Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

    Concessioni di derivazione

    L’ACQUA IN LAZIO

    La LR n. 53 del 1998  delega alle Province e alla Città Metropolitana di Roma Capitale le competenze per le concessioni di piccole derivazioni, mentre le grandi derivazioni come la richiesta e la riscossione  del canone di concessione demaniale è e in capo alla Regione Lazio. Con la nuova Legge Del Rio la situazione è rimasta inalterata.

    Una situazione particolare in merito alla risorsa idrica utilizzata ai fini potabili si registra nell’area di Viterbo. Su specifica richiesta della Regione Lazio il Presidente del Consiglio dei Ministri, con Decreto del 17 dicembre 2010, ha dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla concentrazione di arsenico nelle acque destinate all’uso umano superiore ai limiti di legge in alcuni comuni del territorio della Regione Lazio, al fine di attuare interventi emergenziali atti a garantire alle popolazioni interessate la fornitura idrica rientrante nei parametri imposti con il decreto legislativo n. 31/2001 relativamente a parametro Arsenico.

    DOCUMENTAZIONE TECNICA REGIONALE

    I riferimenti regionali sono:

    • la Direzione Risorse Idriche, Difesa del Suolo che si occupa  di pianificare gli interventi per la difesa del suolo e la tutela della costa, e provvede agli adempimenti tecnici ed amministrativi per l’attuazione dei programmi di intervento per opere di bonifica ed irrigazione, svolgendo altresì le competenze trasferite dallo Stato in materia di dighe e invasi artificiali. Pianifica e controlla la gestione delle risorse idriche nonché le concessioni di derivazioni per l’utilizzo di acque pubbliche, le concessioni di pertinenze idrauliche e di aree fluviali. Esercita la vigilanza sul demanio regionale e statale assegnato in gestione e le funzioni di Autorità idraulica;
    • la Direzione Ambiente e Sistemi Naturali che si occupa di tutela dell’ambiente.

    Alla pagina della modulistica sono scaricabili tutti i moduli per le richieste relative alle concessioni per le acque, mentre per le pubblicazioni ed i rapporti relativi anche al Servizio Idrico Integrato sono scaricabili in una pagina dedicata.

    PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

    Il Piano di Tutela delle Acque Regionale è il principale strumento di pianificazione in materia di acqua e si pone l’obiettivo di perseguire il mantenimento dell’integrità della risorsa idrica, compatibilmente con gli usi della risorsa stessa e delle attività socio-economiche delle popolazioni del Lazio. Il Piano è stato adottato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 266 del 2 maggio 2006 e approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 42 del 27 settembre 2007 ed è stato aggiornato alla fine del 2016 con Dgr. 819/2016

    GEOPORTALE e DATI

    Il servizio GEO.On-Line, pensato per favorire la condivisione dei dati cartografici, ha sostituito il vecchio geoportale SITR e, a partire dal mese di gennaio 2015, costituisce per gli utenti un punto di accesso privilegiato al patrimonio cartografico della Regione. Sono disponibili invece la fototeca e la cartografia storica  in un’area diversa.

    AUTORITA’ BACINI REGIONALI

    La Regione, in attuazione della legge 18 maggio 1989, n. 183, ha istituito, con deliberazione della Giunta regionale n. 3734 del 18 maggio 1991, l’Autorità dei bacini regionali disciplinata con la L.R. n.39/1996.
    Fra le principali attività dell’Autorità dei bacini regionali sono il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) – (DCR n.17 del 04/04/2012) ed il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (Direttiva 2007/60/CE – D.Lgs. n.49/2010).



    Il territorio laziale è ricompreso nei seguenti distretti idrografici:

    GESTIONE DIRETTA DI ALCUNI ACQUEDOTTI

    La Regione Lazio gestisce direttamente acquedotti realizzati dalla disciolta Cassa per il Mezzogiorno e trasferiti alla Regione Lazio nel 1983, riguardano 19 comuni della Provincia di Rieti e 2 della provincia dell’Aquila. Il servizio all’utenza è realizzato a cura dei Comuni. Esiste un piano generale degli acquedotti che risale a più di dieci anni fa

    GARANTE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E CONSULTA IDRICA

    Come previsto dalla norma nazionale la Regione lazio si è dotata della figura del garante per il servizio idrico, che svolge funzioni di verifica e controllo supportato dal Consiglio dei Responsabili delle Segreterie tecnico operative costituite negli ambiti territoriali ottimali e producono semestralmente dei rapporti scaricabili dal sito.

