Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

ambiente

Fiume Po a Torino di Claudio DoviziaLa Regione Piemonte sta effettuando un percorso di valorizzazione e della salvaguardia delle risorse idriche, cominciato all’inizio degli anni 2000. Nella pagina dedicata sono sintetizzati tutti gli atti e i documenti inerenti le acque suddiviso per tipologia di acque interessate e azioni intraprese.

Come definito dalla Legge regionale 29 ottobre 2015, n. 23Riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), la Regione mantiene i compiti di programmazione, gestione integrata delle risorse idriche e coordinamento del sistema informativo regionale SIRA, mentre le Province hanno in carico, oltre al mantenimento delle reti di monitoraggio, la funzione amministrativa del rilascio delle piccole e grandi derivazioni.

Nel 2016 ha predisposto un sito apposito sugli sprechi alimentari  – una buona occasione –  dove l’idea  è quella di incidere sulle cause che contribuiscono a formare l’eccedenza del cibo, cercando così di prevenirla. Uno dei punti trattati è lo spreco dell’acqua, collegato alla produzione del cibo.

DOCUMENTAZIONE TECNICA E DATI

Un veloce sguardo agli ultimi rapporti e dati proposti dalla Regione si trovano nella pagina “Servizi e dati” e sistemi informativi e riguardano i bollettini idrologici e sulla situazione idrica piemontese, oltre al GIS relativo alle stazioni di monitoraggio delle acque.

Piano di Tutela delle Acque Il Piano è stato approvato il 13 marzo 2007 dal Consiglio Regionale del Piemonte come uno strumento finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e alla protezione dell’intero sistema idrico superficiale e sotterraneo piemontese. Nel link proposto vi sono anche tutti gli aggiornamenti. I Contratti di fiume ed i Contratti di lago costituiscono un metodo di lavoro per la gestione negoziata e partecipata delle risorse idriche alla scala di bacino idrografico. In Piemonte sono attivi parecchi piani alcuni interprovinciali ed interregionali.

OPEN DATA La pubblicazione dei dati soprattutto ambientali è forse il punto focale del cambiamento di mentalità delle Pubbliche Amministrazioni  e l’Italia ha imparato da poco che invece di essere un problema è una risorsa. I dati  pubblici sono tutte le informazioni create, raccolte o gestite da parte di un Ente pubblico e fanno parte del patrimonio comune.

STATO DELL’AMBIENTE REGIONALE PIEMONTESE  

Portale dedicato aggiornato di anno in anno con i dati ambientali rielaborati ed infografiche ad hoc.

SISTEMA PIEMONTE

Sistema Piemonte  è il portale di servizi on-line per agevolare i rapporti con i suoi utenti. Si rivolge a cittadini, imprese e operatori pubblici e lo fa in modo semplice e trasparente. È uno spazio pensato per fornire informazioni utili e servizi come, ad es, per le acque di verificare lo stato della concessione rilasciata e di stampare un promemoria dei pagamenti effettuati e di inserire i dati relativi ai quantitativi d’acqua effettivamente derivati o scaricati. Inoltre in caso di ritardi di pagamenti viene fornita anche la possibilità di calcolare l’effettivo canone dovuto  con  eventuali interessi. Dal Sistema Piemonte si accede anche al Geoportale che è il punto di raccolta del patrimonio di conoscenza su base cartografica disponibile presso gli Enti della Pubblica Amministrazione piemontese, per la condivisione e l’interscambio dei dati. Attraverso il Catalogo dei Dati Territoriali è possibile ricercare, consultare, scaricare i dati ed accedere ai relativi servizi territoriali.

la gestione dell'acqua

Autorità di Bacino del Fiume Po e Agenzia Interregionale del Fiume Po

L’intero territorio della regione Piemonte fa parte del bacino del Fiume Po e collabora attivamente ai vari progetti.

Mentre l’Agenzia Interregionale per il fiume Po –  AIPo, con quattro leggi approvate dai Consigli Regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, è stata istituita, dal 2003,  ente strumentale delle quattro Regioni, che raccoglie l’eredità del disciolto Magistrato per il Po (istituito nel 1956) e cura la gestione del reticolo idrografico principale del maggiore bacino idrografico italiano, occupandosi, essenzialmente, di sicurezza idraulica, di demanio idrico e di navigazione fluviale.

