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    rapporto al 2050

    L’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione e lo Sviluppo ( OCSE) ha pubblicato un rapporto riguardante lo sviluppo del mondo nei prossimi quarant’anni ossia all’inizio del 2050.

    Le Prospettive ambientali dell’OCSE all’orizzonte del 2050 formulano il seguente quesito : “Quale sarà lo scenario dei prossimi quarant’anni?” Lo studio, basato sui modelli elaborati congiuntamente dall’OCSE e dall’Agenzia di Valutazione Ambientale dei Paesi Bassi, esamina lo scenario fino al 2050 per identificare i potenziali impatti ambientali delle tendenze demografiche ed economiche in assenza di politiche “verdi” più ambiziose.

     L’analisi si concentra su quattro settori: i cambiamenti climatici, la biodiversità, le risorse idriche e gli impatti dell’inquinamento sulla salute. Queste sono le stesse quattro sfide ambientali fondamentali già contrassegnate con il “Segnale Rosso” nelle precedenti Prospettive ambientali dell’OCSE all’orizzonte del 2030 (OECD, 2008), ad indicare problemi che esigono un’attenzione urgente.

    Risorse Idriche ( estratto dal riassunto del sommario in italiano)

    La disponibilità di acqua dolce sarà ancora messa a dura prova, con 2.3 miliardi di abitanti in più rispetto ad oggi (complessivamente oltre il 40% della popolazione mondiale) che dovrebbe vivere nelle zone dei bacini fluviali colpiti da gravi problemi di stress idrico, in particolare nel Nord e nel Sud dell’Africa e nel Sud e Centro dell’Asia.
    Secondo le proiezioni, la domanda globale di acqua dovrebbe aumentare di circa il 55%, a causa della crescente domanda delle manifatture (+400%), della generazione termica di elettricità (+140%) e dell’uso domestico (130%). (Vedi Grafico http://dx.doi.org/10.1787/888932571171). Di fronte al cumulo di tali domande concorrenti, le proiezioni dello Scenario di riferimento lasciano poche possibilità di aumentare le acque irrigue. I flussi ambientali saranno contesi e gli ecosistemi saranno minacciati. L’esaurimento delle falde acquifere potrebbe diventare la più grande minaccia per l’agricoltura e per l’approvvigionamento di acqua urbana in molte regioni. L’inquinamento dovuto a sostanze nutritive provenienti dalle acque reflue urbane e dall’agricoltura si accentuerá in molte regioni, intensificando l’eutrofizzazione e danneggiando la biodiversità acquatica. L’accesso a fonti d’acqua migliorata (anche se non necessariamente sicura per il consumo umano) dovrebbe aumentare, essenzialmente nei Paesi BRIICS. Tuttavia, su scala mondiale oltre 240 milioni di persone rimarranno senza accesso a un’acqua migliore entro il 2050. L’Africa Subsahariana probabilmente non raggiungerà l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG) ossia dimezzare entro il 2015 e rispetto al 1990 il livello di popolazione senza accesso a una fonte d’acqua migliorata. L’Obiettivo di Sviluppo del Millennio per il trattamento e la depurazione delle acque non sarà raggiunto entro il 2015; si prevede che entro il 2050 1,4 miliardi di persone non avranno ancora accesso al trattamento igienico-sanitario di base delle acque.

    Il Rapporto è disponibile per l’acquisto a 80 euro anche on-line.

    OECD Environmental Outlook to 2050