articolo del 14 novembre, il giudice  Ann Aiken  gli ha riconosciuto il diritto di avere un sistema climatico in grado di sostenere la vita umana. Pertanto ora la causa può andare avanti oppure l’amministrazione USA può proporre un accordo ma, in un momento di passaggio da una presidenza sensibile all’ambiente ad una che, come da dichiarazioni elettorali, ha intenzione di rescindere la sottoscrizione dell’Accordo di Parigi, sarà difficile trovare un punto di contatto.

A mio modo di vedere è sicuramente una sentenza  epocale, non solo per gli Stati Uniti ma anche per altre realtà, come la nostra.

Oltre al fatto che le “non-scelte” portate avanti nei decenni passati da vari parlamenti e governi italiani tramite il dilatare i tempi di applicazione di una norma ambientale, hanno probabilmente ridotto la qualità della vita delle generazioni future ma anche dei cosiddetti “Millenials”che sono cresciuti in un mondo dove esistono le terre dei fuochi.

Sarebbe bello che in Europa ci fosse la forza di Associazioni ambientaliste e studi legali di portare una simile richiesta alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e ancora meglio se tale richiesta partisse dall’Italia.

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4th EU.WATERCENTER ANNUAL CONFERENCE  

Cambiamento Climatico alla ricerca del Piano perduto

 

 

L’11 ottobre 2016  il Centro Acque – eu.watercenter dell’Università degli Studi di Parma dedica la propria Annual Conference alla trattazione degli effetti del cambiamento climatico e della pianificazione integrata delle misure di adattamento allo stesso.

Questo perchè, sensibili alle tematiche delle acque, vogliono porre le loro conoscenze a disposizione della collettività. La pubblicazione del quinto rapporto IPCC e i risultati della COP21 di Parigi 2015 richiedono una rapida implementazione delle politiche di difesa dal cambiamento climatico tramite azioni pianificate con serietà.

In Italia, come è noto soprattutto agli addetti ai lavori,  sono state recentemente prodotte: la Strategia Nazionale del Ministero Ambiente per l’Adattamento al Cambiamento Climatico (SNAC), un Quaderno di ARPAE su mitigazione e adattamento rivolto alle Autorità locali e regionali, delle Linee Guida per un Piano di Adattamento di Fondazione Lombardia per l’Ambiente. E’ inoltre in corso di istituzione un Osservatorio sulla Siccità da parte del Ministero dell’Ambiente.

Le Amministrazioni locali dovranno inoltre occuparsi dell’adeguamento dei Piani territoriali e delle procedure amministrative ai nuovi fattori di pressione ambientale connessi al cambiamento climatico. Fra l’altro sarà necessario provvedere all’aggiornamento delle cartografie del rischio e rivedere le modalità di esecuzione della Valutazione Ambientale nell’ambito delle procedure di VIA e ValSAT.

La giornata sarà divisa in due sessioni: al mattino, relazioni sugli impatti in atto e sulle necessarie azioni di adattamento in alcuni settori chiave, al pomeriggio, presentazione e discussione dei contenuti tecnici e delle azioni previste dai Piani Acque e Alluvioni redatti dall’Autorità di Bacino del fiume Po, di recentissima approvazione.

Le relazioni, specificamente riferite agli scenari climatici dei Distretti Idrografici Padano e Appennino settentrionale, avranno un taglio pratico, applicato ai settori socio-economico-ambientali oggetto delle politiche amministrative e dell’attività professionale degli anni a venire. I partecipanti iscritti agli Ordini professionali potranno acquisire crediti formativi.

Iscrizione gratuita previa registrazione a euwatercenter@euwatercenter.eu

Martedì 11 Ottobre 2016 ore 9.30, Auditorium Polifunzionale Pad 23
Campus Scienze e Tecnologie, Università degli Studi di Parma

Scarica il programma

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Le novità

Come promesso quando ho attivato questo sito mi occupo di acqua in tutti i modi che mi sembrano utili, intriganti e magari dimenticati. Una mattina passando in piazza Fontana a Milano ho ” guardato”, forse per la prima volta in vita mia, la fontana e mi sono domandata: qual’è la sua storia? E da lì sono arrivata a pubblicare il sito sulle fontane di Milano, a scartabellare antichi documenti alla Biblioteca Trivulziana, a scrivere articoli su fontane e altro.

A luglio del 2015, come VicePresidente di Ato città di Milano, ho scritto, insieme ad MM ( Metropolitana Milanese), gestore del servizio idrico di Milano, Utilitalia, Associazione Enti d’Ambito un contributo alla Carta di Milano sull’acqua e la sua salvaguardia in tutto il mondo.

Ho pubblicato il Calendario del 2016 che, a differenza degli anni passati, è una carrellata sulle fontane di Milano, scaricabile dal sito.

Il 2016 ha portato novità importanti; non più vincolata dalla partecipazione al Consiglio di Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito della Città di Milano, scrivo su un blog dell’Isola di Milano e ci sono altri progetti nuovi che riguardano, tra l’altro, il mio ruolo da idrosommelier e la prima guerra mondiale.

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