    Il garante presiede anche la Consulta degli Utenti e dei Consumatori del S.I.I. (ex art. 10 L.R. 26/98), conosciuta anche come Consulta idrica, è composta dai rappresentanti delle formazioni associative degli utenti riconosciute dal Comitato regionale degli utenti e consumatori di cui alla L.R. 10 novembre 1992 n.44, ed è stata istituita nell’ottobre del 1999.

    AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI

    Gli Ato presenti in Lazio sono 6, cosi come stabilito A deciderlo è stata la Giunta regionale che in una delibera ha ridefinito la ripartizione del territorio tenendo conto, spiega una nota, della popolazione servita e dell’accorpamento dei Comuni per Aree Vaste e Città Metropolitana, tenendo conto dei dati relativi alla popolazione residente su base Istat al 1 gennaio 2017 nei comuni del Lazio.


    La delibera cambia la situazione esistente. Infatti, sinora gli Ato sono stati 5: l’Ato1, denominato Lazio Nord–Viterbo; l’Ato2, denominato Lazio Centrale–Roma; l’Ato3, denominato Lazio Centrale–Rieti; l’Ato4, denominato Lazio Meridionale–Latina, l’Ato5, denominato Lazio Meridionale – Frosinone.

    Ato1,  Lazio Nord–Viterbo

    Coincidente con la società unica in house Talete , mentre gli uffici Ato hanno un pagina web con gli indirizzi e l’amministrazione trasparente.

    Ato2, Lazio Centrale–Roma

    In corso di definizione causa la creazione di ATO6 che comprende in parte alcuni comuni afferenti origirariamente all’ATO2. Comunque il gestore unico è ACEA.

    Ato3, Lazio Centrale–Rieti

    Gestito da Acqua Pubblica Sabina 

    Ato4, Lazio Meridionale–Latina

    A.T.O. n. 4 “Lazio Meridionale Latina” nasce il 4 luglio 1997 con la deliberazione del Consiglio Provinciale di Latina n. 56, in cui si approvava lo schema definitivo della Convenzione di Cooperazione. I comuni serviti sono 35 e il gestore unico con una società mista pubblico- privato, dove il pubblico detiene la maggioranza è Acqualatina Spa (www.acqualatina.it)

    Ato5 Lazio Meridionale – Frosinone

    Coincidente quasi del tutto con la Provincia di Frosinone in attesa della definizione dell’ATO 6 ha come gestore unico Acea.


    AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE DEL LAZIO – ARPA LAZIO

    La pagina relativa alle acque dà l’accesso ad una serie molto sintetica di informazioni e vecchie pubblicazioni.

     

     


    CONSORZI DI BONIFICA

    Nel Lazio sono stati individuati sei comprensori di bonifica entro i quali sono stati definiti dieci Consorzi di bonifica che svolgono un ruolo imprescindibile di salvaguarda e difesa ambientale, che eseguono e mantengono opere pubbliche inerenti la difesa del suolo, la bonifica idraulica e la distribuzione irrigua.

    I Consorzi di bonifica in cifre:

    • Chilometri di corsi d’acqua naturali in manutenzione: Km.10.126
    • Chilometri di rete artificiale (canali) in manutenzione: Km.3.282
    • Numero di impianti idrovori: 55 impianti
    • Superficie irrigata: ettari 81.000
    • Numero di personale dipendente: nr. 565 unità, di cui nr.450 fissi e nr. 115 stagionali.