Per svolgere tali funzioni, AIPo è articolata con sedi territoriali nel bacino – da Torino (Moncalieri), fino a Rovigo – e ha la sua sede principale a Parma. Dal suo sito è accessibile il geoportale che raccoglie i dati delle regioni interessate riguardanti il reticolo maggiore. In diretta sono disponibili i dati del monitoraggio idrografico e la possibilità di estrapolare i dati storici.

Nella seduta del 17 dicembre 2015 il Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino ha approvato (con propria Deliberazione n. 8/2015) la Direttiva “Valutazione del rischio ambientale connesso alle derivazioni idriche in relazione agli obiettivi di qualità ambientale definiti dal Piano di gestione del Distretto idrografico Padano” (di seguito brevemente definita “Direttiva Derivazioni”), il cui testo è scaricabile dal sito web dell’Autorità.

La Direttiva Derivazioni introduce un metodo di valutazione delle derivazioni di acque superficiali o sotterranee finalizzato alla verifica della compatibilità delle derivazioni stesse rispetto agli obiettivi di tutela ed alle previsioni contenuti nel Piano di Gestione del Distretto idrografico (“PdGPo”) e, più in generale, rispetto alla normativa di settore, in conformità alle previsioni di cui all’art. 12 bis, comma 1, lettera a del R.D n. 1175/1933 nonché alle finalità di controllo di cui all’art. 7, comma 2 del medesimo Regio Decreto.

L’applicazione della Direttiva Derivazioni costituisce quindi la condizione minima necessaria per verificare la compatibilità delle derivazioni oggetto delle istanze di nuova concessione o di rinnovo di quelle preesistenti rispetto alle finalità ed agli obiettivi prevsti dalle suddette disposizioni di legge e di Piano, nonché rispetto alle prescrizioni formulate in sede comunitaria.

L’applicazione di detta Direttiva è obbligatoria per tutte le istanze di nuova derivazione e di rinnovo presentate dal 12 gennaio 2016. Per le istanze in corso di istruttoria alla data di adozione, al Direttiva assume il valore di linea guida a supporto della valutazione di compatibilità della derivazione rispetto agli obiettivi del PdGPo vigente.

ARPA – AGENZIA DELLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTElogo

Arpa Piemonte è stata istituita con la legge regionale n. 60 del 13 aprile 1995. La legge regionale n. 28 del 20 novembre 2002 ha assegnato all’Agenzia anche le competenze su previsione e prevenzione dei rischi naturali, rendendola così titolare di tutte le funzioni di tutela e controllo in materia ambientale. Le pagine dedicate all’acqua, suddivise per tipologie (corsi d’acqua, laghi, acque sotterranee) e usi sono incentrate sulle reti di monitoraggio e documenti prodotti come lo stato dell’Ambiente.

14215115_m SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E ATO

Da Legge Regionale n. 7 del 24 maggio 2012 art.2: “Le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, ivi comprese quelle di elaborazione, approvazione e aggiornamento del relativo piano d’ambito, di scelta della forma di gestione, di determinazione e modulazione delle tariffe, di affidamento della gestione e di controllo diretto, restano confermate in capo agli enti locali ai sensi dell’ articolo 142 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152(Norme in materia ambientale). Gli enti locali esercitano, senza soluzione di continuità e ad ogni effetto di legge, le funzioni di cui al comma 1 secondo le disposizioni della legge regionale 20 gennaio 1997, n. 13 concernenti il servizio idrico integrato, modificata dalla legge regionale 4 luglio 2005, n. 8, sulla base delle convenzioni stipulate in attuazione della l.r. 13/1997.”

Con la stessa legge la Regione Piemonte ha ribadito gli Uffici d’Ambito esistenti.

