Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

    acque

    LE ACQUE IN EMILIA ROMAGNA

    La Regione Emilia – Romagna  è, dal punto di vista idrologico, un territorio complesso; l’acqua si presenta  in molte differenti forme, che  interagiscono tra loro formando un complesso intreccio di corpi idrici, superficiali e sotterranei, che modellano e caratterizzano la morfologia ed il paesaggio. La Regione ha predisposto da tempo interventi, controlli e piani, dedicandoci un sito apposito, suddiviso secondo le tipologie delle acque.

    Nel 2013 si è concluso il progetto europeo WATER CoRe , incentrato sulla scarsità idrica e siccità ed in sintesi ha l’obiettivo di individuare misure sostenibili e durevoli per affrontare la carenza idrica, la siccità e gli effetti del cambiamento climatico nelle regioni d’Europa, e favorirne un efficace trasferimento e una concreta applicazione territoriale.
    La tutela delle acque superficiali e sotterranee  si basa su attività di pianificazione, gestione, controllo e valutazione di questi corpi idrici. La Regione elabora e predispone gli indirizzi e le linee per lo sviluppo delle reti di monitoraggio quali-quantitative, la definizione delle banche dati e la valutazione dei risultati rilevati. Fin dal 1976 è stata istituita una prima rete di monitoraggio delle acque sotterranee, limitatamente al controllo della piezometria  ( livelli di falda) e della conducibilità; nel 1987-88 sono stati aggiunti una serie di nuovi pozzi e le indagini sono state ampliate anche alla componente qualitativa.

    La Regione ha  pubblicato un portale di dati ambientali molto aggiornato. Il sito Dati ambientali dell’Emilia-Romagna è nato con l’obiettivo di apportare un’innovazione all’interno del sistema reportistico ambientale regionale attraverso la creazione a partire da un report di tipo statico, “l’Annuario regionale dei dati ambientali”, di una sua corrispondente versione web.


    DATI

    Per le  acque sotterranee sono a disposizione sul sito della Regione Emilia Romagna carte delle riserve idriche ( vedi qui), mentre sul Geoportale sono reperibili le carte geologiche e i dati del censimento relativo alle acque interne .Altri dati sul sito di ARPAE Emilia Romagna.

    I tre siti Web di cartografia interattiva per la consultazione delle carte dei suoli e carte tematiche derivate della regione Emilia-Romagna sono i seguenti:

    • CARTPEDO –  carte prodotte dal settore Suolo della Regione Emilia Romagna.
    • WEBGIS – sono presenti tematismi puntuali, come dati ambientali, analisi terreni  e le stazioni di misura della falda.
    • CATALOGO – su questo sito sono disponibili: disegno appezzamenti, piano di concimazione, riconoscimento suoli aziendali, carta dei suoli 1:50.000, dati analisi terreni.

    Si segnalano in particolare:

    Presente un elenco di tutti i tematismi consultabili e scaricabili.

    Per tutte le 20 regioni italiane, sono indicati i siti Web di cartografia interattiva in cui sono disponibili carte dei SUOLI e carte tematiche derivate e dove scaricare i dati.

    PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

    Il Piano di Tutela delle Acque (PTA), conformemente a quanto previsto dal D. Lgs. 152/99 e dalla Direttiva europea 2000/60 (Direttiva Quadro sulle Acque), è lo strumento regionale volto a raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale nelle acque interne e costiere della Regione, e a garantire un approvvigionamento idrico sostenibile nel lungo periodo.


     AUTORITA’ DI BACINO E DISTRETTI IDROGRAFICI

    Sempre in ottemperanza alla Direttiva 2000/60/CE, il territorio dell’Emilia-Romagna ricade in tre Distretti Idrografici, quello Padano, quello dell’Appennino Settentrionale e quello dell’Appennino Centrale. Per il territorio di competenza della Regione Emilia-Romagna l‘Autorità di Bacino del fiume Po, l’Autorità di Bacino dell’Arno e l’Autorità di Bacino del fiume Tevere hanno coordinato e redatto i Piani di Gestione della Acque rispettivamente per il Distretto Idrografico Padano, Appennino Settentrionale e Appennino Centrale, che sono stati adottati in sede di Comitato Istituzionale delle Autorità di Bacino Nazionali i Piani di Gestione dei Distretti Idrografici Padano, Appennino Settentrionale e Appennino Centrale, rispettivamente con:

    – Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po n. 1 del 24/02/2010

    Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Arno n. 206 del 24/02/2010

    – Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Tevere n. 1 del 24/02/2010.