    Si elencano i consorzi di bonifica esistenti in Lazio con i relativi link:

    Provincia di Frosinone:
    Consorzio di Bonifica a Sud di Anagni 
    Consorzio di Bonifica della Conca di Sora
    Consorzio di bonifica della Valle del Liri

    Provincia di Latina:
    Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino
    Consorzio di Bonifica sud Pontino

    Provincia di Rieti:
    Consorzio della Bonifica Reatina
    Consorzio Lazio Nord

    Città Metropolitana di Roma Capitale:
    Consorzio di Bonifica Tevere ed Agro Romano
    Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare

    Provincia di Viterbo:
    Consorzio di Bonifica della Val di Paglia Superiore

    Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca

     


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    Provincia di Frosinone

    La Provincia di Frosinone, in base all’art.8 della Legge Regionale n.53 dell’11 dicembre 1998, è competente in materia di concessioni di piccole derivazioni di acque pubbliche. La pagina dei contatti indica solo i riferimenti per il dirigente cui fanno capo i servizi relativi ai rifiuti, acque, energia ed aria. L’accesso diretto alla pagina della modulistica consente di accedere direttamente alle funzioni utili per il rilascio della concessione.

    Provincia di Latina

    Nell’ambito del Settore Ecologia ed Ambiente l’Ufficio Risorse Idriche si occupa, fra l’altro, delle concessioni di derivazione d’acqua. Alla pagina dedicata è possibile poi accedere alla modulistica e ai contatti. In corso la digitalizzazione degli accessi e pagamenti. Esiste anche un sistema informativo territoriale dove, però, manca al momento riferimenti a pozzi, acquiferi e zone di rispetto.

    Provincia di Rieti

    E’ il VI settore che se ne occupa e la modulistica è suddivisa a seconda del tipo: autorizzazione , licenza di attingimento, uso domestico.

    Città Metropolitana di Roma Capitale

    La gestione delle autorizzazioni e concessioni fa riferimento al Servizio 2 nell’ambito del Dipartimento IV e nella stessa pagina si accede alla modulistica.
    Il Sistema Informativo Geografico, GIS, della Città Metropolitana di Roma Capitale, è suddiviso in aree tematiche, incentrato sui grandi temi ambientali e sui piani di gestione del territorio. E’ operativo uno sportello telematico, ma al momento non riguarda le istanze relative alle concessioni.

    Provincia di Viterbo

    Il Settore Ambiente, Territorio e Difesa del Suolo gestisce i procedimenti amministrativi per le acque e dalla pagina indicata si accede alla modulistica e alle indicazioni operative per ogni tipologia di richiesta.

     

     

     

    L’utente che, per usi diversi dal domestico, vuole utilizzare le acque sotterranee deve richiedere alla pubblica amministrazione il rilascio di una concessione, nelle modalità definite dalla normativa.

    CHE COSA VUOL DIRE?

    Vuol dire che l’acqua fa parte del patrimonio indisponibile dello Stato e che se si vuole utilizzare CHIUNQUE deve richiedere la concessione.

    La concessione è lo strumento amministrativo che consente a chi l’ha richiesta di poter utilizzare l’acqua nei tempi e nei modi indicati nella concessioni.

    Il quadro normativo di riferimento è complesso, ma l’elemento fondamentale è il Regio Decreto che risale all’11 dicembre 1993 : ” Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici“, il cui impianto è il migliore che si conosca tanto che ha subito pochissime variazioni nel corso dei decenni. Stabilisce come base che tutti le acque sono pubbliche, concetto ampliato poi dalla cosiddetta Legge Galli ( L.36/1994), poi inserita nel D.lgs. 152/2006.

    Pertanto chi vuole utilizzare l’acqua prima di tutto, deve fare una serie di verifiche preliminari tra cui:

    1. non deve essere all’interno della fascia di rispetto di un pozzo ad uso potabile inserito in un pubblico acquedotto ( art. 94 del   D.Lgs. 152/2006);
    2. deve ottemperare alle indicazioni della normativa locale e dei vari piani vigenti;
    3. Qualora la perforazione si spinga oltre i 30 metri dal piano campagna, il titolare dell’autorizzazione (in solido con l’impresa esecutrice dei lavori) è obbligato all’osservanza della Legge n. 464/84 e quindi, utilizzando esclusivamente l’apposita modulistica reperibile nel sito internet dell’ISPRA-Servizio Geologico d’Italia – Dipartimento Difesa del Suolo – Geologia Applicata ed Idrogeologia – Via Vitaliano Brancati n. 48 – 00144 Roma, comunicazione di inizio (Mod. 1), eventuali sospensioni (Mod. 2), riprese (Mod. 3) ed infine indagine (Mod. 4 e 4 bis); l’inosservanza della sopracitata Legge n. 464/84 è sanzionabile con ammenda da € 258,23 a € 2.582,28.