AUTORITA’ D’AMBITO 1: Verbano Cusio Ossola e Novarese

Ricopre il territorio delle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola, la prima non completamente. L’A.T.O. n.1 “Verbano Cusio Ossola e Pianura Novarese”, ha una superficie di oltre 3.600 Kmq, pari a circa il 14% del territorio regionale. La percentuale prevalente appartiene alla Provincia di Verbania con il 63%, il restante 37% alla Provincia di Novara. La densità demografica media dell’A.T.O. n. 1 è di circa 140 ab/Kmq, con una popolazione totale di 502.609 abitanti, così ripartita: 68% appartenente alla Provincia di Novara, 32% a quella del VCO. I comuni interessati sono 164. Il Gestore unico è Acqua Novara VCO spa

AUTORITA’ D’AMBITO 2: Biellese, Vercellese e Casalese

Lautorità è costituita dalle Amministrazioni Provinciali di Biella, Vercelli , Alessandria, Torino e Novara, dalle  quattro Comunità Montane appartenenti alle Province di Vercelli e Biella e dai  184 Comuni rientranti nella perimetrazione territoriale dell’Autorità d’Ambito n. 2 così come previsto dalla L.R. 13/97 ed appartenenti alle province di Vercelli, Biella , Alessandria e Torino. I gestori sono diversi (vedi elenco).

AUTORITA’ D’AMBITO 3: Torinese

L’ATO 3 comprende un ampio territorio, interamente situato in Provincia di Torino ed è costituito da 306 Comuni raggruppati, a seguito del riordino delle Comunità Montane, in 6 Comunità Montane e 13 Aree Territoriali Omogenee. I gestori sono due: Smat Torino che copre 212 comuni e Acea Pinerolese 54 comuni.

AUTORITA’ D’AMBITO 4: Cuneese

L’Autorità d’Ambito del Cuneese è  operativa dall’11 Settembre 2002, Il territorio servito è composto da 250 Comuni dell’ATO/4 dove  risiede una popolazione di quasi 560.000 abitanti con quasi 10.000 km di rete d’acquedotto alimentata da oltre 1.000 opere di captazione, di quasi 150.000 mc di serbatoi di compenso, di oltre 3.000 km di reti fognarie e di quasi 800 impianti di depurazione (tra piccoli – fosse “Imhoff” in numero di oltre 600 – medi e grandi: Cuneo, Alba, Fossano, Savigliano, Bra, Mondovì, Saluzzo ecc.).

AUTORITA’ D’AMBITO 5: Astigiano – Monferrato

L`Autorità d`Ambito n.5 Astigiano Monferrato è stata costituita il 5 febbraio 1999 presso la Provincia di Asti. Il territorio dell`Ambito comprende 154 Comuni appartenenti a tre diverse province: 104 alla Provincia di Asti, 43 alla provincia di Alessandria e 7 a quella di Torino. I Comuni sono raggruppati in quattro distinte Aree Territoriali Omogenee i cui Rappresentanti, insieme a quelli delle Province, compongono la Conferenza dell`Autorità d`Ambito n. 5. I gestori sono diversi ed alcuni gestiscono ancora in economia.( vedi Mappa)

AUTORITA’ D’AMBITO 6: Alessandrino

Nell’ATO6 sono ricompresi n.148 Comuni appartenenti alla Provincia di Alessandria (134 Comuni) e alla Provincia di Asti (14 Comuni), suddivisi dal punto di vista della rappresentatività in 5 Aree Territoriali Omogenee e 3 Comunità Montane. I Gestori sono due ( Amag e Gestione Acqua)

derivazione d'acquaCONCESSIONI DI DERIVAZIONE

Come definito dalla Legge regionale 29 ottobre 2015, n. 23Riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), la Regione mantiene i compiti di programmazione, gestione integrata delle risorse idriche e coordinamento del sistema informativo regionale SIRA, mentre le Province hanno in carico, oltre al mantenimento delle reti di monitoraggio, la funzione amministrativa del rilascio delle piccole e grandi derivazioni.

Nella seduta del 17 dicembre 2015 il Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino ha approvato (con propria Deliberazione n. 8/2015) la Direttiva “Valutazione del rischio ambientale connesso alle derivazioni idriche in relazione agli obiettivi di qualità ambientale definiti dal Piano di gestione del Distretto idrografico Padano” (di seguito brevemente definita “Direttiva Derivazioni”), il cui testo è scaricabile dal sito web dell’Autorità.

