Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

News 2013

L’acquedotto porta l’acqua nelle case, ma  un altro  servizio svolto dagli acquedotti è la facoltà di poter bere ovunque in città acqua fresca e pulita. Fin dall’inizio ogni acquedotto ha messo a disposizione le fontanelle, che entrate a far parte del paesaggio urbano, sono stati anche “battezzate” con nomi diversi a seconda della città. E così abbiamo le vedovelle a Milano, a Roma i nasoni, ecc.

Fondamentale è che le fontanelle siano sempre in funzione, mantengono l’acqua fresca e pulita, ma soprattutto evitano la stagnazione dell’acqua in condotte terminali cieche.

Vi è molto interesse intorno alle fontanelle sia dal punto di vista dell’acqua che soprattutto dal punto di vista architettonico. Chi le ha fatte e perchè? ad esempio a Torino i cittadini ci tengono tantissimo, meno forse a Milano, ma sicuramente a Roma sono molto conosciute. Possono essere un ottimo volano turistico, che, vista la peculiarità, sono un punto caratteriale di una città e ne raccontano la storia.

Dato che una mappa unica non esiste ancora -anche se tentativi ci sono -vi fornisco informazioni per ritrovarle facilmente, almeno in alcune  grandi città.

acqua e fontanelle

TUTTA ITALIA

Esiste un sito denominato fontanelle.org che raccoglie su una mappa le fontanelle di tutta Italia o perlomeno ci prova. Tramite la registrazione sul sito è possibile inserire una fontanella o variare la posizione di un’altra.

Esiste anche l‘App per Android  nella stessa home page del sito che si scarica facilmente o collegandosi dallo smartphone su Google Play.

TORINO

A Torino le fontanelle si chiamano Torèt ,piccolo toro in piemontese, infatti il rubinetto ha proprio la forma della testa del toro. Sono circa 800, ed i torinesi ne sono molto affezionati considerandolo un imprescindibile elemento urbano della città di Torino. Tanto è vero che esiste un sito, patrocinato dal gestore SMAT, dalla Regione Piemonte e dalla città di Torino, che ti consente di adottare un Toret, oltre a permettere di acquistare merchandising e scaricare un app sia su Android che Iphone  (vedi ).

turet - fontanella di Torino di Pietro Izzo

 

 MILANO

Le tipiche fontanelle di Milano denominate vedovelle, così chiamate perché il filo d’acqua che sgorga somiglia al pianto di una vedova. Fatte in ghisa di tipico colore verde, sono apparse in città a partire dal 1931 e fanno ormai parte dell’arredo urbano. La vedovella di piazza Duomo, specialmente in estate è frequentatissima, ma ce ne sono molte sparse in città – circa 480.

Sul sito del gestore del Servizio Idrico Integrato si possono ricercare le fontanelle attive in città, di poca immediatezza causa ricerca solo per via.

Vedovella

ROMA

Le fontanelle pubbliche di Roma sono chiamati nasoni e sono gestite da Acea, gestore dell’acqua potabile di Roma. Il nome deriva dal  tipico rubinetto ricurvo di ferro, la cui forma ha richiamato l’idea di un grande naso.

La stessa società ha realizzato una mappa scaricabile in PDF e un app per IPhone sia in italiano che in inglese, visto il grande afflusso turistico.

foto di Elisabetta 81 estratta da flickr

cascata d'acquaE’ noto che nel breve giro di una o due generazioni, la maggioranza dei 9 miliardi di persone sulla Terra vivranno sotto l’handicap di una bassa disponibilità di acqua, una risorsa naturale assolutamente essenziale per la quale non esiste nessun sostituto.

Tale handicap è del tutto evitabile, secondo gli scienziati del progetto internazionale del Global Water System Project.

Il Global Water System Project ( GWSP) è un progetto internazionale che ha sede a Bonn e si occupa di rispondere essenzialmente di rispondere alla domanda fondamentale:

Come stanno cambiando gli esseri umani del ciclo globale dell’acqua, i cicli biogeochimici associati, e le componenti biologiche del sistema idrico globale e quali sono i feedback sociali derivanti da tali cambiamenti?

Il progetto è guidato da un comitato scientifico composto da rappresentanti dei quattro Global Change programmi ambientali (DIVERSITAS, IGBP, IHDP e WCRP) e della relativa comunità scientifica.

