Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

2013

Lavoro e Ambienteacqua

In un momento di profondo cambiamento del modo di intendere il lavoro e di mutamento di percezione dell’importanza dell’ambiente nel nostro quotidiano si aprono nuove prospettive legate a capacità di innovazione ed auto imprenditorialità.

La consapevolezza del momento difficile e l’obiettivo di favorire l’inserimento di giovani, immigrati, disoccupati e diversamenti abili devono spingerci a dedicare spazio ed energie ad un percorso partecipativo che serva come stimolo per incontri e confronti per sollecitare le istituzioni ad aprirsi a nuovi modi di intendere i contributi e gli aiuti, nell’ottica di una semplificazione del rapporto tra cittadini e istituzioni.

Lo sforzo deve andare nella direzione di permettere che questa difficilissima fase di crisi possa tradursi in opportunità soprattutto per i soggetti più importanti della nostra società che sono i giovani, che possono dare un contributo fondamentale nel pensare e nel costruire un nuovo modello di sviluppo basato su un approccio fortemente orientato alla sostenibilità, ambientale, sociale ed economica e che possono usufruire della conoscenza di persone allontanate, loro malgrado, dal lavoro con l’iniezione di approcci insoliti della nostra cultura di immigrati e di persone diversamente abili.

Compito delle istituzioni quindi è tenere sotto controllo lo stato delle cose e mettere in campo tutte le azioni necessarie per permettere di avere la possibilità di concretizzare le proprie aspirazioni ricostruendo i percorsi storici e concettuali del lavoro per consentire su queste basi di cambiarne la concezione.

Per questo è necessario individuare nuovi strumenti, finanziari, organizzativi e di accompagnamento per dare spazio alla creatività ed alla capacità di innovazione dei cittadini ma in una realtà che si presenta fluida, caratterizzata da un’elevata mobilità, dall’incertezza, da una progressiva destrutturazione del concetto di impresa.

Quindi l’investimento in conoscenza rappresenta l’elemento essenziale e primario per essere “cittadini del mondo” e trovare posto nel mondo del lavoro. La conoscenza, che permetta di discernere nell’immensa mole di informazione con cui dobbiamo ragionare ogni giorno, la motivazione, che serve come dimostrazione di credere in quello che si fa, la capacità di gestione anche della propria persona, avendo cura del proprio profilo sui social network e la capacità di comunicazione, necessaria per far comprendere e veicolare ciò che si sta proponendo.

 

Proposte per i candidati in Parlamento

 Ho notato che nei pochi programmi redatti da parte dei candidati nazionali al Parlamento ci sia ben poco di ambiente. C’è una felice eccezione che, essendo questo un sito tecnico, non citerò; starà a voi cercare quale sia.

Quindi, dato che la materia che conosco bene sono le acque soprattutto dolci e soprattutto sotterranee, ho scritto una sorta di programma sulla gestione della risorsa idrica.

Che cosa farei ?

risorsanews

La notevole  variabilità delle condizioni climatiche e idrogeologiche del territorio italiano rende la disponibilità di acqua estremamente diversa da una regione ad un’altra e di conseguenza i suoi utilizzi. Vi sono aree come la Lombardia ricche di acqua sia sotterranea che superficiale come fiumi, torrenti e laghi, a regime piovoso abbastanza stabile, mentre altre soggette ormai a processi di desertificazione. Purtroppo le devastanti estati siccitose del 2003, 2006 e 2007 hanno evidenziato quanto il nostro”ciclo dell’acqua” sia estremamente fragile. Il problema della scarsità d’acqua sia superficiale che sotterranea deriva da una serie di fattori, dove sicuramente il cambiamento climatico ha un suo peso, ma, indubbiamente almeno per la realtà del territorio della pianura, intensamente urbanizzato, non deriva esclusivamente dalla scarsità delle piogge, ma anche da una politica della gestione delle risorse idriche tesa al soddisfacimento della domanda idrica, con poco riguardo all’ambiente.

Soprattutto le azioni finora intraprese e che dovremo intraprendere, dovranno essere gestite in un contesto globale evidenziando che l’acqua entra da protagonista in un’ infinità di aspetti della nostra vita quotidiana, come ad esempio l’irrigazione in agricoltura, le modalità di gestione sostenibile del contesto urbano, dei distretti industriali e soprattutto in una gestione oculata del territorio nei luoghi importanti per il ciclo dell’acqua.

L’utilizzo dell’acqua come risorsa energetica è una realtà consolidata nell’ambito idroelettrico, mentre l’utilizzo come sistema di raffrescamento-riscaldamento è abbastanza recente e sta diventando un metodo ben inserito nella realtà urbana.

