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Archivio Editoriali

Lavoro e Ambienteacqua

In un momento di profondo cambiamento del modo di intendere il lavoro e di mutamento di percezione dell’importanza dell’ambiente nel nostro quotidiano si aprono nuove prospettive legate a capacità di innovazione ed auto imprenditorialità.

La consapevolezza del momento difficile e l’obiettivo di favorire l’inserimento di giovani, immigrati, disoccupati e diversamenti abili devono spingerci a dedicare spazio ed energie ad un percorso partecipativo che serva come stimolo per incontri e confronti per sollecitare le istituzioni ad aprirsi a nuovi modi di intendere i contributi e gli aiuti, nell’ottica di una semplificazione del rapporto tra cittadini e istituzioni.

Lo sforzo deve andare nella direzione di permettere che questa difficilissima fase di crisi possa tradursi in opportunità soprattutto per i soggetti più importanti della nostra società che sono i giovani, che possono dare un contributo fondamentale nel pensare e nel costruire un nuovo modello di sviluppo basato su un approccio fortemente orientato alla sostenibilità, ambientale, sociale ed economica e che possono usufruire della conoscenza di persone allontanate, loro malgrado, dal lavoro con l’iniezione di approcci insoliti della nostra cultura di immigrati e di persone diversamente abili.

Compito delle istituzioni quindi è tenere sotto controllo lo stato delle cose e mettere in campo tutte le azioni necessarie per permettere di avere la possibilità di concretizzare le proprie aspirazioni ricostruendo i percorsi storici e concettuali del lavoro per consentire su queste basi di cambiarne la concezione.

Per questo è necessario individuare nuovi strumenti, finanziari, organizzativi e di accompagnamento per dare spazio alla creatività ed alla capacità di innovazione dei cittadini ma in una realtà che si presenta fluida, caratterizzata da un’elevata mobilità, dall’incertezza, da una progressiva destrutturazione del concetto di impresa.

Quindi l’investimento in conoscenza rappresenta l’elemento essenziale e primario per essere “cittadini del mondo” e trovare posto nel mondo del lavoro. La conoscenza, che permetta di discernere nell’immensa mole di informazione con cui dobbiamo ragionare ogni giorno, la motivazione, che serve come dimostrazione di credere in quello che si fa, la capacità di gestione anche della propria persona, avendo cura del proprio profilo sui social network e la capacità di comunicazione, necessaria per far comprendere e veicolare ciò che si sta proponendo.

 

Proposte per i candidati in Parlamento

 Ho notato che nei pochi programmi redatti da parte dei candidati nazionali al Parlamento ci sia ben poco di ambiente. C’è una felice eccezione che, essendo questo un sito tecnico, non citerò; starà a voi cercare quale sia.

Quindi, dato che la materia che conosco bene sono le acque soprattutto dolci e soprattutto sotterranee, ho scritto una sorta di programma sulla gestione della risorsa idrica.

Che cosa farei ?

risorsanews

La notevole  variabilità delle condizioni climatiche e idrogeologiche del territorio italiano rende la disponibilità di acqua estremamente diversa da una regione ad un’altra e di conseguenza i suoi utilizzi. Vi sono aree come la Lombardia ricche di acqua sia sotterranea che superficiale come fiumi, torrenti e laghi, a regime piovoso abbastanza stabile, mentre altre soggette ormai a processi di desertificazione. Purtroppo le devastanti estati siccitose del 2003, 2006 e 2007 hanno evidenziato quanto il nostro”ciclo dell’acqua” sia estremamente fragile. Il problema della scarsità d’acqua sia superficiale che sotterranea deriva da una serie di fattori, dove sicuramente il cambiamento climatico ha un suo peso, ma, indubbiamente almeno per la realtà del territorio della pianura, intensamente urbanizzato, non deriva esclusivamente dalla scarsità delle piogge, ma anche da una politica della gestione delle risorse idriche tesa al soddisfacimento della domanda idrica, con poco riguardo all’ambiente.

Soprattutto le azioni finora intraprese e che dovremo intraprendere, dovranno essere gestite in un contesto globale evidenziando che l’acqua entra da protagonista in un’ infinità di aspetti della nostra vita quotidiana, come ad esempio l’irrigazione in agricoltura, le modalità di gestione sostenibile del contesto urbano, dei distretti industriali e soprattutto in una gestione oculata del territorio nei luoghi importanti per il ciclo dell’acqua.

