Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

    informazioni e news sulle acque

    aprile 2014

    Banca Dati Tangram

    Come recita nel sito dedicato, la realizzazione del programma TANGRAM ed il caricamento dei dati è iniziata nel 1989 ed è gestita dall’Università Bicocca di Milano. Oggi   Tangram è una banca dati che comprende i dati relativi a circa 40.000 pozzi per le regioni Lombardia, Piemonte, Valle d´Aosta nella quale viene messa a disposizione qualsiasi tipo di informazione (dati amministrativi, caratteristiche tecniche, dati stratigrafici, piezometrici, idraulici) afferente ad un pozzo.
    I dati in TANGRAM sono stati messi a disposizione nell’ambito di vari progetti di ricerca, la loro proprietà è degli enti che li hanno messi a disposizione, la loro diffusione ed utilizzazione, sotto qualsiasi forma, deve essere preventivamente autorizzata dagli enti proprietari del dato.
    I loro caricamento ed organizzazione e standardizzazione è  effettuata da Idrogeologia del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano e da IDPA – CNR.

    La banca dati viene gestita via web dal gruppo di ricerca che ne utilizza i contenuti esclusivamente a scopo scientifico.   Al di fuori del gruppo di ricerca la banca dati può essere consultata solo dagli enti pubblici proprietari dei dati, per la propria parte di competenza. L’accesso alla banca dati non è consentito ai privati, tranne i casi in cui l’ente pubblico, proprietario dei dati, ne autorizzi l’accesso.

    Per approfondire: Tangram
    P
    er contatti: Tullia Bonomi

    acqua

    A dicembre 2016 é stato messo on-line e a disposizione di tutti il Global Surface Water Explorer, strumento creato e voluto dal Centro Comune di Ricerca della Commissione UE, in collaborazione con Google Earth, che permette di conoscere le variazioni, quantitativamente parlando, nelle acque superficiali terrestri  negli ultimi 32 anni

    Elaborando i dati trasmessi dai satelliti con una chiave di lettura innovativa è stato possibile renderli accessibili a tutti. Le immagini satellitari, solo qualche milione, tra il 1984 e il 2015, sono state trasformate, utilizzando 10.000 computer funzionanti in contemporanea, in mappe globali con una risoluzione di 30 metri, che consentono agli utenti di scorrere indietro nel tempo per misurare i cambiamenti nella posizione e la persistenza delle acque superficiali a livello globale, per regione, o per una zona specifica.

    Le mappe mostrano diversi aspetti della dinamica delle acque superficiali ed è inserito qualsiasi specchio d’acqua a cielo aperto, sia di acqua dolce o salata più grande di 30m2,  visibili dallo spazio, tra naturali (fiumi, laghi, i margini costiere e zone umide) e dei corpi idrici artificiali (bacini formati da dighe, aree allagate come le miniere e cave a cielo aperto, aree di irrigazione alluvione, come risaie, e dei corpi idrici creati dai progetti idro-ingegneria, come via d’acqua e dal porto costruzione).

    Perché è importante l’acqua di superficie?

     Ma l’acqua di superficie, pur essendo solo meno dello 0,01% del totale, è la più accessibile e riguarda molti aspetti del nostro mondo. Permette lo scambio di calore, gas e vapore acqueo tra la superficie e l’atmosfera del pianeta. L’acqua è il motore dietro la distribuzione, il movimento e la migrazione della vita animale e vegetale della Terra ed è altrettanto essenziale per gli esseri umani. Influisce tutta la nostra vita, dalla nostra capacità  di coltivare e gestire le terre alla gestione dei processi industriali, per la produzione di merci, influenza il movimento della malattia-vettori, tossine e sostanze inquinanti, genera energia direttamente (idroelettrica) e indirettamente (termoelettrico),  è una parte essenziale della nostra rete di trasporto, e fa parte del nostro tempo libero mondo, culturale e sportivo.

    Per approfondire sono disponibili delle FAQ e l’articolo pubblicato su Nature ( in inglese), oltre alla possibilità di scaricare i dati  per inserirli nelle proprie ricerche.

    ottobre 2013

    L’acqua, come sappiamo, si comporta in modo anomalo e la sua peculiarità ha permesso che la vita si diffondesse sulla Terra. L’acqua è sempre stata studiata , ma solo recentemente dal punto di vista fisico.