 In sintesi estrema ecco alcuni spunti di discussione:

  •  Strategie sulla tutela delle risorse idriche sotterranee che, in molte realtà territoriali, sono l’unica fonte dell’acquedotto e che hanno  importanti ricadute sullo strumento urbanistico (fasce di rispetto dei pozzi, reti duali, contatori individuali, pompe di calore). Per la tutela gli strumenti  e leggi già messi in campo vanno resi effettivamente operativi ed adeguati alle esigenze in continua evoluzione.  I Piani d’Ambito, strumenti di gestione del Servizio Idrico Integrato,possono essere un ulteriore utilissimo sistema per una gestione integrata della risorsa tramite il monitoraggio quali-quantitativo, la programmazione sostenibile delle opere, la riduzione dei consumi energetici.
  • Gestire  il miglioramento del bilancio domanda-disponibilità idrica attraverso lo sviluppo e la validazione di criteri e strumenti per la lotta alla siccità e alle carenze idriche. In particolare, la definizione di Linee guida per la stesura di Piani strategici di azioni a lungo termine per ridurre il rischio di siccità e carenza idrica e Piani di emergenza per mitigare gli effetti delle siccità potrebbero essere un punto focale della futura programmazione.
  •  Nell’ambito del Servizi Idrico Integrato e i relativi ATO, utili strumenti di controllo che vanno potenziati, vanno individuate strategie complessive sui valori dell’acqua bene comune  e loro applicazioni pratiche come i livelli di partecipazione informata dei cittadini, la comunicazione.
  • Ruolo dominante dell’Italia non solo nella rete europea di enti e soggetti gestori pubblici del servizio idrico (Aqua Publica Europea) e ruolo nei forum internazionali prossimi venturi, ma soprattutto come punto di innovazione tecnologica ed amministrativa a livello europeo per una gestione sostenibile della risorsa stessa.
  • Incentivazione dell’utilizzo delle acque come fonte di energia rinnovabile attraverso una puntuale legislazione ad hoc e piani di intervento.
  • L’istituzione, come già richiesto da persone più autorevoli di me,  in concomitanza con EXPO 2015 dell’Autorità mondiale dell’acqua in Lombardia.

Costituzione ed Ambiente

 Il diritto di tutti di vivere in un ambiente pulito e di condurre la propria vita in maniera sostenibile per il nostro pianeta è un sentire molto diffuso. Questa consapevolezza e il cambiamento climatico ormai in atto con conseguenze dirette sulla vita di tutti i giorni ci portano a diventare cittadini consapevoli  delle tematiche ambientali.

Al contrario, la nostra Costituzione, cosi come approvata nel 1948, non definisce il concetto di bene ambientale, e non riconosce esplicitamente un “diritto all’ambiente” quale principio fondamentale del nostro ordinamento, limitandosi a sancire all’art. 9 la “tutela del paesaggio e dei beni culturali”, pur essendo, considerando il periodo storico, un principio innovativo.

 La rilevanza costituzionale della tutela dell’ambiente è stata riconosciuta come principio dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione. Nella colpevole assenza di riferimento costituzionale esplicito all’ambiente la Corte, attraverso l’interpretazione degli artt. 2 (diritti inviolabili), 9 (paesaggio) e 32 (salute), ha riconosciuto valore costituzionale all’ambiente al quale è necessario orientare le leggi al pari di altri valori costituzionali. e quindi è singolare che si parli di tutela dell’ambiente senza che il termine “ambiente” sia espressamente inserito tra i principi fondamentali.

 L’ambiente e la sua protezione hanno inoltre importanza essenziale quale presupposto per il godimento effettivo di specifici diritti, tra cui quello fondamentale della salute. Risulta così evidente che se la qualità della vita dipende anche dalla qualità dell’ambiente, un esercizio pieno ed effettivo dei diritti che tutelano il benessere individuale deve comprendere implicitamente anche l’esercizio del “diritto all’ambiente”.

 Il riconoscimento in Italia, come sopra evidenziato, è venuto dapprima dalle sentenze della Corte Costituzionale e non dai riformatori che si sono avvicendati in Parlamento; solo con la Legge Costituzionale n.3 del 2001 che riforma il titolo V della Costituzione all’art.117 lettera s è stata introdotta la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali come legislazione esclusiva dello Stato.

 In sostanza, la circostanza che una determinata disciplina sia ascrivibile alla materia “tutela dell’ambiente”, comporta il potere dello Stato di dettare standard di protezione uniformi validi su tutto il territorio nazionale e non derogabili in senso peggiorativo da parte delle Regioni, “ma non esclude che le leggi regionali emanate nell’esercizio della potestà concorrente di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, o di quella “residuale” di cui all’art. 117, quarto comma, possano assumere tra i propri scopi anche finalità di tutela ambientale”.

Pur se qualcosa è stato fatto, anche se in modo discontinuo, il cammino non è concluso: la tutela dell’ambiente dovrebbe far parte di una revisione generale e trasversale di molte norme, la cui fonte ispiratrice è la Costituzione.

L’inserimento della tutela ambientale tra i principi fondamentali della nostra Costituzione sarebbe il punto di partenza per un effettivo riordino delle nostre leggi ambientali e di tutela del nostro territorio.

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