Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

    Concessioni di derivazione

     

    L’utente che, per usi diversi dal domestico, vuole utilizzare le acque sotterranee deve richiedere alla pubblica amministrazione il rilascio di una concessione, nelle modalità definite dalla normativa.

    CHE COSA VUOL DIRE?

    Vuol dire che l’acqua fa parte del patrimonio indisponibile dello Stato e che se si vuole utilizzare CHIUNQUE deve richiedere la concessione.

    La concessione è lo strumento amministrativo che consente a chi l’ha richiesta di poter utilizzare l’acqua nei tempi e nei modi indicati nella concessioni.

    Il quadro normativo di riferimento è complesso, ma l’elemento fondamentale è il Regio Decreto che risale all’11 dicembre 1993 : ” Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici“, il cui impianto è il migliore che si conosca tanto che ha subito pochissime variazioni nel corso dei decenni. Stabilisce come base che tutti le acque sono pubbliche, concetto ampliato poi dalla cosiddetta Legge Galli ( L.36/1994), poi inserita nel D.lgs. 152/2006.

    Pertanto chi vuole utilizzare l’acqua prima di tutto, deve fare una serie di verifiche preliminari tra cui:

    1. non deve essere all’interno della fascia di rispetto di un pozzo ad uso potabile inserito in un pubblico acquedotto ( art. 94 del   D.Lgs. 152/2006);
    2. deve ottemperare alle indicazioni della normativa locale e dei vari piani vigenti;
    3. Qualora la perforazione si spinga oltre i 30 metri dal piano campagna, il titolare dell’autorizzazione (in solido con l’impresa esecutrice dei lavori) è obbligato all’osservanza della Legge n. 464/84 e quindi, utilizzando esclusivamente l’apposita modulistica reperibile nel sito internet dell’ISPRA-Servizio Geologico d’Italia – Dipartimento Difesa del Suolo – Geologia Applicata ed Idrogeologia – Via Vitaliano Brancati n. 48 – 00144 Roma, comunicazione di inizio (Mod. 1), eventuali sospensioni (Mod. 2), riprese (Mod. 3) ed infine indagine (Mod. 4 e 4 bis); l’inosservanza della sopracitata Legge n. 464/84 è sanzionabile con ammenda da € 258,23 a € 2.582,28.

    Indi deve presentare un’istanza alla pubblica amministrazione che , con il D.Lgs. 112/1998: “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59″, come competenza  è passata dallo Stato alle Regioni. Ognuna di queste poi ha stabilito le modalità o gli eventuali trasferimenti di funzioni o deleghe agli Enti locali.

    PAGAMENTI

    La concessione di derivazione d’acqua  è soggetta al pagamento di un canone annuo, che varia a seconda dell’uso o e della quantità media annua di acqua concessa.
    Gli usi principali sono definiti sempre dal Regio Decreto e sono: potabile, irriguo, industriale, igienico-sanitario; l’uso potabile delle acque  è prioritario rispetto a tutti gli altri usi, mentre l’uso irriguo è prioritario rispetto ai rimanenti usi.

    Infine esiste una ulteriore suddivisione tra piccole e grandi derivazioni, come stabilito nel R.D. 1775/33, sintetizzata nella tabella sottostante:

    Uso Piccole derivazioni Grandi derivazioni
    Idroelettrico (forza motrice) inferiore a 3000 kW di potenza nominale media annua superiore a 3000 kW di potenza nominale media annua
    Irriguo inferiore a 1000 l/sec di portata o che irriga una superficie < 500 ha superiore  a 1000 l/s di portata o che irriga una superficie > 500 ha
    Tutti gli altri usi inferiore a 100 l/sec di portata media superiore a 100 l/sec di portata media

    Questa suddivisione tra grandi e piccole derivazioni è importante per definire quale è l’autorità concedente. In molte regioni le concessioni per piccole derivazioni sono in capo agli enti locali come le province, mentre per  le grandi sono in capo agli uffici regionali.

    Le concessioni di derivazione d’acqua sotterranea e la Valutazione di Impatto Ambientale.

    La valutazione di impatto ambientale (VIA) è una procedura amministrativa di supporto all’Ente che prende decisioni, finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dell’attuazione di un determinato progetto.