    Lo studio effettuato in Italia, rivoluzionario per le prospettive che apre, ha evidenziato che le molecole d’acqua allo stato liquido assumono due forme di organizzazione.
    Tale forma è stata misurata per la prima volta da Ino-Cnr ( Istituto Nazionale di Ottica), Lens (European Laboratory for non-Linear Spectroscopy)  presso l’Università di Firenze sulla base di un’ipotesi formulata 15 anni fa. Lo studio, pubblicato su Nature Communications,potrebbe spiegare il comportamento anomalo di questo liquido rispetto agli altri.

    “Impiegando una tecnica spettroscopica basata su sorgenti laser ultraveloci”, spiega Roberto Eramo di Ino-Cnr, “abbiamo dimostrato che l’acqua allo stato liquido non prende semplicemente la forma del contenitore ma ne assume contemporaneamente due: una più strutturata, simile al ghiaccio, e una più disordinata. Questa doppia natura rende l’acqua un elemento complesso da descrivere attraverso modelli matematici e potrebbe spiegare le sue caratteristiche anomale rispetto a tutti gli altri liquidi”.

    “Il legame a idrogeno tra le molecole, che determina alcune importanti proprietà come quella per cui il ghiaccio galleggia sull’acqua, forma all’interno di una massa di acqua liquida una struttura spaziale simile a quella di un solido ma temporanea, con un intervallo di vita dell’ordine del millesimo di miliardesimo di secondo”, continua Renato Torre dell’Università di Firenze, associato Ino-Cnr. “L’importanza di queste strutture transienti cresce al diminuire della temperatura, quando il legame a idrogeno diventa sempre più forte rispetto al moto di agitazione termica delle molecole”.

    I ricercatori fiorentini hanno lavorato con campioni di acqua particolarmente pura, in modo da poter scendere al di sotto della temperatura di congelamento in uno stato metastabile noto come liquido sottoraffreddato. “Abbiamo studiato la dinamica di vibrazione e di rilassamento dell’acqua sottoraffreddata (28 gradi sotto lo zero senza che l’acqua congelasse) mettendo in evidenza la coesistenza di due diverse configurazioni locali, che possono essere interpretate come due forme di acqua dotate di diversa densità e regolarità della distribuzione spaziale”, conclude Eramo. “A quindici anni dalla sua formulazione, l’ipotesi della duplice forma di organizzazione molecolare dell’acqua nel suo stato liquido trova quindi conferma nei dati sperimentali. ( Sintesi tratta dal comunicato stampa).

    Da Nature Communications:

    “Evidence of two distinct local structures ola goccia d'acquaf water from ambient to supercooled conditions”, Nature Communications, 4:2401 DOI: 10.1038/ncomms3401, Published 13 Sep 2013 visibile liberamente il riassunto, a pagamento l’articolo.

    Per informazioni: Roberto Eramo, tel. 055/4572222-2029, e-mail: roberto.eramo@ino.it; Elisabetta Baldanzi, Ino-Cnr, tel. 055/2308259, e-mail: elisabetta.baldanzi@ino.it, sito web: http://www.ino.it

    Luglio 2011

    Il premio Nobel Luc Montagnier con un team di fisici e biologi tra cui scienziati italiani ha scoperto che il Dna è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso.

    Lo studio pubblicato su Journal of Physic si chiama Dna, waves and water ed è liberamente scaricabile.

    vedi l’articolo sul Corriere

    Settembre 2011

    La Libia si trova nella parte nord del continente africano, occupando una superficie di circa un milione e mezzo di Kmq ed affacciandosi sul Mediterraneo con circa  2000 Km di coste.  Il clima libico è tipicamente desertico, specialmente nella parte  sud e nelle regioni  centrali, con piogge scarse e discontinue, mentre nella parte nord è mediterraneo con temperature moderate e umidità relativa abbastanza alta.
    La maggioranza dell’acqua utilizzata dalla popolazione deriva dalle acque sotterranee ed in particolare da un acquifero posizionato nella parte sud del paese denominato Nubian Sandstone Aquifer System. Si tratta di un acquifero, formatosi in ere precedenti, con un tempo di ricarica molto limitato, se non nullo. Su questo acquifero, scoperto negli anni 50, si concentra un mega progetto del precedente governo libico denominato Il Grande Fiume Fatto dall’Uomo ( The Great MenMade River), che trasporta l’acqua per centinaia di Km fino alle coste mediterranee.

    Per approfondire:

    Wikipedia ( in inglese);

    Video da youtube.com

    Tweets