    Alle Autorità di Bacino è attribuito il compito di pianificazione e di programmazione al fine di fornire uno strumento – il Piano di bacino – per il governare unitario del bacino idrografico. La Regione Emilia-Romagna ha dato attuazione ai principi introdotti dalla legge 183/1989 e oggi, nel suo territorio, sono costituite ed operanti le seguenti Autorità di bacino: Autorità di Bacino interregionale Marecchia e ConcaAutorità di Bacino interregionale Reno ,Autorità dei Bacini regionali Romagnoli  Autorità di Bacino del Fiume PoAutorità di Bacino del Fiume Tevere.

    Nella seduta del 17 dicembre 2015 il Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino ha approvato (con propria Deliberazione n. 8/2015) la Direttiva “Valutazione del rischio ambientale connesso alle derivazioni idriche in relazione agli obiettivi di qualità ambientale definiti dal Piano di gestione del Distretto idrografico Padano” (di seguito brevemente definita “Direttiva Derivazioni”), il cui testo è scaricabile dal sito web dell’Autorità.

    La Direttiva Derivazioni introduce un metodo di valutazione delle derivazioni di acque superficiali o sotterranee finalizzato alla verifica della compatibilità delle derivazioni stesse rispetto agli obiettivi di tutela ed alle previsioni contenuti nel Piano di Gestione del Distretto idrografico (“PdGPo”) e, più in generale, rispetto alla normativa di settore, in conformità alle previsioni di cui all’art. 12 bis, comma 1, lettera a del R.D n. 1175/1933 nonché alle finalità di controllo di cui all’art. 7, comma 2 del medesimo Regio Decreto.

    L’applicazione della Direttiva Derivazioni costituisce quindi la condizione minima necessaria per verificare la compatibilità delle derivazioni oggetto delle istanze di nuova concessione o di rinnovo di quelle preesistenti rispetto alle finalità ed agli obiettivi prevsti dalle suddette disposizioni di legge e di Piano, nonché rispetto alle prescrizioni formulate in sede comunitaria.

    L’applicazione di detta Direttiva è obbligatoria per tutte le istanze di nuova derivazione e di rinnovo presentate dal 12 gennaio 2016. Per le istanze in corso di istruttoria alla data di adozione, al Direttiva assume il valore di linea guida a supporto della valutazione di compatibilità della derivazione rispetto agli obiettivi del PdGPo vigente.


    AIPO- AGENZIA INTERREGIONALE FIUME PO

    Mentre l’Agenzia Interregionale per il fiume Po –  AIPo, con quattro leggi approvate dai Consigli Regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, è stata istituita, dal 2003,  ente strumentale delle quattro Regioni, che raccoglie l’eredità del disciolto Magistrato per il Po (istituito nel 1956) e cura la gestione del reticolo idrografico principale del maggiore bacino idrografico italiano, occupandosi, essenzialmente, di sicurezza idraulica, di demanio idrico e di navigazione fluviale.

    Per svolgere tali funzioni, AIPo è articolata con sedi territoriali nel bacino – da Torino (Moncalieri), fino a Rovigo – e ha la sua sede principale a Parma. Dal suo sito è accessibile il geoportale che raccoglie i dati delle regioni interessate riguardanti il reticolo maggiore. In diretta sono disponibili i dati del monitoraggio idrografico e la possibilità di estrapolare i dati storici.


     

    SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E AUTORITA’ IDRICA

    Il Servizio Idrico Integrato, è l’insieme dei diversi segmenti di gestione dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione d’acqua a usi civili, di fognature e depurazione delle acque reflue.

