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    informazioni e news sulle acque

    aprile 2012

    Da uno studio pubblicato su IOPscience sembra che esistano immensi serbatoi di acqua sotterranea in Africa per un volume complessivo nelle falde acquifere sommerse di 100 volte superiore alla quantita’ presente in superficie.

    La ricerca è stata promossa dal British Geological Survey e da University College of London che hanno realizzato una mappa quantitativa dettagliata.

    La mappa e’ stata pubblicata sulla rivista Environmental Research Letters e vuole essere uno strumento di sostegno della tesi della trivellazione su larga scala come strategia migliore per la diffusione delle risorse idriche, data la crescente domanda che si verifichera’ nei prossimi decenni a causa della crescita della popolazione e alla necessita’ di irrigazione dei raccolti.

    Va considerato però un punto ulteriore sulla ricarica di queste falde per evitare di usare acque fossili il cui tempo di ricarica si calcola in migliaia di anni e non in pochi anni come le nostre.

    Novembre 2012

    Da Le Scienze:

    Le risorse di acqua dolce della Terra sono soggette a una crescente pressione a causa sia dei consumi sia dell’inquinamento. Fino a poco tempo fa, i problemi di disponibilità, utilizzo e gestione dell’acqua dolce sono stati affrontati a scala locale, nazionale e di bacino idrografico. Il riconoscimento che le risorse di acqua dolce sono soggetti a cambiamenti globali ha portato un certo numero di ricercatori a sostenere l’importanza di porre i problemi relativi alla gestione dell’acqua dolce in un contesto globale, soprattutto perché molti paesi hanno esternalizzato notevolmente la loro “impronta idrica”, ossia il consumo di acqua, attraverso il risparmio di questa risorsa ottenuto importando prodotti i cui cicli di lavorazione prevedono un uso intensivo dell’acqua.

    Ora due ricercatori del Dipartimento di ingegneria e gestione delle acque dell’Università di Twente a Enschede, nei Paesi Bassi, hanno realizzato uno studio che mappa con elevata risoluzione spaziale l’impronta idrica (o WF, water footprint) dell’umanità e i flussi “nascosti” fra le varie nazioni.

    Dallo studio risulta che l’impronta idrica globale media annua nel periodo 1996-2005 è stata di 9087 gigametricubi all’anno (74% verde, 11% blu, 15% grigio), alla quale la produzione agricola contribuisce per ben il 92 per cento.

    Per approfondire:

    Articolo completo in inglese scaricabile dal sito di PNAS – Proceedings of the National Academy of Sciences Of United States of America;

    Articolo riassuntivo sulle Le Scienze

    Carta-di-Milano

    La Carta di Milano è un manifesto concreto e attuabile che coinvolge tutti, donne e uomini, cittadini di questo pianeta, nel combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco, promuovere un equo accesso alle risorse naturali e garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi.

    La Carta di Milano, infatti, esplora il tema di Expo Milano 2015 Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita attraverso quattro prospettive interconnesse: cibo, energia, identità e dinamiche della convivenza.

    L’Ente regolatore della città di Milano, ATO Città di Milano, congiuntamente a MM Spa e Utilitalia, ha pensato di dare un contributo dando degli obiettivi di qualità e di impegno nella gestione del servizio idrico integrato ed in generale della gestione della risorsa idrica che si impegnano a tradurre nel lavoro quotidiano.

    Per consultare il contributo alla Carta di Milano

    cartadimilano

    aprile 2013

    Nel mese di febbraio a Roma si è tenuto un importante convegno a Roma organizzato proprio dall’Istituto Superiore per la Protezione e  la Ricerca Ambientale sul consumo di suolo fertile in Italia.

    Il convegno, organizzato da ISPRA, CRA e Università ‘La Sapienza’, si propone come momento di riflessione, di aggiornamento e di confronto tra gli attori maggiormente coinvolti, sull’attuale capacità di valutazione dello stato del consumo del suolo a livello nazionale, anche al fine di fornire dati e stime aggiornati e contributi utili a completare il quadro normativo nazionale.

    Il tema del consumo del suolo dovuto all’espansione urbana sta assumendo un’importanza crescente nel contesto della sostenibilità ambientale e della pianificazione territoriale. Al fine di monitorare lo stato e individuare le cause e i maggiori impatti del consumo di suolo, negli ultimi anni sono state avviate diverse iniziative, tra cui la pubblicazione degli “Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo” della Commissione Europea e le attività di produzione di servizi informativi nell’ambito del programma Copernicus (già noto come GMES – Global Monitoring for Environment and Security).

    A livello nazionale, ISPRA ha definito e realizzato, in collaborazione con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA/ARPA/APPA), un sistema di monitoraggio e di valutazione del consumo del suolo. Parallelamente, si sono sviluppate iniziative nell’ambito del Sistema Statistico Nazionale, con la collaborazione di Istat, ISPRA, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Inea, e sinergie con programmi di ricerca nazionali tra cui “AGROSCENARI” del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA).

    E’ disponibile anche un questionario da compilare per valutare il livello di interesse sui dati di consumo di suolo, al fine di evidenziare le priorità di sviluppo della ricerca, le necessità tecniche degli operatori e gli elementi necessari per definire le opportune misure per il contenimento e la gestione del consumo di suolo. (vai al questionario).

     

    la goccia d'acqua

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