La Direttiva Derivazioni introduce un metodo di valutazione delle derivazioni di acque superficiali o sotterranee finalizzato alla verifica della compatibilità delle derivazioni stesse rispetto agli obiettivi di tutela ed alle previsioni contenuti nel Piano di Gestione del Distretto idrografico (“PdGPo”) e, più in generale, rispetto alla normativa di settore, in conformità alle previsioni di cui all’art. 12 bis, comma 1, lettera a del R.D n. 1175/1933 nonché alle finalità di controllo di cui all’art. 7, comma 2 del medesimo Regio Decreto.

L’applicazione della Direttiva Derivazioni costituisce quindi la condizione minima necessaria per verificare la compatibilità delle derivazioni oggetto delle istanze di nuova concessione o di rinnovo di quelle preesistenti rispetto alle finalità ed agli obiettivi prevsti dalle suddette disposizioni di legge e di Piano, nonché rispetto alle prescrizioni formulate in sede comunitaria.

L’applicazione di detta Direttiva è obbligatoria per tutte le istanze di nuova derivazione e di rinnovo presentate dal 12 gennaio 2016. Per le istanze in corso di istruttoria alla data di adozione, al Direttiva assume il valore di linea guida a supporto della valutazione di compatibilità della derivazione rispetto agli obiettivi del PdGPo vigente.

Di seguito le pagine dedicate per ogni Provincia.

Provincia di Alessandria

Il Servizio Tutela e Valorizzazione Risorse Idriche si occupa di tutte le autorizzazioni e concessioni riguardanti le acque e cliccando sull’autorizzazione da richiedere si accede ad una pagina informativa esaustiva di tutti i riferimenti necessari.

Provincia di Asti

Dalla pagina delle acque è possibile accederie alla modulistica e alla normativa di riferimento e al Sistema informativo centralizzato della Regione Piemonte. Il Servizio di riferimento è il Servizio Ambiente.

Di supporto esiste un Ufficio Geologico, costituito in Servizio nell’ambito dell’Area Territorio ed operante nella stessa, svolge sia specifici compiti di istituto sia compiti di supporto geologico a tutte le altre strutture (Servizi, Uffici ed Unità Organizzative). E’ scaricabile una carta tematica della geologia della Provincia di Asti.

Provincia di Biella

Nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque Piemontese la Provincia di Biella si propone di valorizzare la gestione delle risorse idriche tramite una serie di interventi già fin dal 2008 , tra cui il Contratto di Lago Viverone.

 Nelle pagine della Gestione acque vi sono tutti i riferimenti necessari per la  normativa e la modulistica scaricabile.

La Provincia si è anche dotata di un Sistema Informativo Cartografico reperibile on-line.

Provincia di Cuneo

La Provincia di Cuneo ha, nell’ambito della Direzione Gestione del Territorio, un Ufficio Acque che si occupa di tutti i procedimenti relativi alle acque sia superficiali che sotterranee comprese le acque minerali e termali. Nella pagina dedicata sono indicati i procedimenti, i riferimenti normativi e la modulistica di riferimento.

Utilissimo elenco di link sia regionali che europei e nazionali

Inoltre il Sistema Informativo Territoriale fornisce mappe scaricabili: per le acque sono consultabili la mappa degli scarichi e il contratto di Fiume Belbo.

Provincia di Novara

Il Settore Ambiente, Ecologia ed Energia – Ufficio Risorse Idriche è il riferimento per il rilascio delle concessioni di derivazioni d’acqua e degli scarichi. Dalla stessa pagina si accede all’elenco della modulistica, oltre alle linee guida predisposte dagli uffici per le diverse richieste dell’utenza, comprese le indicazioni per le sonde geotermiche.

Città Metropolitana di Torino

Il Servizio Gestione Risorse Idriche autorizza e controlla l’uso delle risorse  idriche e controlla l’inquinamento idrico. I dati e gli aggiornamenti, compresi eventi in programma e pubblicazioni, in merito alle acque sono a disposizione in una pagina dedicata, tra cui il monitoraggio dei fiumi e dei laghi e soprattutto un catasto aggiornato delle opere di captazione esistenti sia superficiali che sotterranee.