    Il Servizio in genere viene fornito da un gestore che può essere pubblico o privato, anche se ormai a seguito del referendum del 2011 in Italia si tende ad una gestione pubblica.

    Con la L.R. 23/2011 la Regione Emilia-Romagna ha adempiuto alle prescrizioni della L 191/2009 prevedendo l’individuazione di un unico Ambito territoriale ottimale comprendente l’intero territorio regionale (ed eventualmente in casi particolari anche Comuni esterni limitrofi al confine regionale) e riattribuendo le funzioni delle vecchie Agenzie provinciali ad un nuovo organismo pubblico dotato di autonomia amministrativa, contabile e tecnica, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti.

    L’Agenzia , tramite i suoi organi provvede ad una serie di compiti e controlli ed ha raggruppato gli ex Ato ( Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini e Forlì- Cesena). L’Agenzia mantiene i rapporti con l’Autorità del Gas e dell’Energia, autorità cui è stata demandata anche la regolazione nazionale del servizio idrico nazionale. La tariffa idrica viene definita sulle base dei dettami sempre dell’Autorità, mentre la tutela dell’utente è affidata ad un Comitato consultivo degli utenti e dei portatori di interesse ai fini del controllo della qualità del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani.


    AGENZIA PER LA PREVENZIONE, L’AMBIENTE E L’ENERGIA  (ARPAE)

    Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l´energia dell´Emilia-Romagna (Arpae), che integra le funzioni di Arpa (istituita con la legge regionale n.44 del 1995) e dei Servizi ambiente delle Province, è stata istituita con legge regionale n.13/2015 ed è operativa dal primo gennaio 2016.
    Arpae esercita, in materia ambientale ed energetica, le funzioni di concessione, autorizzazione, analisi, vigilanza e controllo, nelle seguenti materie: risorse idriche; inquinamento atmosferico, elettromagnetico e acustico, e attività a rischio d´incidente rilevante; gestione dei rifiuti e dei siti contaminati; valutazioni e autorizzazioni ambientali; utilizzo del demanio idrico e acque minerali e termali.
    Per le acque vi sono dati di monitoraggio e report annuali sia per le sotterranee che per le superficiali. (Vedi esempio)

    Consistenza della rete per tipologia di monitoraggio e per provincia


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    La Regione esercita direttamente le funzioni di gestione dei beni del demanio idrico, come stabilito dall’art. 141 della Legge Regionale 21 aprile 1999, n. 3 e con apposito regolamento disciplina il procedimento di concessione (Regolamento Regionale n.41/2001).

    Dal 1 maggio 2016 i Servizi Tecnici di Bacino (STB) della Regione Emilia-Romagna, che dal 2002 avevano il compito di esercitare i compiti relativi al rilascio delle concessioni di derivazione d’acqua  sono stati soppressi e le loro funzioni demandate alle Strutture Autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae e all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

    All’Agenzia regionale  per la sicurezza territoriale e la protezione civile sono demandati i compiti riguardanti la prevenzione del dissesto idrogeologico e sicurezza idraulica, servizio di piena, nonché il nullaosta idraulico, i pareri previsti dalla normativa di settore e le funzioni in materia di trasporto marittimo e fluviale.

    Alle Strutture Autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae le aree demaniali mediante il rilascio delle concessioni; le risorse idriche mediante il rilascio delle concessioni per gli usi extradomestici e la “presa d´atto” per gli usi domestici.

    Le concessioni demaniali acqua e suoli sono quindi passate alle nuove strutture di ARPAE.
    Qui la nuova modulistica per concessioni, comunicazioni e richieste.