    Indi deve presentare un’istanza alla pubblica amministrazione che , con il D.Lgs. 112/1998: “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59″, come competenza  è passata dallo Stato alle Regioni. Ognuna di queste poi ha stabilito le modalità o gli eventuali trasferimenti di funzioni o deleghe agli Enti locali.

    PAGAMENTI

    La concessione di derivazione d’acqua  è soggetta al pagamento di un canone annuo, che varia a seconda dell’uso o e della quantità media annua di acqua concessa.
    Gli usi principali sono definiti sempre dal Regio Decreto e sono: potabile, irriguo, industriale, igienico-sanitario; l’uso potabile delle acque  è prioritario rispetto a tutti gli altri usi, mentre l’uso irriguo è prioritario rispetto ai rimanenti usi.

    Infine esiste una ulteriore suddivisione tra piccole e grandi derivazioni, come stabilito nel R.D. 1775/33, sintetizzata nella tabella sottostante:

    Uso Piccole derivazioni Grandi derivazioni
    Idroelettrico (forza motrice) inferiore a 3000 kW di potenza nominale media annua superiore a 3000 kW di potenza nominale media annua
    Irriguo inferiore a 1000 l/sec di portata o che irriga una superficie < 500 ha superiore  a 1000 l/s di portata o che irriga una superficie > 500 ha
    Tutti gli altri usi inferiore a 100 l/sec di portata media superiore a 100 l/sec di portata media

    Questa suddivisione tra grandi e piccole derivazioni è importante per definire quale è l’autorità concedente. In molte regioni le concessioni per piccole derivazioni sono in capo agli enti locali come le province, mentre per  le grandi sono in capo agli uffici regionali.

    Le concessioni di derivazione d’acqua sotterranea e la Valutazione di Impatto Ambientale.

    La valutazione di impatto ambientale (VIA) è una procedura amministrativa di supporto all’Ente che prende decisioni, finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dell’attuazione di un determinato progetto.

    Le legge di riferimento è il D.Lgs. 152/2006, che negli anni è stato più volte modificato nella parte riguardante la VIA; sul sito dell’Istituto  Superiore per la Ricerca Ambientale  è possibile informarsi sull’evoluzione della normativa e gli aggiornamenti nazionali.

    COSA FARE PER LA CONCESSIONE?

    Le Regioni hanno la gestione della risorsa idrica in base al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112: ““Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59“. Le Regioni poi hanno, nel tempo, delegato alcune funzioni alle Province. Dopo, però, la legge 7 aprile 2014, n. 56 “Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” alcune funzioni, a discrezione di ogni singola regione, sono state diversamente ripartite. Per saperne di più vai al dettaglio suddiviso per Regione:


    COLLABORAZIONI

    A parte l’aspetto amministrativo della concessione, ci sono una serie di aspetti tecnici da considerare che incidono sulle scelte che vengono fatte dai richiedenti.

    Per tale motivo  per venire incontro alle richieste, ho voluto aprire una collaborazione con alcuni studi operanti in Italia che hanno attivato una serie di siti di informazione e supporto all’utente molto utili per chi cerca notizie certe ed attendibili.