    Le legge di riferimento è il D.Lgs. 152/2006, che negli anni è stato più volte modificato nella parte riguardante la VIA; sul sito dell’Istituto  Superiore per la Ricerca Ambientale  è possibile informarsi sull’evoluzione della normativa e gli aggiornamenti nazionali.

    COSA FARE PER LA CONCESSIONE?

    Le Regioni hanno la gestione della risorsa idrica in base al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112: ““Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59“. Le Regioni poi hanno, nel tempo, delegato alcune funzioni alle Province. Dopo, però, la legge 7 aprile 2014, n. 56 “Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” alcune funzioni, a discrezione di ogni singola regione, sono state diversamente ripartite. Per saperne di più vai al dettaglio suddiviso per Regione:


    COLLABORAZIONI

    A parte l’aspetto amministrativo della concessione, ci sono una serie di aspetti tecnici da considerare che incidono sulle scelte che vengono fatte dai richiedenti.

    Per tale motivo  per venire incontro alle richieste, ho voluto aprire una collaborazione con alcuni studi operanti in Italia che hanno attivato una serie di siti di informazione e supporto all’utente molto utili per chi cerca notizie certe ed attendibili.

     

    Valle D'Aosta Friuli Venezia Giulia Lombardia Piemonte Emilia Romagna Liguria Umbria Toscana Basilicata Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Veneto Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Molise

    LE ACQUE IN CAMPANIA

    La Regione Campania ha un ricco sito per la difesa del suolo, dove tratta i numerosi temi inerenti il territorio. La Campania è solcata da pochi ma relativamente importanti corsi d’acqua. Il fiume Volturno è quello più importante ed è lungo all’incirca 170 Km mentre l’area del bacino idrografico, che è di circa 5600 Km2, rappresenta quasi il 40% dell’intero territorio regionale.
    Il bacino idrografico è costituito dall’insieme di due importanti bacini: quello dell’alto Volturno, che si individua prevalentemente in rocce carbonatiche, e quello del Calore Irpino in cui prevalgono i litotipi argillosi. Il secondo fiume della Campania è il Sele che nasce dal Monte Cervialto dalla sorgente di Caposele ed ha una lunghezza di circa 65 Km mentre il suo bacino ha un’estensione areale di circa 3200 Km2.

    Dalla pagina introduttiva si accede ad una serie di informazioni, compreso l’accesso al sistema informativo territoriale.

    DATI E SISTEMA INFORMATIVI 

    La Regione Campania, con la approvazione della Legge 16 dicembre 2004, n. 16, recante “Norme sul Governo del Territorio” ha istituito, all’art. 17, il Sistema Informativo Territoriale che, nel rispetto delle funzioni istituzionali di ciascun Settore, avrà il compito di coordinare l’informazione geografica della Regione e consentire a quanti operano, a diverso titolo, sul territorio regionale di avvalersi in tempi rapidi degli strumenti operativi di conoscenza al fine di indirizzare le scelte di pianificazione e di natura economica valutando le specificità del territorio regionale. Alcune informazioni sono ad accesso riservato, e bisogna registrarsi. E’ in fase di aggiornamento il Piano di Tutela delle Acque


    DISTRETTO IDROGRAFICO APPENNINO MERIDIONALE

    Sulle sua pagine web sono disponibili i piani- programmi e un portale cartografico che contiene molte informazioni relative al territorio gestito, tra cui anche le concessioni di derivazione d’acqua sia superficiale che sotterranea. Sono rimasti alcuni siti delle antecedenti autorità di bacino come:


    AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’organizzazione “a rete” di Arpac si compone di una struttura centrale, con sede a Napoli, e cinque dipartimenti provinciali. La struttura centrale (Direzione generale, Direzione tecnica e Direzione amministrativa) definisce le politiche di indirizzo e di sviluppo, coordina le attività tecnico-scientifiche e amministrative dell’ente e ne elabora le strategie di comunicazione. Nell’ambito della Direzione tecnica, d’altra parte, sono presenti diversi comparti tematici: tra questi, Siti contaminati e bonifiche, Tutela dell’ambiente marino-costiero e oceanografia, Rifiuti e uso del suolo.

    La tematica acque si limita ad informazioni generali.