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    CONSORZI DI BONIFICA

    I consorzi presenti sul territorio regionale sia di primo, secondo e di miglioramento fondiario sono i seguenti:

    LE ACQUE IN LIGURIA

    La Regione Liguria ha un proprio sito dedicato all’ambiente e come meglio specificato nell’introduzione al capitolo delle acque: ” Come viene descritto nella sezione geologia, l’acqua ligure ha un aspetto sfuggente e contrastato: scorre raramente tranquilla in superficie, ma si nasconde più spesso nel sottosuolo, abbandona per molti mesi all’anno gli alvei dei torrenti in secca e riappare impetuosa in coincidenza dei temporali, modella la costa con onde, mareggiate e correnti”

     La gestione delle acque interne  in Liguria è affidata alla Regione che procede di concerto con le Province ed i Comuni, come prevede la normativa regionale in merito. I compiti della Regione vanno dalla pianificazione e gestione dell’intero ciclo integrato delle risorse idriche, dall’attingimento alla distribuzione di acqua potabile, dalla concessione di grandi derivazioni per uso potabile, agricolo o industriale al controllo in merito alla qualità ed alla disponibilità delle risorse, dalla localizzazione degli impianti alla depurazione di reflui e scarichi.


    DATI

    La Regione Liguria  ha un Portale ambientale attivo con numerose informazioni, anche geologiche,  tra cui anche la mappatura delle derivazioni idriche. Invece il Geoportale, estremamente ricco e dettagliato sui dati territoriali, è un utile strumento per casistiche varie.

    PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

    Secondo quanto previsto dal Consiglio regionale, è stato predisposto il testo coordinato del Piano di tutela, con presa d’atto della Giunta regionale. Il testo coordinato del Piano è pubblicato qui.


    DISTRETTI IDROGRAFICI

    Il territorio regionale ricade per il versante padano nel Distretto Idrografico del fiume Po e per i restanti bacini nel Distretto dell’Appennino Settentrionale, su cui siti si possono scaricare i Piani di Bacino relativi.


    SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI

    La Legge Regionale n. 1 del 24 febbraio 2014, come modificata dalla Legge Regionale 23 settembre 2015 n.17, individua 6 Ambiti Territoriali Ottimali, le cui funzioni di enti di governo degli ATO liguri per l’organizzazione del servizio idrico integrato, inizialmente attribuite ad aggregazioni comunali, sono assegnate alle Province:

    Gli ATO, come è noto, rilasciano l’autorizzazioni agli scarichi nella pubblica fognatura e quindi sono soggetti alla recente normativa sull’autorizzazione Unica ambientale. Ogni Ato ha inserito le nuove disposizioni sul proprio sito, ove presente.


    ARPAL ( Agenzia della Protezione dell’ambiente ligure)

    ARPAL è un stata istituita con Legge Regionale 39/95, in attuazione della Legge 61/94.

    L’Agenzia è ora regolata dalla legge regionale n° 20 del 4 agosto 2006 e s.m.i., “Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure e riorganizzazione delle attività e degli organismi di pianificazione, programmazione, gestione e controllo in campo ambientale”, che mantiene in capo ad ARPAL le competenze istituzionali in campo ambientale.
    Le competenze sulle acque sono molteplici e vanno dal monitoraggio all’elaborazione di dati ( per approfondire)


     

    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    La Regione è competente per le funzioni amministrative relative alle piccole e grandi derivazioni d’acqua pubblica.

    Sono definite grandi derivazioni quelle che eccedono i seguenti limiti:
    a) per produzione di forza motrice: potenza nominale media annua kilowatt 3.000
    b) per uso potabile: litri 100 al minuto secondo
    c) per irrigazione: litri 1.000 al minuto secondo o meno per irrigare una superficie superiore ai 500 ettari
    d) per bonificazione per colmata: litri 5.000 al minuto secondo
    e) per usi industriali, inteso tale termine con riguardo ad usi diversi da quelli espressamente indicati: litri 100 al minuto secondo
    f) per uso ittiogenico: litri 100 al minuto secondo
    g) per costituzione di scorte idriche a fini di uso antincendio e sollevamento a scopo di riqualificazione di energia: litri 100 al minuto secondo.

