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    muschio

    Piccole vedette muschiate e comunità sostenibili

    Come scrive Renato Bruni nel suo terzo e bellissimo libro Mirabilia , si possono utilizzare anche i muschi per testare la qualità dell’aria e dell’acqua per quanto riguarda principalmente i metalli pesanti. Lavoro fattibile ed estremamente semplice con la collaborazione dei cittadini, che fanno da baby sitter e con la supervisione di un laboratorio di ricerca accreditato. Anche a livello europeo ci sono stati studi e finanziamenti in merito e ce lo spiega bene, sempre Renato Bruni, in un altro punto del suo blog.

    Questa strategia, che già negli anni ottanta del secolo scorso se ne parlava nel gruppo di lavoro delle acque della Provincia di Milano, mi è venuta in mente leggendo un interessante documento che riassume una serie di interventi alla fondazione Feltrinelli “10 idee per comunità sostenibili, dove Paolo Bonelli, fisico dell’atmosfera e socio del Cise2007, propone una “citizen science ”  utile soprattutto per le acque.

    Ogni cittadino dovrebbe essere consapevole che la salute dell’ambiente dipende anche da lui. Situazioni di degrado o abuso possono e devono essere denunciate anche con la testimonianza di cittadini comuni, perché non sempre bastano le autorità competenti. Nel comparto acqua risulta prioritario il controllo di ecosistemi in prossimità di luoghi intensamente urbanizzati e industrializzati. Solo in Lombardia sono numerosi gli episodi gravi di inquinamento antropico di fiumi e canali, con intervento insufficiente o tardivo delle autorità.

    Cosa può fare il comune cittadino?

    Può contribuire alla sorveglianza anche con strumenti capaci di misurare alcuni parametri significativi della qualità dell’acqua. Tecnologie elettroniche open source e low cost permettono oggi il raggiungimento di questo scopo. Makerspace e fablab sono luoghi per la diffusione di conoscenze tecnologiche, dove sono anche disponibili macchine digitali per la costruzione di prototipi. Strumenti per la misura di torbidità, conducibilità, pH, presenza di idrocarburi, cloro e altro, possono facilmente essere costruiti e testati da privati cittadini. Co-Scienza Ambientale è un progetto autofinanziato che, in collaborazione con il makerspace Wemake di Milano. Le attività e i progetti sono divulgati sulla relativa pagina del gruppo Facebook e sul sito  e tramite specifici workshop organizzati da Wemake.”

    Foto di Free-Photos da Pixabay