     

    Valle D'Aosta Friuli Venezia Giulia Lombardia Piemonte Emilia Romagna Liguria Umbria Toscana Basilicata Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Veneto Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Molise

    LE ACQUE IN CAMPANIA

    La Regione Campania ha un ricco sito per la difesa del suolo, dove tratta i numerosi temi inerenti il territorio. La Campania è solcata da pochi ma relativamente importanti corsi d’acqua. Il fiume Volturno è quello più importante ed è lungo all’incirca 170 Km mentre l’area del bacino idrografico, che è di circa 5600 Km2, rappresenta quasi il 40% dell’intero territorio regionale.
    Il bacino idrografico è costituito dall’insieme di due importanti bacini: quello dell’alto Volturno, che si individua prevalentemente in rocce carbonatiche, e quello del Calore Irpino in cui prevalgono i litotipi argillosi. Il secondo fiume della Campania è il Sele che nasce dal Monte Cervialto dalla sorgente di Caposele ed ha una lunghezza di circa 65 Km mentre il suo bacino ha un’estensione areale di circa 3200 Km2.

    Dalla pagina introduttiva si accede ad una serie di informazioni, compreso l’accesso al sistema informativo territoriale.

    DATI E SISTEMA INFORMATIVI 

    La Regione Campania, con la approvazione della Legge 16 dicembre 2004, n. 16, recante “Norme sul Governo del Territorio” ha istituito, all’art. 17, il Sistema Informativo Territoriale che, nel rispetto delle funzioni istituzionali di ciascun Settore, avrà il compito di coordinare l’informazione geografica della Regione e consentire a quanti operano, a diverso titolo, sul territorio regionale di avvalersi in tempi rapidi degli strumenti operativi di conoscenza al fine di indirizzare le scelte di pianificazione e di natura economica valutando le specificità del territorio regionale. Alcune informazioni sono ad accesso riservato, e bisogna registrarsi. E’ in fase di aggiornamento il Piano di Tutela delle Acque


    DISTRETTO IDROGRAFICO APPENNINO MERIDIONALE

    Sulle sua pagine web sono disponibili i piani- programmi e un portale cartografico che contiene molte informazioni relative al territorio gestito, tra cui anche le concessioni di derivazione d’acqua sia superficiale che sotterranea. Sono rimasti alcuni siti delle antecedenti autorità di bacino come:


    AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’organizzazione “a rete” di Arpac si compone di una struttura centrale, con sede a Napoli, e cinque dipartimenti provinciali. La struttura centrale (Direzione generale, Direzione tecnica e Direzione amministrativa) definisce le politiche di indirizzo e di sviluppo, coordina le attività tecnico-scientifiche e amministrative dell’ente e ne elabora le strategie di comunicazione. Nell’ambito della Direzione tecnica, d’altra parte, sono presenti diversi comparti tematici: tra questi, Siti contaminati e bonifiche, Tutela dell’ambiente marino-costiero e oceanografia, Rifiuti e uso del suolo.

    La tematica acque si limita ad informazioni generali.


    ENTE IDRICO CAMPANO

    Riferimento unico per la gestione del Servizio Idrico Integrato, creato con Legge regionale 2 dicembre 2015, n. 15.
    “Riordino del servizio idrico integrato ed istituzione dell’Ente Idrico Campano”, con vari distretti

     


    CONSORZI DI BONIFICA

    In parte raggruppati sotto un consorzio regionale , Campania Bonifiche , sono i seguenti:

     


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    In base alla  L.R. 29 maggio 1980, n. 54 (Delega e sub-delega di funzioni regionali ai Comuni, alle Comunità Montane e alle Province e disciplina di provvedimenti legislativi ed amministrativi regionali concernenti le funzioni delegate e sub-delegate), e al Regolamento Regionale 12 novembre 2012, n. 12 così come modificato Regolamento Regionale 6 marzo 2018, n. 2., sono sub-delegate alle province tutte le funzioni amministrative in materia di acque ed acquedotti. Le grandi derivazioni sono rilasciate a livello regionale e si consiglia di contattare l‘URP.

    PROVINCIA DI AVELLINO

    Per le concessioni si fa riferimento ad una pagina dedicata, dove si scarica anche la modulistica.

    PROVINCIA DI BENEVENTO

    La Provincia dispone di un SIT, ad accesso regolamentato. Non ci sono altri riferimenti.