    ENTE IDRICO CAMPANO

    Riferimento unico per la gestione del Servizio Idrico Integrato, creato con Legge regionale 2 dicembre 2015, n. 15.
    “Riordino del servizio idrico integrato ed istituzione dell’Ente Idrico Campano”, con vari distretti

     


    CONSORZI DI BONIFICA

    In parte raggruppati sotto un consorzio regionale , Campania Bonifiche , sono i seguenti:

     


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    In base alla  L.R. 29 maggio 1980, n. 54 (Delega e sub-delega di funzioni regionali ai Comuni, alle Comunità Montane e alle Province e disciplina di provvedimenti legislativi ed amministrativi regionali concernenti le funzioni delegate e sub-delegate), e al Regolamento Regionale 12 novembre 2012, n. 12 così come modificato Regolamento Regionale 6 marzo 2018, n. 2., sono sub-delegate alle province tutte le funzioni amministrative in materia di acque ed acquedotti. Le grandi derivazioni sono rilasciate a livello regionale e si consiglia di contattare l‘URP.

    PROVINCIA DI AVELLINO

    Per le concessioni si fa riferimento ad una pagina dedicata, dove si scarica anche la modulistica.

    PROVINCIA DI BENEVENTO

    La Provincia dispone di un SIT, ad accesso regolamentato. Non ci sono altri riferimenti.

    PROVINCIA DI CASERTA

    Sullo sportello on-line è disponibile la modulistica acque  e i contatti 

    CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI

    In una pagina dedicata si trovano i riferimenti, la modulistica ed il procedimento. Mentre per l’autorizzazione all’escavazione è un’altra struttura. E’ presente anche un SIT

    PROVINCIA DI SALERNO

    La Provincia ha un Geoportale con numerosi dati di base, mentre la modulistica, i riferimenti e le indicazioni per il rilascio di concessioni si trovano in un’altra pagina


     

    LE ACQUE IN PUGLIA

    Con la legge n.17/2000 sono state stabilite le funzioni, tra l’altro, relative alla  gestione della risorsa idrica. La Regione mantiene le attività di programmazione e raccolta dati mentre le altre funzioni sono attribuite alle Province. In generale il sito della Regione è estremamente povero per dati e procedimenti ambientali.

    PUGLIA CON

    Il Portale del Sistema Informativo Territoriale con numerosi dati liberamente scaricabili come il Piano di Tutela delle Acque   un po’ datato. Esiste anche un sito per facilitare l’accesso alle informazioni sulle acque.

    OPEN DATA

    Nel portale degli open data sono presenti pochi dati ambientali, anche quelli datati.


    DISTRETTO IDROGRAFICO APPENNINO MERIDIONALE

    Sulle sua pagine web sono disponibili i piani- programmi e un portale cartografico che contiene molte informazioni relative al territorio gestito, tra cui anche le concessioni di derivazione d’acqua sia superficiale che sotterranea.


    AUTORITA’ IDRICA PUGLIESE

    La Regione Puglia dovendo ottemperare alla Legge 26 marzo 2010 n. 42, Soppressione Autorità d’Ambito Territoriale per la gestione delle risorse idriche, ha istituito con Legge Regionale 30 maggio 2011, n. 9 e successiva modifica Legge Regionale 13 ottobre 2011, n. 27. “Modifiche alla legge regionale 30 maggio 2011, n. 9 (Istituzione dell’Autorità idrica pugliese), l’Autorità idrica pugliese, soggetto rappresentativo dei comuni pugliesi per il governo pubblico dell’acqua, con sede legale in Bari. L’Autorità, ente pubblico non economico, è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile. Il gestore per la Puglia è unico ed è l’Acquedotto Pugliese


    AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’Agenzia  effettua i monitoraggi delle acque superficiali, le acque destinata al consumo umano.

    Ha un sito dedicato agli indicatori ambientali 


    CONSORZI DI BONIFICA

    Nella Regione Puglia è attiva l’Associazione dei Consorzi, ANBI Puglia e i consorzi aderenti sono:


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    In carico alle Province e Città metropolitana di Bari come da norma sopracitata.

    CITTA’ METROPOLITANA DI BARI

    Il servizio interessato ha predisposto una pagina informativa, mentre la modulistica per le acque sotterranee ha una pagina dedicata.