    La derivazione di acque pubbliche è subordinata all’ottenimento di una concessione, a norma del Regio Decreto n. 1775 dell’11 dicembre 1933 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici); tale concessione, prima del riordino delle funzioni attribuite alle province stabilito dal D.P.G. 21/2015, era rilasciata dalla Regione, nel caso delle grandi derivazioni, oppure dalla Provincia competente per territorio, nel caso delle piccole derivazioni.
    Oggi, come stabilito dalla L.R. n. 15/2015 e dal Decreto del Presidente della Giunta n. 21/2015 tutte le concessioni, grandi e piccole, sono di competenza regionale, a cura dei seguenti uffici territorialmente competenti:

    • Settore Difesa del suolo – Savona e Imperia
      Dirigente: Enrico Pastorino – enrico.pastorino@regione.liguria.it
      Savona: tel. 010 548 8363
      Imperia: tel. 010 548 8322
      Sede di Savona – via Sormano, 12
      Referente: Silvia La Barbera – silvia.labarbera@regione.liguria.it
      tel. 019 8313 305
      Sede di Imperia – piazza Roma, 2
      Referente: Katia Giordano – katia.giordano@regione.liguria.it
      tel. 010 548 8327
    • Settore Difesa del suolo – Genova
      L.go Francesco Cattanei, 3
      Dirigente: Agostino Ramella agostino.ramella@regione.liguria.it
      tel: 010 5499 849
      Dirigente Unità specialistica di staff Demanio idrico: Maria Traverso maria.traverso@regione.liguria.it
      tel.: 010.5499 691
      Referenti Derivazioni idriche:
      Marco Grita – marco.grita@regione.liguria.it
      tel: 010.5499.840 per i comuni di: Arenzano, Avegno, Bargagli, Bogliasco, Camogli, Campo Ligure, Campomorone, Ceranesi, Cogoleto, Davagna, Genova, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Pieve Ligure, Recco, Rossiglione, S. Olcese, Serra Riccò, Sori, Tiglieto e Uscio
      Alessio Brandino – alessio.brandino@regione.liguria.it
      tel: 010 549 9746 per i restanti comuni
      Per informazioni e chiarimenti, il ricevimento del pubblico si effettua il martedì e il giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00, previo appuntamento.
    • Settore Difesa del suolo – La Spezia
      Via XXIV Maggio, 3
      tel: 0187 742573
      Referente: Paolo Delnevo paolo.delnevo@regione.liguria.it,
      tel. 010 548.8126

    La presentazione delle istanze di derivazione è possibile tramite la compilazione dei modelli di domanda scaricabili nella sezione “Allegati”, oppure on line.

    Dal geoportale si accede alle cartografia delle derivazioni idriche.


    CONSORZI DI BONIFICA

    Ne esiste solo uno:

    Consorzio Canale Lunense

     

     

    L’utente che, per usi diversi dal domestico, vuole utilizzare le acque sotterranee deve richiedere alla pubblica amministrazione il rilascio di una concessione, nelle modalità definite dalla normativa.

    CHE COSA VUOL DIRE?

    Vuol dire che l’acqua fa parte del patrimonio indisponibile dello Stato e che se si vuole utilizzare CHIUNQUE deve richiedere la concessione.

    La concessione è lo strumento amministrativo che consente a chi l’ha richiesta di poter utilizzare l’acqua nei tempi e nei modi indicati nella concessioni.

    Il quadro normativo di riferimento è complesso, ma l’elemento fondamentale è il Regio Decreto che risale all’11 dicembre 1993 : ” Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici“, il cui impianto è il migliore che si conosca tanto che ha subito pochissime variazioni nel corso dei decenni. Stabilisce come base che tutti le acque sono pubbliche, concetto ampliato poi dalla cosiddetta Legge Galli ( L.36/1994), poi inserita nel D.lgs. 152/2006.

    Pertanto chi vuole utilizzare l’acqua prima di tutto, deve fare una serie di verifiche preliminari tra cui:

    1. non deve essere all’interno della fascia di rispetto di un pozzo ad uso potabile inserito in un pubblico acquedotto ( art. 94 del   D.Lgs. 152/2006);
    2. deve ottemperare alle indicazioni della normativa locale e dei vari piani vigenti;
    3. Qualora la perforazione si spinga oltre i 30 metri dal piano campagna, il titolare dell’autorizzazione (in solido con l’impresa esecutrice dei lavori) è obbligato all’osservanza della Legge n. 464/84 e quindi, utilizzando esclusivamente l’apposita modulistica reperibile nel sito internet dell’ISPRA-Servizio Geologico d’Italia – Dipartimento Difesa del Suolo – Geologia Applicata ed Idrogeologia – Via Vitaliano Brancati n. 48 – 00144 Roma, comunicazione di inizio (Mod. 1), eventuali sospensioni (Mod. 2), riprese (Mod. 3) ed infine indagine (Mod. 4 e 4 bis); l’inosservanza della sopracitata Legge n. 464/84 è sanzionabile con ammenda da € 258,23 a € 2.582,28.