    PROVINCIA DI CASERTA

    Sullo sportello on-line è disponibile la modulistica acque  e i contatti 

    CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI

    In una pagina dedicata si trovano i riferimenti, la modulistica ed il procedimento. Mentre per l’autorizzazione all’escavazione è un’altra struttura. E’ presente anche un SIT

    PROVINCIA DI SALERNO

    La Provincia ha un Geoportale con numerosi dati di base, mentre la modulistica, i riferimenti e le indicazioni per il rilascio di concessioni si trovano in un’altra pagina


     

    LE ACQUE IN PUGLIA

    Con la legge n.17/2000 sono state stabilite le funzioni, tra l’altro, relative alla  gestione della risorsa idrica. La Regione mantiene le attività di programmazione e raccolta dati mentre le altre funzioni sono attribuite alle Province. In generale il sito della Regione è estremamente povero per dati e procedimenti ambientali.

    PUGLIA CON

    Il Portale del Sistema Informativo Territoriale con numerosi dati liberamente scaricabili come il Piano di Tutela delle Acque   un po’ datato. Esiste anche un sito per facilitare l’accesso alle informazioni sulle acque.

    OPEN DATA

    Nel portale degli open data sono presenti pochi dati ambientali, anche quelli datati.


    DISTRETTO IDROGRAFICO APPENNINO MERIDIONALE

    Sulle sua pagine web sono disponibili i piani- programmi e un portale cartografico che contiene molte informazioni relative al territorio gestito, tra cui anche le concessioni di derivazione d’acqua sia superficiale che sotterranea.


    AUTORITA’ IDRICA PUGLIESE

    La Regione Puglia dovendo ottemperare alla Legge 26 marzo 2010 n. 42, Soppressione Autorità d’Ambito Territoriale per la gestione delle risorse idriche, ha istituito con Legge Regionale 30 maggio 2011, n. 9 e successiva modifica Legge Regionale 13 ottobre 2011, n. 27. “Modifiche alla legge regionale 30 maggio 2011, n. 9 (Istituzione dell’Autorità idrica pugliese), l’Autorità idrica pugliese, soggetto rappresentativo dei comuni pugliesi per il governo pubblico dell’acqua, con sede legale in Bari. L’Autorità, ente pubblico non economico, è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile. Il gestore per la Puglia è unico ed è l’Acquedotto Pugliese


    AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’Agenzia  effettua i monitoraggi delle acque superficiali, le acque destinata al consumo umano.

    Ha un sito dedicato agli indicatori ambientali 


    CONSORZI DI BONIFICA

    Nella Regione Puglia è attiva l’Associazione dei Consorzi, ANBI Puglia e i consorzi aderenti sono:


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    In carico alle Province e Città metropolitana di Bari come da norma sopracitata.

    CITTA’ METROPOLITANA DI BARI

    Il servizio interessato ha predisposto una pagina informativa, mentre la modulistica per le acque sotterranee ha una pagina dedicata.

    PROVINCIA DI BARLETTA -ANDRIA-TRANI

    Sono presenti i contatti e la modulistica 

    PROVINCIA DI BRINDISI

    E’ il Servizio 4 che se ne occupa e nella pagina dei procedimenti si possono scaricare tutti i moduli necessari

    PROVINCIA DI FOGGIA

    Esiste un webgis con  i limiti amministrativi, mentre per i procedimenti lo sportello telematico è il punto di riferimento con un dettagliato elenco di tutte le modalità previste dalla norma. E’ possibile registrarsi ed accedere.

    PROVINCIA DI LECCE

    La Provincia ha un sistema informativo territorialee alla pagina del servizio Ambiente ed Energia sono disponibili per il download la modulistica e i contatti.

    PROVINCIA DI TARANTO

    Non ci sono documenti in merito alle concessioni solo i contatti.


     

    L’ACQUA  IN CALABRIA

    La Regione Calabria ai sensi della Legge regionale 22 giugno 2015, n. 14: ” Disposizioni urgenti per l’attuazione del processo di riordino delle funzioni a seguito della legge 7 aprile 2014, n.56” pubblicata sul Burc n. 42 del 24 giugno 2015 le funzioni relative alle concessioni sono rimaste alle Province e alla Città metropolitana di Reggio Calabria.