    PROVINCIA DI BARLETTA -ANDRIA-TRANI

    Sono presenti i contatti e la modulistica 

    PROVINCIA DI BRINDISI

    E’ il Servizio 4 che se ne occupa e nella pagina dei procedimenti si possono scaricare tutti i moduli necessari

    PROVINCIA DI FOGGIA

    Esiste un webgis con  i limiti amministrativi, mentre per i procedimenti lo sportello telematico è il punto di riferimento con un dettagliato elenco di tutte le modalità previste dalla norma. E’ possibile registrarsi ed accedere.

    PROVINCIA DI LECCE

    La Provincia ha un sistema informativo territorialee alla pagina del servizio Ambiente ed Energia sono disponibili per il download la modulistica e i contatti.

    PROVINCIA DI TARANTO

    Non ci sono documenti in merito alle concessioni solo i contatti.


     

    L’ACQUA  IN CALABRIA

    La Regione Calabria ai sensi della Legge regionale 22 giugno 2015, n. 14: ” Disposizioni urgenti per l’attuazione del processo di riordino delle funzioni a seguito della legge 7 aprile 2014, n.56” pubblicata sul Burc n. 42 del 24 giugno 2015 le funzioni relative alle concessioni sono rimaste alle Province e alla Città metropolitana di Reggio Calabria.

    DOCUMENTAZIONE TECNICA REGIONALE

    Il Piano di Tutela delle Acque della Regione è stato approvato  con  Deliberazione di Giunta regionale n. 394 del 30.06.2009 .

    GeoPortale della Regione Calabria

    Sono inseriti dati ed informazioni riguardanti il territorio, anche scaricabili.


    AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE DELLA CALABRIA (Arpacal)

    In attuazione della L. 61/94, la Legge della Regione Calabria n. 20 del 3 agosto 1999 ha istituito L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal), che “opera per la tutela, il controllo, il recupero dell’ambiente e per la prevenzione e promozione della salute collettiva, perseguendo l’obiettivo dell’utilizzo integrato e coordinato delle risorse, al fine dell’individuazione e rimozione dei fattori di rischio per l’uomo, per la fauna, per la flora e per l’ambiente fisico”.

    Sito estremamente parco di informazioni, dati, pubblicazioni. La pagina del tema “acqua” contiene solo un elenco.


    AATO (Ambiti territoriali ottimali)

    Con Legge regionale 18 maggio 2017, n. 18 Disposizioni per l’organizzazione del servizio idrico integrato, pubblicata sul BURC n. 48 del 18 maggio 2017 è istituita l’Autorità Idrica della Calabria (AIC) , che è l’ente di governo dell’ambito territoriale ottimale per il servizio idrico integrato, nel territorio comprendente l’intera circoscrizione regionale.
    L’AIC è un ente pubblico, rappresentativo della Città metropolitana di Reggio Calabria e dei Comuni della Calabria, e effettua  l’esercizio delle competenze spettanti agli enti locali in materia di gestione delle risorse idriche.
    L’AIC svolge le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio idrico integrato, nel rispetto delle determinazioni adottate dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico.
    Il funzionamento dell’AIC è disciplinato dalle Deliberazioni della Giunta Regionale n. 256 del 27/07/2015 e n. 461 del 12/11/2015.

    I piani d’ambitosono disponibili sul sito regionale suddivisi secondo i territori degli ATO.

    La società di gestione del Servizio Idrico  è la Sorical, società risorse idriche calabresi che, dal 2004, gestisce in concessione tutti gli impianti che l’ex Cassa per il Mezzogiorno ha trasferito alla Regione. Garantisce l’erogazione dell’acqua potabile a 363 Comuni, attraverso 6000 km di condotte, 900 serbatoi, 300 impianti di sollevamento; 13 impianti di potabilizzazione; 7 traverse di derivazione e 2600 nodi di erogazione. Due invasi: La Diga dell’Alaco, completata, dopo 40 anni, nel 2010 al servizio di quasi tutti i comuni del Vibonese. La Diga del Menta, che garantirà acqua potabile alla città di Reggio Calabria.

    La gestione delle fognature è ancora a livello comunale e a seguito del provvedimento di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in ordine all’applicazione della Direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane, è stato istituito l’Ufficio del Commissario Straordinario Delegato  cui competono la progettazione, l’affidamento e la realizzazione di alcuni interventi nel territorio della regione Calabria ed individuati dall’Accordo di programma Quadro “Depurazione delle acque” necessari all’adeguamento di sistemi di collegamento, fognatura e depurazione.