L’utilizzo dell’acqua come risorsa energetica è una realtà consolidata nell’ambito idroelettrico, mentre l’utilizzo come sistema di raffrescamento-riscaldamento è abbastanza recente e sta diventando un metodo ben inserito nella realtà urbana.

 In sintesi estrema ecco alcuni spunti di discussione:

  •  Strategie sulla tutela delle risorse idriche sotterranee che, in molte realtà territoriali, sono l’unica fonte dell’acquedotto e che hanno  importanti ricadute sullo strumento urbanistico (fasce di rispetto dei pozzi, reti duali, contatori individuali, pompe di calore). Per la tutela gli strumenti  e leggi già messi in campo vanno resi effettivamente operativi ed adeguati alle esigenze in continua evoluzione.  I Piani d’Ambito, strumenti di gestione del Servizio Idrico Integrato,possono essere un ulteriore utilissimo sistema per una gestione integrata della risorsa tramite il monitoraggio quali-quantitativo, la programmazione sostenibile delle opere, la riduzione dei consumi energetici.
  • Gestire  il miglioramento del bilancio domanda-disponibilità idrica attraverso lo sviluppo e la validazione di criteri e strumenti per la lotta alla siccità e alle carenze idriche. In particolare, la definizione di Linee guida per la stesura di Piani strategici di azioni a lungo termine per ridurre il rischio di siccità e carenza idrica e Piani di emergenza per mitigare gli effetti delle siccità potrebbero essere un punto focale della futura programmazione.
  •  Nell’ambito del Servizi Idrico Integrato e i relativi ATO, utili strumenti di controllo che vanno potenziati, vanno individuate strategie complessive sui valori dell’acqua bene comune  e loro applicazioni pratiche come i livelli di partecipazione informata dei cittadini, la comunicazione.
  • Ruolo dominante dell’Italia non solo nella rete europea di enti e soggetti gestori pubblici del servizio idrico (Aqua Publica Europea) e ruolo nei forum internazionali prossimi venturi, ma soprattutto come punto di innovazione tecnologica ed amministrativa a livello europeo per una gestione sostenibile della risorsa stessa.
  • Incentivazione dell’utilizzo delle acque come fonte di energia rinnovabile attraverso una puntuale legislazione ad hoc e piani di intervento.
  • L’istituzione, come già richiesto da persone più autorevoli di me,  in concomitanza con EXPO 2015 dell’Autorità mondiale dell’acqua in Lombardia.

Costituzione ed Ambiente

 Il diritto di tutti di vivere in un ambiente pulito e di condurre la propria vita in maniera sostenibile per il nostro pianeta è un sentire molto diffuso. Questa consapevolezza e il cambiamento climatico ormai in atto con conseguenze dirette sulla vita di tutti i giorni ci portano a diventare cittadini consapevoli  delle tematiche ambientali.

Al contrario, la nostra Costituzione, cosi come approvata nel 1948, non definisce il concetto di bene ambientale, e non riconosce esplicitamente un “diritto all’ambiente” quale principio fondamentale del nostro ordinamento, limitandosi a sancire all’art. 9 la “tutela del paesaggio e dei beni culturali”, pur essendo, considerando il periodo storico, un principio innovativo.

 La rilevanza costituzionale della tutela dell’ambiente è stata riconosciuta come principio dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione. Nella colpevole assenza di riferimento costituzionale esplicito all’ambiente la Corte, attraverso l’interpretazione degli artt. 2 (diritti inviolabili), 9 (paesaggio) e 32 (salute), ha riconosciuto valore costituzionale all’ambiente al quale è necessario orientare le leggi al pari di altri valori costituzionali. e quindi è singolare che si parli di tutela dell’ambiente senza che il termine “ambiente” sia espressamente inserito tra i principi fondamentali.

 L’ambiente e la sua protezione hanno inoltre importanza essenziale quale presupposto per il godimento effettivo di specifici diritti, tra cui quello fondamentale della salute. Risulta così evidente che se la qualità della vita dipende anche dalla qualità dell’ambiente, un esercizio pieno ed effettivo dei diritti che tutelano il benessere individuale deve comprendere implicitamente anche l’esercizio del “diritto all’ambiente”.