    DOCUMENTAZIONE TECNICA REGIONALE

    Il Piano di Tutela delle Acque della Regione è stato approvato  con  Deliberazione di Giunta regionale n. 394 del 30.06.2009 .

    GeoPortale della Regione Calabria

    Sono inseriti dati ed informazioni riguardanti il territorio, anche scaricabili.


    AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE DELLA CALABRIA (Arpacal)

    In attuazione della L. 61/94, la Legge della Regione Calabria n. 20 del 3 agosto 1999 ha istituito L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal), che “opera per la tutela, il controllo, il recupero dell’ambiente e per la prevenzione e promozione della salute collettiva, perseguendo l’obiettivo dell’utilizzo integrato e coordinato delle risorse, al fine dell’individuazione e rimozione dei fattori di rischio per l’uomo, per la fauna, per la flora e per l’ambiente fisico”.

    Sito estremamente parco di informazioni, dati, pubblicazioni. La pagina del tema “acqua” contiene solo un elenco.


    AATO (Ambiti territoriali ottimali)

    Con Legge regionale 18 maggio 2017, n. 18 Disposizioni per l’organizzazione del servizio idrico integrato, pubblicata sul BURC n. 48 del 18 maggio 2017 è istituita l’Autorità Idrica della Calabria (AIC) , che è l’ente di governo dell’ambito territoriale ottimale per il servizio idrico integrato, nel territorio comprendente l’intera circoscrizione regionale.
    L’AIC è un ente pubblico, rappresentativo della Città metropolitana di Reggio Calabria e dei Comuni della Calabria, e effettua  l’esercizio delle competenze spettanti agli enti locali in materia di gestione delle risorse idriche.
    L’AIC svolge le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio idrico integrato, nel rispetto delle determinazioni adottate dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico.
    Il funzionamento dell’AIC è disciplinato dalle Deliberazioni della Giunta Regionale n. 256 del 27/07/2015 e n. 461 del 12/11/2015.

    I piani d’ambitosono disponibili sul sito regionale suddivisi secondo i territori degli ATO.

    La società di gestione del Servizio Idrico  è la Sorical, società risorse idriche calabresi che, dal 2004, gestisce in concessione tutti gli impianti che l’ex Cassa per il Mezzogiorno ha trasferito alla Regione. Garantisce l’erogazione dell’acqua potabile a 363 Comuni, attraverso 6000 km di condotte, 900 serbatoi, 300 impianti di sollevamento; 13 impianti di potabilizzazione; 7 traverse di derivazione e 2600 nodi di erogazione. Due invasi: La Diga dell’Alaco, completata, dopo 40 anni, nel 2010 al servizio di quasi tutti i comuni del Vibonese. La Diga del Menta, che garantirà acqua potabile alla città di Reggio Calabria.

    La gestione delle fognature è ancora a livello comunale e a seguito del provvedimento di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in ordine all’applicazione della Direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane, è stato istituito l’Ufficio del Commissario Straordinario Delegato  cui competono la progettazione, l’affidamento e la realizzazione di alcuni interventi nel territorio della regione Calabria ed individuati dall’Accordo di programma Quadro “Depurazione delle acque” necessari all’adeguamento di sistemi di collegamento, fognatura e depurazione.



    AUTORITA’ DI BACINO REGIONALE

    L’Autorità di Bacino della Calabria,  istituita a seguito della legge regionale n. 35 del 29 novembre 1996, fa parte del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale che comprende un territorio vasto comprendente più regioni e autorità di bacino.

    Sulle sua pagine web sono disponibili i piani- programmi e un portale cartografico che contiene molte informazioni relative al territorio gestito, tra cui anche le concessioni di derivazione d’acqua sia superficiale che sotterranea.

     CONSORZI DI BONIFICA

    I consorzi presenti sul territorio calabro sono numerosi:


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    Alcuni Enti locali non hanno ancora inserito on-line informazioni dettagliate in merito al procedimento amministrativo e pertanto si forniranno i nominativi ,ove possibile, dei responsabili.