    AUTORITA’ DI BACINO REGIONALE

    L’Autorità di Bacino della Calabria,  istituita a seguito della legge regionale n. 35 del 29 novembre 1996, fa parte del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale che comprende un territorio vasto comprendente più regioni e autorità di bacino.

    Sulle sua pagine web sono disponibili i piani- programmi e un portale cartografico che contiene molte informazioni relative al territorio gestito, tra cui anche le concessioni di derivazione d’acqua sia superficiale che sotterranea.

     CONSORZI DI BONIFICA

    I consorzi presenti sul territorio calabro sono numerosi:


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    Alcuni Enti locali non hanno ancora inserito on-line informazioni dettagliate in merito al procedimento amministrativo e pertanto si forniranno i nominativi ,ove possibile, dei responsabili.

    Città Metropolitana di  Reggio Calabria

    Il sito è in corso di aggiornamento ma dalla pagina delle informazioni si accede al vecchio sito della Provincia di Reggio Calabria da cui si scaricano sia la modulistica che il regolamento per il procedimento amministrativo.

    Geoportale della Città Metropolitana 

    E’ disponibile con una ricca serie di informazioni sul territorio l’accesso al Geoportale, dove in open access sono disponibili mappe e documenti e la possibilità di scaricare i layer per i tecnici.

    Provincia di Catanzaro

    Il riferimento è il Settore Protezione e Tutela Ambiente, Sviluppo Sostenibile

    Provincia di Cosenza

    Il Settore di riferimento è Ambiente e Demanio Idrico, al cui link sono scaricabili i moduli per ogni tipologia di concessione di derivazione d’acqua e i nominativi del personale di riferimento.

    Il Geoportale della Provincia di Cosenza fa riferimento al Settore Territorio e Urbanistica e contiene informazioni relative al Piani Territoriali ed altro. E’ necessaria la registrazione.

    Contratto di Fiume Crati

    Il fiume Crati  rappresenta uno dei più grandi bacini idrografici che ricadono nel territorio della Provincia di Cosenza, forse il fiume più importante della regione per ricchezza d’acque, lunghezza e superficie del bacino idrografico. Nel suo percorso verso il mare, trova due importanti riserve naturali, riconosciute ambedue con la Legge regionale e registra la densità di popolazione dislocata lungo il suo bacino (che si sviluppa da Cosenza sino alla piana di Sibari) più elevata della regione, con un gran numero di comuni. Tra  questi il capoluogo di provincia Cosenza e Rende, ambedue comuni ad elevata densità abitativa ed urbanizzazione.

     

     

     

     

    Provincia di Crotone

    Il riferimento è il Settore Demanio Idrico e Risorse Idrauliche  

    Provincia di Vibo Valentia

    Non esiste la pagina relativa agli uffici. Si consiglia di rivolgersi direttamente al Presidente.

     

    L’ACQUA NELLE MARCHE

    Oltre alle funzioni di programmazione ed indirizzo le funzioni di concessioni le svolge direttamente la  Regione Marche  come disciplinato con  L.R. 14 giugno 2006 n. 5“Disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio idrico”

    DOCUMENTI E DATI

    Il Piano di Tutela delle Acque è stato approvato nel 2010 e continuamente aggiornato, mentre i dati riguardanti il territorio sono scaricabili da una pagina dedicata.
    Nella regione sono attivi numerosi Contratti di Fiume, che coprono praticamente tutto il territorio. Nella pagina dell’Urbanistica e Genio Civile sono elencati le reti di monitoraggio che non sono accessibili liberamente, mentre negli Open Data ci sono carte tematiche scaricabili e nel repertorio ci sono le carte base e altre tematiche.


    DISTRETTO IDROGRAFICO APPENNINO CENTRALE

    E’ il distretto di riferimento per la Regione Marche, che raccoglie le autorità di Bacino precedentemente esistenti. Le autorità di Bacino esistenti sono state soppresse e la cronistoria è presente sul sito regionale.


    SERVIZIO IDRICO E AMBITO TERRITORIALE

    Il territorio marchigiano è suddiviso in 5 ATO:


    AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’ Agenzia è ben distribuita sul territorio con sedi distaccate in ogni Provincia e nel sito sono disponibili le pubblicazioni effettuate negli anni.