 Il riconoscimento in Italia, come sopra evidenziato, è venuto dapprima dalle sentenze della Corte Costituzionale e non dai riformatori che si sono avvicendati in Parlamento; solo con la Legge Costituzionale n.3 del 2001 che riforma il titolo V della Costituzione all’art.117 lettera s è stata introdotta la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali come legislazione esclusiva dello Stato.

 In sostanza, la circostanza che una determinata disciplina sia ascrivibile alla materia “tutela dell’ambiente”, comporta il potere dello Stato di dettare standard di protezione uniformi validi su tutto il territorio nazionale e non derogabili in senso peggiorativo da parte delle Regioni, “ma non esclude che le leggi regionali emanate nell’esercizio della potestà concorrente di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, o di quella “residuale” di cui all’art. 117, quarto comma, possano assumere tra i propri scopi anche finalità di tutela ambientale”.

Pur se qualcosa è stato fatto, anche se in modo discontinuo, il cammino non è concluso: la tutela dell’ambiente dovrebbe far parte di una revisione generale e trasversale di molte norme, la cui fonte ispiratrice è la Costituzione.

L’inserimento della tutela ambientale tra i principi fondamentali della nostra Costituzione sarebbe il punto di partenza per un effettivo riordino delle nostre leggi ambientali e di tutela del nostro territorio.

Democrazia, Ambiente e Convenzione di Aarhus

Che cosa è la Democrazia ambientale?

Vuol dire  informare i cittadini dei problemi e delle conseguenze, immediate, latenti e future dei fenomeni inquinanti;
Vuol dire ascoltare le loro richieste e  permettere una valida conoscenza con informazioni attendibili e dati accurati. 

Per gestire questo rispettando le regole ed i bisogni è stata  firmata nella cittadina danese di Aarhus nel 1998 è entrata in vigore nel 2001 la Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla giustizia in materia ambientale” che rappresenta uno strumento internazionale di fondamentale rilevanza per la sensibilizzazione e il coinvolgimento della società civile sulle tematiche ambientali. Vi aderiscono 39 Stati membri della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) e l’Unione Europea.

 L’Italia e la Convenzione di Aarhus
(dal sito del Ministero dell’Ambiente) 

L’Italia è fortemente impegnata nell’attuazione della Convenzione sul piano sia nazionale che internazionale; il suo ruolo è particolarmente rilevante:

  • È stata uno dei primi paesi a ratificare la Convenzione di Aarhus, il secondo dell’Unione Europea dopo la Danimarca. Con la legge n.108 del 16 marzo 2001, il Parlamento ha infatti autorizzato il Presidente della Repubblica a depositare lo strumento di ratifica presso l’UNECE (Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite), impegnando il nostro Paese a rispettarne le disposizioni.
  • Il Primo Incontro delle Parti è stato ospitato dal Governo italiano.

Buone Feste e soprattutto un 2013 da vivere con ottimismo e partecipazione!!

Al link sottostante troverete un calendario 2013 scaricabile in formato pdf che, se vorrete, vi accompagnerà durante tutto l’anno:

Calendario 2013 (3.5 mb)

Che cos’è il ghiaccio?

Stiamo andando verso la stagione invernale ed anzi la neve è già abbondantemente apparsa sulle Alpi e gli Appennini; già ci sono le prime ordinanze dei sindaci per i pneumatici invernali ( ricordo: dal 1 novembre al 30 marzo al nord e dal 15 novembre al centro e sud) e noi ci stiamo preparando all’inverno predisponendo  gli sci, snowboard, ecc. ed alcuni anche i ramponi da ghiaccio per scalare pericolosamente le cascate di ghiaccio ( vedi qui).
Il ghiaccio, anche se non ce ne rendiamo conto, è sempre presente nella nostra vita; dal ghiaccio che mettiamo nelle nostre bibite ai sistemi di raffreddamento per l’immagazzinamento e lo stoccaggio di cibo e beni deperibili. Dalla cultura del ghiaccio delle popolazioni nordiche che hanno differenti nomi a seconda del ghiaccio, alle favole che ci hanno raccontato da bambini con protagoniste come la Regina del Ghiaccio, ai campionati di pattinaggio, ai numerosi sport di squadra che si svolgono sul ghiaccio come curling, hockey. Non basta ovviamente un piccolissimo editoriale per parlare del ghiaccio, ma vi fornisco degli spunti per approfondire se credete.