L’ultimo Congresso “ Water in the Antrophocene” , tenutosi a Bonn a maggio, si è concluso con la dichiarazione di Bonn sottoscritta da tutti i partecipanti. Nella dichiarazione si fanno una serie di raccomandazioni fondamentali per istituzioni e privati incentrati sulla scienza, la governance, la gestione e il processo decisionale relativo alle risorse idriche sulla Terra.

nitrati in europa

Il Report è stato prodotto dalla Commissione Europea per un aggiornamento sull’applicazione della direttiva 91/676/CEE del Consiglio relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole sulla base delle relazioni presentate dagli Stati membri per il periodo 2008-2011.

 

La Direttiva 91/676/CEE del Consiglio (di seguito “direttiva sui nitrati”) è volta a ridurre l’inquinamento delle acque provocato dai nitrati di origine agricola e come previsto dalla Direttiva stessa ogni 4 anni deve essere presentata una relazione alla Commissione da parte degli Stati membri.

Essa si basa prevalentemente sulle informazioni fornite dagli Stati membri in riferimento al periodo 2008-2011 ed è la seconda volta che tutti i 27 Stati membri hanno presentato una relazione, per cui ora è possibile un raffronto con il precedente periodo di monitoraggio per tutti gli Stati membri. Le relazioni sono state presentate nel 2012 e completate nel 2013 con ulteriori informazioni. Va sottolineato però che non tutti gli Stati membri hanno fornito informazioni e alcune volte quelle fornite erano lacunose.

Vi è stato un implemento delle stazioni di monitoraggio sia per le acque sotterranee che superficiali e che quindi hanno permesso di valutare che  la situazione non è peggiorata, anzi in alcuni casi è migliorata.

Nel corso del 2013 sono state però aperte 10 procedure di infrazione verso gli Stati membri, tra cui l’Italia per il Programma di Azione carente in alcuni punti.

In generale non è tuttavia possibile trarre conclusioni per quanto concerne l’evoluzione dello stato trofico in ragione di due fattori importanti:  i diversi metodi di valutazione adottati dagli Stati membri e  la carenza di dati, specialmente per i corpi idrici salini. Permangono dei punti critici sia di comportamento antropico che di presenza di formazioni geologiche e dalla conformazione del suolo naturali che incidono sulla futura riduzione delle concentrazioni di nitrati nell’ambiente ed è per questo motivo che il recente Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee identifica la direttiva sui nitrati come una delle misure fondamentali per conseguire gli obiettivi della direttiva quadro in materia di acque.

Per leggere il report.

 

 

L’Europa è uno dei continenti il cui territorio è utilizzato in modo più intensivo, con la più alta percentuale di territorio (fino all’80%) utilizzata per insediamenti abitativi, sistemi di produzione (incluse l’agricoltura e la silvicoltura) e infrastrutture. Spesso emergono richieste contrastanti in relazione all’utilizzo del territorio, che richiedono decisioni difficili.

 Il territorio è una risorsa finita: il modo in cui viene utilizzato è una delle principali ragioni del cambiamento ambientale, con conseguenze significative sulla qualità della vita e sugli ecosistemi nonché sulla gestione delle infrastrutture. L’Europa è un insieme di paesaggi che riflettono il modello evolutivo dei cambiamenti che l’utilizzo del territorio ha subito nel passato. Questa situazione comporta un uso eccessivo e un crescente degrado del paesaggio, degli ecosistemi e dell’ambiente. Bisogna cambiare prospettiva e programmare a lungo termine.

Cosa fa la Commissione Europea?

La Commissione Europea ha il compito di garantire che gli Stati membri tengano in considerazione le problematiche ambientali nei loro piani di sviluppo dell’utilizzo del territorio e pratichino una gestione integrata del territorio. Le economie europee dipendono dalle risorse naturali, compresi le materie prime e lo spazio (risorse del terreno) e fondamentale diventa l’impegno dell’Unione Europea in materia di adattamento al cambiamento climatico, in cui la gestione delle pratiche di utilizzo del territorio attuali e future sono strategiche.

 Che cosa l’Agenzia Europea per l’ Ambiente in questo campo?

Al momento le attività  si concentrano su valutazioni del cambiamento territoriale e paesaggistico in Europa utilizzando strumenti di contabilità ambientale per ecosistemi e territori e analisi provenienti da sistemi di informazione geografica. L’AEA ha inoltre l’incarico di sviluppare un centro dati ambientale sull’utilizzo del territorio quale contributo al sistema comune di informazioni ambientali per l’Europa (SEIS).