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONI D’ACQUA

    Il procedimento sia per le grandi che per le piccole è a livello regionale e le informazioni sono con relative modulistica ed indicazioni di contatti:


    CONSORZI DI BONIFICA

    Con la Legge Regionale n. 13/2013, si costituisce  un unico Consorzio di Bonifica delle Marche “con l’obiettivo di razionalizzare l’organizzazione consortile, ai fini di una migliore gestione e del conseguimento di risparmi di spesa” con la denominazione Consorzio di Bonifica delle Marche. 

    Ha un SIT ( Sistema Informativo Territoriale) molto dettagliato ed una serie di servizi on-line.

     

    L’ACQUA  IN TOSCANA

    Ai sensi della Legge Regione Toscana n. 22 del 3 marzo 2015 Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), così come modificata ed integrata dalla Legge Regione Toscana n. 70 del 30 ottobre 2015, a partire dal giorno 01.01.2016 le province cessano la propria competenza nelle funzioni di rilascio delle concessioni.

    In attesa delle pagine web di dettaglio della Regione in merito si lasciano i link ancora attivi nelle Province toscane riguardanti i catasti, i dati ed eventuali servizi ancora attivi.

    DOCUMENTAZIONE TECNICA REGIONALE

    Il Piano di Tutela delle Acque della Regione Toscana è stato approvato nel 2017 ed è suddiviso nei 12 bacini idrografici presenti:

    • 3 bacini regionali (Ombrone, Toscana Costa, Toscana Nord);
    • 3 bacini nazionali (Arno, Po, Tevere);
    • 1 bacino sperimentale (Serchio);
    • 5 bacini interregionali (Magra, Fiora, Reno, Conca-Marecchia, Lamone-Montone)

    Il Piano Ambientale ed Energetico Regionale (Paer) , istituito dalla L.R. 14/2007 è stato approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 10 dell’11 febbraio 2015, pubblicata sul Burt n. 10 parte I del 6 marzo 2015.

    Sistema Informativo Regionale Ambientale (SIRA)

    Il portale – come recita l’introduzione –  mette a disposizione delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini i risultati delle attivita’ di controllo e monitoraggio effettuati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana e da altri enti che operano in campo ambientale.

    La pagina introduttiva sulle acque è possibile reperirla qui, da cui si naviga all’interno dei dati e delle mappe disponibili.

    Catasto delle Utenze Idriche ( sia superficiali che sotterranee) in cui sono elencate le concessioni esistenti. I files sono scaricabili per provincia, tipologia, ecc. in formato CSV.

    OPEN DATA

    Un portale che raccoglie database anche ambientale, oltre ad essere un punto di comunicazione e proposte.

    Geologia

    La Regione ha inserito numerose pagine web e database in merito alla geologia del suo territorio (vedi qui) ed in particolare è possibile scaricare e collegarsi ad una serie di database.


     DISTRETTO IDROGRAFICO APPENNINO SETTENTRIONALE

    Il territorio del Distretto attuale interessa 3 regioni la Toscana la Liguria e marginalmente l’Umbria.
    Di seguito le Amministrazioni che ricadono all’interno del territorio:

    Regioni

    Queste invece le soppresse Autorità di Bacino nazionali, interregionali, regionali che interessavano il territorio del Distretto dell’Appennino Settentrionale:

    Disponibili sul sito i piani di bacino e il piano rischio alluvioni.

     


    AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’Agenzia, istituita con Legge regionale n. 66/1995, è attiva dal 1996 ed è stata recentemente riformata con Legge regionale n. 30/2009. Attraverso le proprie Strutture, dislocate in tutto il territorio regionale, ARPAT garantisce l’attuazione degli indirizzi regionali nel campo della prevenzione e tutela ambientale operando secondo quanto previsto nella Carta dei servizi e delle attività di ARPAT. L’Agenzia, dinamica e aperta alla partecipazione, opera al servizio delle istituzioni e di tutti i cittadini uniformando l’azione allo scenario definito nella mission e nella vision.