    Indi deve presentare un’istanza alla pubblica amministrazione che , con il D.Lgs. 112/1998: “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59″, come competenza  è passata dallo Stato alle Regioni. Ognuna di queste poi ha stabilito le modalità o gli eventuali trasferimenti di funzioni o deleghe agli Enti locali.

    PAGAMENTI

    La concessione di derivazione d’acqua  è soggetta al pagamento di un canone annuo, che varia a seconda dell’uso o e della quantità media annua di acqua concessa.
    Gli usi principali sono definiti sempre dal Regio Decreto e sono: potabile, irriguo, industriale, igienico-sanitario; l’uso potabile delle acque  è prioritario rispetto a tutti gli altri usi, mentre l’uso irriguo è prioritario rispetto ai rimanenti usi.

    Infine esiste una ulteriore suddivisione tra piccole e grandi derivazioni, come stabilito nel R.D. 1775/33, sintetizzata nella tabella sottostante:

    Uso Piccole derivazioni Grandi derivazioni
    Idroelettrico (forza motrice) inferiore a 3000 kW di potenza nominale media annua superiore a 3000 kW di potenza nominale media annua
    Irriguo inferiore a 1000 l/sec di portata o che irriga una superficie < 500 ha superiore  a 1000 l/s di portata o che irriga una superficie > 500 ha
    Tutti gli altri usi inferiore a 100 l/sec di portata media superiore a 100 l/sec di portata media

    Questa suddivisione tra grandi e piccole derivazioni è importante per definire quale è l’autorità concedente. In molte regioni le concessioni per piccole derivazioni sono in capo agli enti locali come le province, mentre per  le grandi sono in capo agli uffici regionali.

    Le concessioni di derivazione d’acqua sotterranea e la Valutazione di Impatto Ambientale.

    La valutazione di impatto ambientale (VIA) è una procedura amministrativa di supporto all’Ente che prende decisioni, finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dell’attuazione di un determinato progetto.

    Le legge di riferimento è il D.Lgs. 152/2006, che negli anni è stato più volte modificato nella parte riguardante la VIA; sul sito dell’Istituto  Superiore per la Ricerca Ambientale  è possibile informarsi sull’evoluzione della normativa e gli aggiornamenti nazionali.

    COSA FARE PER LA CONCESSIONE?

    Le Regioni hanno la gestione della risorsa idrica in base al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112: ““Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59“. Le Regioni poi hanno, nel tempo, delegato alcune funzioni alle Province. Dopo, però, la legge 7 aprile 2014, n. 56 “Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” alcune funzioni, a discrezione di ogni singola regione, sono state diversamente ripartite. Per saperne di più vai al dettaglio suddiviso per Regione:


    COLLABORAZIONI

    A parte l’aspetto amministrativo della concessione, ci sono una serie di aspetti tecnici da considerare che incidono sulle scelte che vengono fatte dai richiedenti.

    Per tale motivo  per venire incontro alle richieste, ho voluto aprire una collaborazione con alcuni studi operanti in Italia che hanno attivato una serie di siti di informazione e supporto all’utente molto utili per chi cerca notizie certe ed attendibili.

     

    Valle D'Aosta Friuli Venezia Giulia Lombardia Piemonte Emilia Romagna Liguria Umbria Toscana Basilicata Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Veneto Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Molise

    Risorsa acqua.it vuole essere un punto di riferimento sulle acque cercando di fornire a tutti un quadro completo sulle ultime novità, su come gestire le acque, quanto possono essere importanti per la vita quotidiana e soprattutto fornire gli elementi base per imparare a dare il giusto valore all’acqua.