Un po’ di scienza

Scientificamente parlando il ghiaccio è acqua allo stato solido e si presenta come un solido cristallino trasparente. Si forma  quando l’acqua liquida viene raffreddata sotto gli 0 °C (273,15 K, 32 °F).
La peculiarità principale del ghiaccio è che il solido ha una densità che è circa dell’8% inferiore a quella dell’acqua liquida e che quindi consente al ghiaccio da galleggiare sull’acqua e permettere il mantenimento della vita al di sotto della copertura ghiacciata.  Pensate un po’ senza questa caratteristica “galleggiante” non ci sarebbe vita sulla Terra.

Ci sono ben 15 tipi diversi di ghiaccio, a seconda di come si posizionano gli atomi di idrogeno ed ossigeno, alcuni di loro esistono solo per poco, altri sono più stabili ( per saperne di più in italiano ed in inglese ). 

Ghiacciai

Una delle forme più conosciute di ghiaccio sono appunto i  ghiacciai.
I ghiacciai del mondo sono da tempo in ritirata, come si accorge chiunque vada in montagna soprattutto d’estate. Per tenere controllato il fenomeno e proporre delle soluzioni le misurazioni sulla salute dei ghiacciai sono una parte importante: i dati raccolti sembra che partano dal 1850, cosi come raccontato su Wikipedia ( consigliabile leggere la versione inglese aggiornata con link recenti molto dettagliati).

Il World Glacier Monitoring Service monitora da decenni la situazione mondiale dei ghiacciai e riferisce mutamenti nei termini (o il margine di elevazione più bassa) dei ghiacciai in tutto il mondo ogni cinque anni, raccogliendo dati grazie ad una rete internazionale di scienziati che collaborano fra loro coinvolgendo 30 paesi dall’Argentina all’Uzbekistan, utilizzando la  Rete Globale Terrestre Glaciers (GTN-G). La rete  è il quadro di riferimento per la sorveglianza coordinata a livello internazionale dei ghiacciai e calotte di ghiaccio a sostegno della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e fornisce informazioni di carattere generale su GTN-G e una mappa basata su browser per i dati dei ghiacciai disponibili.
Il WGMS collabora strettamente con organismi internazionali come la Fao, le Nazioni Unite oltre che  U.S. National Snow and Ice Data Center (NSIDC) and the Global Land Ice Measurements from Space (GLIMS). Il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite ha prodotto per l’anno 2007/2008 dedicato ai Poli uno studio globale sullo stato dei ghiacciai nel mondo.

Le missioni Italiane all’Artico e All’Antartide

Altri importanti accumuli di ghiaccio si trovano ai Poli e la partecipazione a questi progetti internazionali di grande respiro è sicuramente un onore per l’Italia e sembra giusto ricordare l’impegno dei nostri ricercatori in merito. La necessità di studiare il sistema Artico ed Antartico con un approccio integrato multidisciplinare è diventata sempre più evidente, così come è diventata evidente la necessità di sviluppare un sistema osservativo basato su reti di stazioni, super-siti e piattaforme mobili (navi, aerei, satelliti).

Per approfondire:

Artico: il Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso il Dipartimento Terra e Ambiente, è impegnato a consolidare la partecipazione italiana, non solo quella del CNR, attraverso un ampliamento delle strutture della Base  Dirigibile Italia, il sostegno a progetti di ricerca, e la presenza attiva all’interno di organismi internazionali.

 Antartide: Ora è in corso la 28° spedizione fino a circa la fine del mese di novembre 2012. Sul sito ci sono foto, filmati e rapporti documentali.

e per finire il mitico Passaggio Nord- Ovest !