 La principale fonte di dati dell’AEA è il set di dati Corine land cover, che è stato realizzato per il 1990, il 2000 e il 2006. Esso si basa sulla cooperazione instaurata con i paesi membri dell’AEA e sul sistema di monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES). Per integrare i set di dati di Corine land cover sono in via di sviluppo ulteriori set di dati GMES, quali layer tematici selezionati ad alta risoluzione e l’atlante urbano. Inoltre in collaborazione con il  Centro tematico europeo Informazione territoriale e analisi (ETC-SIA), sta sviluppando sistemi di riferimento paneuropei per l’analisi territoriale: le applicazioni del sistema della rete europea dei fiumi e bacini (ECRINS) e della contabilità ambientale di ecosistemi e territori (LEAC) contribuiscono all’analisi tematica (per esempio, la frammentazione del paesaggio) e agli indicatori pertinenti.

Agenzia Europea dell'Ambiente

l’Agenzia Europea dell’Ambiente a Copenhagen

Per approfondire:

Strategia della UE sul cambiamento climatico
Dataset sull’ambiente europeo

Progetto Copernicus

Centro tematico europeo per l’informazione territoriale

Strategia tematica della UE per la protezione del suolo 

Testo liberamente tratto ed elaborato dal sito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente 

 

istat

Nel report relativo ai servizi ambientali nelle città pubblicato il 26 novembre 2013 da ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) la gestione del servizio idrico è incentrata sul consumo di acqua potabili e sulla dispersione delle reti.

Consumo idrico

I 9 comuni con i consumi pro capite più elevati mostrano una concentrazione geografica nel Nord-ovest (oltre a Brescia, Pavia e Lodi, Torino e Milano tra i grandi comuni). A questi si aggiungono Massa, Chieti, Catanzaro e Catania.

La tariffa  per l'acqua di casa

Dispersione delle reti

Nel 2012, per il complesso dei capoluoghi, la dispersione dal momento dell’immissione in rete, al momento in cui l’acqua raggiunge l’utente finale è pari al 33,9%. In media, dei 403 litri per abitante immessi giornalmente nella rete di distribuzione dei capoluoghi, se ne riescono ad erogare circa 267. In più dell’80% dei comuni la dispersione di rete è superiore al 20%20. Le dispersioni di rete declinate a livello di area geografica mostrano situazioni estremamente diversificate. Al Nord sono solo 5 i comuni dove le dispersioni superano il 40% (incluso Trieste, tra i grandi comuni) al Centro la soglia si supera in 8 capoluoghi (incluso Firenze, tra i grandi comuni), mentre nel Mezzogiorno questo si verifica nel 47% dei capoluoghi (tranne Palermo, anche in tutti i grandi comuni della ripartizione). All’opposto, capoluoghi con performance particolarmente efficienti (dispersioni d’acqua pari o inferiori al 15%) sono Milano, Monza, Pavia, Lodi, Cremona e Trento al Nord, Macerata al Centro e Trapani nel Mezzogiorno.

acquaNell’ambito degli sforzi per sostenere il governo iracheno a superare l’impatto devastante della mancanza d’acqua, l’UNESCO e l’Unione europea (UE) hanno avviato la fase II del Progetto di sorveglianza  avanzata delle risorse idrogeologiche in Iraq denominato Ashri-2, un’iniziativa pionieristica che mira a migliorare le capacità nazionali nella esplorazione e gestione integrata delle risorse idriche sotterranee, e migliorare sia l’efficienza e l’efficacia della pianificazione pubblica e politiche nel settore idrico nazionale.

Questo programma segna un nuovo capitolo nella cooperazione UE-Iraq. Gli abitanti europei sono impegnati per aiutare il popolo iracheno nella loro ricerca di servizi di base di qualità”, ha spiegato l’ambasciatore dell’UE in Iraq Dr. Jana Hybášková. Ha anche affermato che “la moderna gestione delle acque sotterranee è essenziale per l’Iraq e l’UE è orgogliosa di essere in grado di aiutare. Siamo fiduciosi che i risultati del programma durerà oltre la realizzazione, a beneficio del popolo iracheno”.

Per approfondire: link alla pagina europea del progetto

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