La modulistica per i procedimenti è scaricabile on-line in una pagina ad hoc ( vedi qui)

Provincia di Verbano – Cusio – Ossola 

La Direzione  Ambiente, Georisorse e Tutela Faunistica si occupa, tra l’altro, dei procedimenti relativi alle acque ed in particolare il Servizio Georisorse, VIA ed Energia nelle cui pagine si scaricano tutti i documenti necessari.

Provincia di Vercelli

Nell’ambito del Settore Turismo, Marketing territoriale e Gestione delle risorse Idriche, il Servizio Gestione Risorse Idriche si occupa del rilascio delle concessioni e di tutte le azioni previste dalla normativa nazionale e regionale vigente. La modulistica di riferimento, molto dettagliata, è scaricabile in una pagina a parte ( vedi qui).

 

 

parma

4th EU.WATERCENTER ANNUAL CONFERENCE  

Cambiamento Climatico alla ricerca del Piano perduto

 

 

L’11 ottobre 2016  il Centro Acque – eu.watercenter dell’Università degli Studi di Parma dedica la propria Annual Conference alla trattazione degli effetti del cambiamento climatico e della pianificazione integrata delle misure di adattamento allo stesso.

Questo perchè, sensibili alle tematiche delle acque, vogliono porre le loro conoscenze a disposizione della collettività. La pubblicazione del quinto rapporto IPCC e i risultati della COP21 di Parigi 2015 richiedono una rapida implementazione delle politiche di difesa dal cambiamento climatico tramite azioni pianificate con serietà.

In Italia, come è noto soprattutto agli addetti ai lavori,  sono state recentemente prodotte: la Strategia Nazionale del Ministero Ambiente per l’Adattamento al Cambiamento Climatico (SNAC), un Quaderno di ARPAE su mitigazione e adattamento rivolto alle Autorità locali e regionali, delle Linee Guida per un Piano di Adattamento di Fondazione Lombardia per l’Ambiente. E’ inoltre in corso di istituzione un Osservatorio sulla Siccità da parte del Ministero dell’Ambiente.

Le Amministrazioni locali dovranno inoltre occuparsi dell’adeguamento dei Piani territoriali e delle procedure amministrative ai nuovi fattori di pressione ambientale connessi al cambiamento climatico. Fra l’altro sarà necessario provvedere all’aggiornamento delle cartografie del rischio e rivedere le modalità di esecuzione della Valutazione Ambientale nell’ambito delle procedure di VIA e ValSAT.

La giornata sarà divisa in due sessioni: al mattino, relazioni sugli impatti in atto e sulle necessarie azioni di adattamento in alcuni settori chiave, al pomeriggio, presentazione e discussione dei contenuti tecnici e delle azioni previste dai Piani Acque e Alluvioni redatti dall’Autorità di Bacino del fiume Po, di recentissima approvazione.

Le relazioni, specificamente riferite agli scenari climatici dei Distretti Idrografici Padano e Appennino settentrionale, avranno un taglio pratico, applicato ai settori socio-economico-ambientali oggetto delle politiche amministrative e dell’attività professionale degli anni a venire. I partecipanti iscritti agli Ordini professionali potranno acquisire crediti formativi.

Iscrizione gratuita previa registrazione a euwatercenter@euwatercenter.eu

Martedì 11 Ottobre 2016 ore 9.30, Auditorium Polifunzionale Pad 23
Campus Scienze e Tecnologie, Università degli Studi di Parma

Scarica il programma

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Nasce negli anni 70 del secolo scorso e soprattutto voluta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’umanità sulle problematiche ambientali. Quest’anno è focalizzato soprattutto sul cambiamento climatico e gli impatti che si avranno al nostro stile di vita.

Lo slogan di quest’anno ” Raise Your Voice, Not the Sea Level” – Alza la tua voce, non il livello del Mare sintetizza ampiamente le problematiche connesse con il cambiamento climatico. Eventi organizzati in tutto il mondo soprattutto nei paesi emergenti, mentre in Europa e soprattutto in Italia gli eventi e l’attenzione dei media sono limitati.