    Città Metropolitana di  Reggio Calabria

    Il sito è in corso di aggiornamento ma dalla pagina delle informazioni si accede al vecchio sito della Provincia di Reggio Calabria da cui si scaricano sia la modulistica che il regolamento per il procedimento amministrativo.

    Geoportale della Città Metropolitana 

    E’ disponibile con una ricca serie di informazioni sul territorio l’accesso al Geoportale, dove in open access sono disponibili mappe e documenti e la possibilità di scaricare i layer per i tecnici.

    Provincia di Catanzaro

    Il riferimento è il Settore Protezione e Tutela Ambiente, Sviluppo Sostenibile

    Provincia di Cosenza

    Il Settore di riferimento è Ambiente e Demanio Idrico, al cui link sono scaricabili i moduli per ogni tipologia di concessione di derivazione d’acqua e i nominativi del personale di riferimento.

    Il Geoportale della Provincia di Cosenza fa riferimento al Settore Territorio e Urbanistica e contiene informazioni relative al Piani Territoriali ed altro. E’ necessaria la registrazione.

    Contratto di Fiume Crati

    Il fiume Crati  rappresenta uno dei più grandi bacini idrografici che ricadono nel territorio della Provincia di Cosenza, forse il fiume più importante della regione per ricchezza d’acque, lunghezza e superficie del bacino idrografico. Nel suo percorso verso il mare, trova due importanti riserve naturali, riconosciute ambedue con la Legge regionale e registra la densità di popolazione dislocata lungo il suo bacino (che si sviluppa da Cosenza sino alla piana di Sibari) più elevata della regione, con un gran numero di comuni. Tra  questi il capoluogo di provincia Cosenza e Rende, ambedue comuni ad elevata densità abitativa ed urbanizzazione.

     

     

     

     

    Provincia di Crotone

    Il riferimento è il Settore Demanio Idrico e Risorse Idrauliche  

    Provincia di Vibo Valentia

    Non esiste la pagina relativa agli uffici. Si consiglia di rivolgersi direttamente al Presidente.

     

    L’ACQUA NELLE MARCHE

    Oltre alle funzioni di programmazione ed indirizzo le funzioni di concessioni le svolge direttamente la  Regione Marche  come disciplinato con  L.R. 14 giugno 2006 n. 5“Disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio idrico”

    DOCUMENTI E DATI

    Il Piano di Tutela delle Acque è stato approvato nel 2010 e continuamente aggiornato, mentre i dati riguardanti il territorio sono scaricabili da una pagina dedicata.
    Nella regione sono attivi numerosi Contratti di Fiume, che coprono praticamente tutto il territorio. Nella pagina dell’Urbanistica e Genio Civile sono elencati le reti di monitoraggio che non sono accessibili liberamente, mentre negli Open Data ci sono carte tematiche scaricabili e nel repertorio ci sono le carte base e altre tematiche.


    DISTRETTO IDROGRAFICO APPENNINO CENTRALE

    E’ il distretto di riferimento per la Regione Marche, che raccoglie le autorità di Bacino precedentemente esistenti. Le autorità di Bacino esistenti sono state soppresse e la cronistoria è presente sul sito regionale.


    SERVIZIO IDRICO E AMBITO TERRITORIALE

    Il territorio marchigiano è suddiviso in 5 ATO:


    AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’ Agenzia è ben distribuita sul territorio con sedi distaccate in ogni Provincia e nel sito sono disponibili le pubblicazioni effettuate negli anni.


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONI D’ACQUA

    Il procedimento sia per le grandi che per le piccole è a livello regionale e le informazioni sono con relative modulistica ed indicazioni di contatti:


    CONSORZI DI BONIFICA

    Con la Legge Regionale n. 13/2013, si costituisce  un unico Consorzio di Bonifica delle Marche “con l’obiettivo di razionalizzare l’organizzazione consortile, ai fini di una migliore gestione e del conseguimento di risparmi di spesa” con la denominazione Consorzio di Bonifica delle Marche. 

    Ha un SIT ( Sistema Informativo Territoriale) molto dettagliato ed una serie di servizi on-line.

     

    Tweets