    Sito estremamente ricco di informazioni, dati, pubblicazioni e di facile navigabilità, consigliatissimo per gli aggiornamenti anche di livello europeo.

    l’Agenzia Regionale Toscana esce ogni anno con numerosi rapporti e pubblicazioni riguardanti l’ambiente e sono scaricabili gratuitamente dal loro sito ( vedi qui )


    SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E AMBITI TERRITORIALI

    Dal 1 gennaio del 2012 da parte della Regione Toscana è stata istituita l’Autorità Idrica Toscana. L’autorità è un ente pubblico, rappresentativo di tutti i comuni toscani, al quale la legge regionale 69 del 28 dicembre 2011 attribuisce le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio idrico integrato. Le funzioni già esercitate dalle autorità di ambito territoriale ottimale sono state trasferte ai comuni che le esercitano obbligatoriamente tramite l’Autorità Idrica Toscana.

    Il territorio poi è suddiviso in Conferenze Territoriali che riprendono i territori delle vecchie AATO,  stabiliti dalla L.R. 21-7-1995 n. 81: “Norme di attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36: “Disposizioni in materia di risorse idriche”, pubblicata nel B.U. Toscana 2 agosto 1995, n. 49 e non coincidono con i confini amministrativi delle Province.

    Gli Ambiti sono 6:

    a) ambito territoriale n. 1, denominato “Toscana Nord”;

    b) ambito territoriale n. 2, denominato “Basso Valdarno”;

    c) ambito territoriale n. 3, denominato “Medio Valdarno”;

    d) ambito territoriale n. 4, denominato “Alto Valdarno”;

    e) ambito territoriale n. 5, denominato “Toscana Costa”;

    f) ambito territoriale n. 6, denominato “Ombrone”.


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    Ai sensi della Legge Regione Toscana n. 22 del 3 marzo 2015 Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), così come modificata ed integrata dalla Legge Regione Toscana n. 70 del 30 ottobre 2015, a partire dal giorno 01.01.2016 le province cessano la propria competenza nelle funzioni di rilascio delle concessioni.

    La Regione ha istituito una pagina di riferimento con i contatti e la modulistica. Alcune Province hanno dei portali cartografici che possono essere utili.

    Provincia di Pisa

    Sistema Informativo Territoriale

    La Provincia di Pisa ha attivato il proprio Sistema Informativo Territoriale nel 1990. Tutta l’attività si è sviluppata in coerenza con quanto disposto, prima dalla Legge Regionale N° 5/95 e successivamente dalla Legge Regionale N° 1/05, che assegna al SIT un ruolo insostituibile quale riferimento conoscitivo fondamentale per la definizione degli atti di governo del territorio e la verifica dei loro effetti.

    Provincia di Prato

    La Provincia di Prato si è dotata di un Sistema Informativo Territoriale in cui sono raccolti tutti i dati e gli archivi riguardanti il suo territorio. ( vedi elenco).  Esiste un layer relativo agli acquiferi visibile previo installazione di un viewer ( vedi qui).

    Provincia di Siena

    Il Sistema Informativo  Territoriale è reperibile sul sito,denominato SIGI – Sistema Informativo Geografico Integrato del Territorio Senese, ma è necessario richiedere informazioni tramite la modulistica ( vedi qui)


    CONSORZI DI BONIFICA

    La Legge Regionale 79 del 17 dicembre 2012  ha riformato la materia della bonifica in Toscana secondo alcuni principi guida:

    • L’attività di bonifica comprende tutte le azioni relative alla messa in sicurezza idrogeologica del territorio e alla gestione e manutenzione dei corsi d’acqua e delle relative opere;
    • Tutto il territorio regionale è affidato ai 6 nuovi consorzi di bonifica, con il superamento della separazione delle competenze tra Consorzi e Comunità Montane;
    • La Regione ha assegnato ad ogni Consorzio la gestione di un reticolo idrografico individuato su base cartografica indipendentemente dalle classifiche di cui ai R.D. 523/1904 e 368/1904;
    • Il tributo di bonifica è stato applicato in maniera omogenea a tutto il territorio regionale sulla base dei nuovi piani di classifica, approvati dalla Giunta Regionale;
    • I Consorzi hanno cominciato a gestire in forma associata alcune  attività per garantire una presenza omogenea sul territorio e produrre economie di scala.

    Con la nuova legge il territorio è diviso in 6 comprensori di bonifica affidati a 6 Consorzi di Bonifica, associati ad ANBI Toscana,  che sostituiscono tutti gli altri enti che, in precedenza, avevano funzioni di bonifica:

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