Del resto anche un recente rapporto di Istat ha evidenziato che in Italia poco meno di metà della popolazione (45%) nel 2012 ha dichiarato di interessarsi alle tematiche ambientali e che rispetto al 1998, la propensione della popolazione ad adottare comportamenti attenti all’ambiente cresce solo lievemente, ad eccezione della quota di individui attenti al risparmio di acqua (dal 54% al 68%).

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Lavoro e Ambienteacqua

In un momento di profondo cambiamento del modo di intendere il lavoro e di mutamento di percezione dell’importanza dell’ambiente nel nostro quotidiano si aprono nuove prospettive legate a capacità di innovazione ed auto imprenditorialità.

La consapevolezza del momento difficile e l’obiettivo di favorire l’inserimento di giovani, immigrati, disoccupati e diversamenti abili devono spingerci a dedicare spazio ed energie ad un percorso partecipativo che serva come stimolo per incontri e confronti per sollecitare le istituzioni ad aprirsi a nuovi modi di intendere i contributi e gli aiuti, nell’ottica di una semplificazione del rapporto tra cittadini e istituzioni.

Lo sforzo deve andare nella direzione di permettere che questa difficilissima fase di crisi possa tradursi in opportunità soprattutto per i soggetti più importanti della nostra società che sono i giovani, che possono dare un contributo fondamentale nel pensare e nel costruire un nuovo modello di sviluppo basato su un approccio fortemente orientato alla sostenibilità, ambientale, sociale ed economica e che possono usufruire della conoscenza di persone allontanate, loro malgrado, dal lavoro con l’iniezione di approcci insoliti della nostra cultura di immigrati e di persone diversamente abili.

Compito delle istituzioni quindi è tenere sotto controllo lo stato delle cose e mettere in campo tutte le azioni necessarie per permettere di avere la possibilità di concretizzare le proprie aspirazioni ricostruendo i percorsi storici e concettuali del lavoro per consentire su queste basi di cambiarne la concezione.

Per questo è necessario individuare nuovi strumenti, finanziari, organizzativi e di accompagnamento per dare spazio alla creatività ed alla capacità di innovazione dei cittadini ma in una realtà che si presenta fluida, caratterizzata da un’elevata mobilità, dall’incertezza, da una progressiva destrutturazione del concetto di impresa.

Quindi l’investimento in conoscenza rappresenta l’elemento essenziale e primario per essere “cittadini del mondo” e trovare posto nel mondo del lavoro. La conoscenza, che permetta di discernere nell’immensa mole di informazione con cui dobbiamo ragionare ogni giorno, la motivazione, che serve come dimostrazione di credere in quello che si fa, la capacità di gestione anche della propria persona, avendo cura del proprio profilo sui social network e la capacità di comunicazione, necessaria per far comprendere e veicolare ciò che si sta proponendo.

 

Costituzione ed Ambiente

 Il diritto di tutti di vivere in un ambiente pulito e di condurre la propria vita in maniera sostenibile per il nostro pianeta è un sentire molto diffuso. Questa consapevolezza e il cambiamento climatico ormai in atto con conseguenze dirette sulla vita di tutti i giorni ci portano a diventare cittadini consapevoli  delle tematiche ambientali.

Al contrario, la nostra Costituzione, cosi come approvata nel 1948, non definisce il concetto di bene ambientale, e non riconosce esplicitamente un “diritto all’ambiente” quale principio fondamentale del nostro ordinamento, limitandosi a sancire all’art. 9 la “tutela del paesaggio e dei beni culturali”, pur essendo, considerando il periodo storico, un principio innovativo.

 La rilevanza costituzionale della tutela dell’ambiente è stata riconosciuta come principio dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione. Nella colpevole assenza di riferimento costituzionale esplicito all’ambiente la Corte, attraverso l’interpretazione degli artt. 2 (diritti inviolabili), 9 (paesaggio) e 32 (salute), ha riconosciuto valore costituzionale all’ambiente al quale è necessario orientare le leggi al pari di altri valori costituzionali. e quindi è singolare che si parli di tutela dell’ambiente senza che il termine “ambiente” sia espressamente inserito tra i principi fondamentali.