    Risorsa acqua.it mette a disposizione informazioni utili e gratuite su questa indispensabile risorsa per utilizzarla e rispettarla al meglio.

    L’ACQUA

    Le acque sono da sempre utilizzate dall’uomo ed è un bene indispensabile alla vita. 

    Le acque fanno parte del patrimonio dello stato cosi come definito dall’art.822 del Codice Civile pertanto chiunque le voglia utilizzare deve essere titolare di una concessione rilasciata dall’ente pubblico.

    In particolare le acque sotterranee, che sono la parte più nascosta del ciclo delle acque, sono le acque che si trovano al di sotto della superficie terrestre e che sono immagazzinate nei pori fra le particelle sedimentarie e nelle fenditure delle rocce.In Italia  quasi il 90% delle acque destinate al consumo umano provengono dalle falde acquifere.

    vuoi saperne di più?
    hai delle domande da fare?
    vai alla pagina dei contatti e scrivici.


    Cristina Arduinica

    Con l’esperienza acquisita nella pubblica amministrazione sono diventata una libera professionista che si occupa di gestire pratiche amministrative e tecniche per usufruire delle acque per i diversi usi: dall’irriguo allo scambio termico per pompe di calore, dall’industriale al potabile.
    I rapporti con la pubblica amministrazione, realtà estremamente complessa in Italia, non sono nelle corde di molti imprenditori, società e privati cittadini, e necessitano, quindi, di un esperienza pregressa acquisita sul campo.
    Dare voce e corpo alle necessità ed alle esigenze del cittadino e creare un ponte tra pubblica amministrazione, che deve salvaguardare gli interessi di tutti, ed il singolo utente che vuole muoversi nel rispetto della legge e necessita di autorizzazioni e concessioni: è questo l’obiettivo che ogni giorno orienta il mio lavoro e che mi spinge a mettere entusiasmo, passione e determinazione in ogni frangente della mia quotidianità.

    La voglia di continuare ad occuparsi di un mondo cosi affascinante, come quello delle acque,  mi ha portato ad ideare questo portale dedicato alle acque sia superficiali che soprattutto sotterranee dove quando scrivo di notizie ed eventi sulle acque che accadono nel mondo ho la certezza che fornisco un informazione utile e solletico la curiosità della gente; quando faccio ricerche o raccolgo ed organizzo informazioni sento di impiegare al meglio la mia creatività e le competenze acquisite negli anni.

    Soprattutto  ascolto, imparo e contemporaneamente offro il mio supporto a organizzazioni, aziende o semplicemente a persone che desiderano conoscere ed utilizzare la “matrice acqua” ancora cosi  poco conosciuta dalla stragrande maggioranza della popolazione.

    Risorsa-acqua è questo: informazione, ricerca e supporto per la gestione delle acque.

    Dove mi sono formata e cosa ho fatto

    Laureata in Scienze Biologiche con specializzazione in idrobiologia, dopo una breve parentesi come insegnante, ho sempre fatto parte della pubblica amministrazione e mi sono sempre occupata di acque. Ho organizzato convegni, ho fatto parte del corpo docente di master universitari, pubblicato più di cinquanta documenti ed articoli.

    Ora anche ideatore e gestore di un sito internet www.risorsa-acqua.it.

    Nel gennaio 2015 ho cominciato anche ad occuparmi del censimento delle fontane di Milano e, con l’aiuto del personale addetto del Comune alla loro manutenzione, ho creato il sito www.fontanedimilano.it.

    Da gennaio 2012 fino al dicembre 2015 sono stata Vicepresidente nel Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale Ufficio d’Ambito della città di Milano, società che controlla l’attività del Gestore del servizio idrico integrato ed i livelli dei servizi erogati.

    Infine anche l’aspetto delle acque minerali mi ha sempre affascinato per cui sono diventata idrosommelier nel 2011 e faccio parte dell’Associazione Degustatori Acque Minerali (A.D.A.M.)

    Questa sono io, in breve. Se vuoi saperne di più scarica

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