Grazie allo scioglimento dei ghiacci artici dovuto al cambiamento climatico  il mitico passaggio di Nord-Ovest è navigabile  già dell’estate del 2000, diverse navi si avvantaggiarono della sottile copertura di ghiaccio estiva sul Mare Glaciale Artico per compiere l’attraversamento, come recita la pagina di Wikipedia. Nei primi giorni del settembre 2007, l’area coperta dai ghiacci artici ha raggiunto i livelli minimi da quando, trent’anni prima, sono iniziati i rilevamenti mediante satellite. La riduzione è tale da causare l’apertura della via più veloce di collegamento marina tra l’Europa e l’Asia, nella quale precedentemente, proprio a causa dei ghiacci, il transito navale era impossibile.Nella situazione attuale, si sono venute ad aprire due rotte navigabili: una a nord del Canada, pienamente praticabile, e una seconda, da alcuni chiamata per analogia passaggio a nord-est, che passa a nord della Siberia ed è praticabile al 90%.

Nel 2008, per la prima volta nella storia moderna, si è naturalmente aperto tutto il passaggio a nord-ovest, che risultava sgombro dai ghiacci, e contestualmente anche il passaggio a nord-est, a settentrione della Russia.

BUON NOVEMBRE

 

 

Siccità?

Un estate calda, molto calda e senza tregua sia al nord che al sud; anzi al sud, mentre scrivo, la temperatura è ancora piuttosto elevata Soprattutto questo ha inciso: il fatto non che ci sia stata tregua e ciò non ha consentito di rimpinguare le nostre riserve idriche. Consumiamo veramente troppa acqua non valutando le conseguenze che possono esserci a seguito delle nostre azioni.
Ormai dobbiamo muoverci in maniera completamente diversa d’ora in poi sia a livello istituzionale che come normale cittadino. Quindi per darvi una mano vi sottopongo una panoramica mondiale di cosa si sta muovendo per controllare e gestire  la siccità. 

Cos’è

Per sapere cos’è : siccità ( da Wikipedia ) in italiano, ma meglio consultarlo in inglese con molti link interessanti ed utili; mentre il sito dell’ISPRA ( Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) oltre alla spiegazione della siccità pubblica un bollettino suddiviso per anno con mappe mensili sia a livello italiano che a livello europeo e mediterraneo.

Gli organismi internazionali come la FAO, l’ONU, UNESCO sono ormai da tempo molto attivi sulla gestione della risorsa idrica e da decenni stanno occupandosene attivamente.
Per approfondire sulla scarsità d’acqua a livello mondiale e soprattutto riferito alle aree dei paesi poveri o in conflitto perenne.

Stati Uniti 

Gli Stati Uniti, in merito alla siccitàhanno attivato controlli ed un sito ad hoc dedicato, ove si segue l’evoluzione della situazione, suddivisa per Stati e regioni. Anche altre agenzie federali statunitensi  hanno una sezione dedicata, come la NOOA, che copre tutta l’America del Nord.

Il Progetto Grace (Gravity Recovery and Climate Experiment) è una missione congiunta della NASA e dell’Agenzia Spaziale Tedesca, costituita da due satelliti gemelli, con l’obiettivo di sviluppare un modello ad alta definizione del campo gravitazione terrestre. Misura, tra l’altro,con precisione come il movimento delle masse d’acqua influenzi il campo gravitazione del pianeta, al fine di migliorare la comprensione di come i cambiamenti climatici globali siano influenzati da tutta una serie di fattori. Recentemente, alla fine della tremenda estate del 2012, ha mappato lo stato delle acque sotterranee  ( dal sito della NASA), del continente nord americano , dove è evidente che la siccità si attarda nelle acque sotterranee che vengono spesso sfruttate per l’acqua potabile e l’agricoltura.

Europa

Per l’Europa un sito raccoglie tutte le informazioni, sostenuto da associazioni di ricerca universitaria e di volontariato, mentre l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha un capitolo dedicato all’acqua e alla sua gestione. Già dal 2009 l’Agenzia aveva lanciato l’allarme sulla siccità e sul cattivo uso in Europa dell’acqua ela pubblicazione redatta è scaricabile qui.

La Commissione Europea ha lanciato numerosi progetti in merito alla gestione della risorsa idrica, tra cui il progetto Wise, il sistema di informazione sull’acqua in Europa, dalle cui pagine è possibile scaricare e reperire notizie, rapporti e dati.

E siamo arrivati al punto fondamentale, già ribadito nell’editoriale di settembre 2012:

SENZA CONOSCENZA NON SI RIUSCIRA’ A FARE PIANI DI SALVAGUARDIA DELLA RISORSA IDRICA SOTTERRANEA.

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