 L’ambiente e la sua protezione hanno inoltre importanza essenziale quale presupposto per il godimento effettivo di specifici diritti, tra cui quello fondamentale della salute. Risulta così evidente che se la qualità della vita dipende anche dalla qualità dell’ambiente, un esercizio pieno ed effettivo dei diritti che tutelano il benessere individuale deve comprendere implicitamente anche l’esercizio del “diritto all’ambiente”.

 Il riconoscimento in Italia, come sopra evidenziato, è venuto dapprima dalle sentenze della Corte Costituzionale e non dai riformatori che si sono avvicendati in Parlamento; solo con la Legge Costituzionale n.3 del 2001 che riforma il titolo V della Costituzione all’art.117 lettera s è stata introdotta la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali come legislazione esclusiva dello Stato.

 In sostanza, la circostanza che una determinata disciplina sia ascrivibile alla materia “tutela dell’ambiente”, comporta il potere dello Stato di dettare standard di protezione uniformi validi su tutto il territorio nazionale e non derogabili in senso peggiorativo da parte delle Regioni, “ma non esclude che le leggi regionali emanate nell’esercizio della potestà concorrente di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, o di quella “residuale” di cui all’art. 117, quarto comma, possano assumere tra i propri scopi anche finalità di tutela ambientale”.

Pur se qualcosa è stato fatto, anche se in modo discontinuo, il cammino non è concluso: la tutela dell’ambiente dovrebbe far parte di una revisione generale e trasversale di molte norme, la cui fonte ispiratrice è la Costituzione.

L’inserimento della tutela ambientale tra i principi fondamentali della nostra Costituzione sarebbe il punto di partenza per un effettivo riordino delle nostre leggi ambientali e di tutela del nostro territorio.

Questo mese ci sono molti eventi programmati da tempo di cui importanti: il 5 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente e l’Earth Summit a Rio de Janeiro.

Nel rapporto presentato dalle Nazioni Unite purtroppo si evidenzia il mancato raggiungimento di parecchi obiettivi, mentre sul programma ambientale sempre dell’ONU è visibile che proprio il nostro pianeta non sta bene.

In Italia  – per il 5 Giugno – sono previste da parte di tutte le istituzioni migliaia di iniziative per sensibilizzare i cittadini all’ambiente ed ad un comportamento più consapevole. Il sito delle Nazioni Unite raccoglie molti eventi nel mondo e se vuoi puoi aggiungere anche il tuo.

Il terremoto ed  i Servizi nel Sottosuolo

Il fatto che apriamo un rubinetto a casa ed arriva l’acqua è una cosa normale, ma purtroppo non nel caso di un’area ove si è verificato un evento sismico, un alluvione o comunque un evento meteorologico estremo. Le infrastrutture che rendono la nostra vita cosi confortevole sono molto delicate e vanno costantemente monitorate e mantenute.

Il Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo (PUGSS) è un fondamentale strumento urbanistico di pianificazione del sottosuolo, previsto a livello nazionale fin dal 1999 dalla Direttiva per la razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici (D.P.C.M. del 3/3/99) e, dal 2003, introdotto e regolamentato in Lombardia dalla Regione attraverso la Legge Regionale 26/03 e il Regolamento Regionale n.3/05. Per approfondire ( link al sito della Regione Lombardia).

In Emilia- Romagna, fortemente interessata dagli ultimi terremoti, esiste un servizio regionale che si occupa della gestione del suolo in tutti i suoi aspetti ( vedi qui ) e del rischio sismico ( per approfondire).
Naturalmente tutte le società di gestione del Servizio Idrico Integrato hanno un servizio di pronto intervento  e una serie di protocolli di sicurezza che vengono attivati nel caso di calamità rammentando che il Sindaco  oltre che organo del comune è, al contempo, organo locale dello Stato; quando agisce in tale veste, si dice che agisce quale ufficiale del Governo e quindi ha titolo per emanare atti in merito alla sicurezza sanitaria dei cittadini

 

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