Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

cambiamento climatico

Di seguito le notizie più interessanti secondo la redazione.

Il Bacino Padano e l’aria

Forse si muove qualcosa, forse si comincia a fare un ragionamento unico su tutto il bacino della Pianura Padana, che comprende i bacini idrografici del Po, Adige, Brenta, Piave, Tagliamento e Reno e di conseguenza si interviene sull’inquinamento dell’acqua derivante dalle piogge.

Il bacino padano è caratterizzato dalla presenza di Alpi ed Appennini che lo delimitano su tre lati  e che determinano condizioni meteorologiche spesso sfavorevoli alla dispersione, con frequenti inversioni termiche e una velocità del vento in pianura tra le più basse d’Europa, spesso inferiore ad 1,5 m/s in Piemonte e Lombardia.  Ci abitano 25 milioni di persone che producono più della metà dell’intero PIL nazionale.
Le emissioni in tale territorio, pur inferiori in generale alla media europea se considerate pro capite e per unità di PIL, tendono così ad accumularsi.  Pertanto gli interventi devono essere coordinati tra tutti gli attori interessati.

Fonte: Greenreport


G7 dell’Ambiente

All’ambiente sarà dedicata una delle riunioni ministeriali previste nell’ambito della presidenza italiana del G7 2017. Il G7 Ambiente si terrà a Bologna l’11 e il 12 giugno.
Il ministero dell’Ambiente sta mettendo a punto le proposte da condividere con gli altri paesi avanzati e con la Commissione europea per fare in modo che il G7 possa dare il contributo più significativo possibile all’attuazione dell’Agenda di Parigi sui cambiamenti climatici e all’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile.

Vai a G7 Ambiente, sito ministero Ambiente, tutela del territorio e del mare 

 Fonte: Ministero Ambiente


Atlante delle acque:  gestione delle risorse idriche nelle città dell’UE

 

Lo scorso mese, la Commissione UE ha presentato un atlante sullo stato delle risorse idriche in oltre 40 città  europee per aiutarle ad affrontare una delle più grandi sfide globali con soluzioni locali, mostrando come scelte diverse e condivise con altri fattori, possono influenzare una gestione sostenibile delle acque.

 A corredo dell’ Atlante sono forniti 2 strumenti online che possono aiutare le città a gestire le risorse idriche:
– il City Blueprint uno strumento interattivo per supportare il processo decisionale strategico, rendendo più facile l’accesso e la comprensione di risultati e conoscenze acquisiti, che può presentare fino a 25 diversi aspetti della gestione e fornisce opzioni su misura per rendere più sostenibili i servizi idrici urbani;
– la City Amberprint per valutare il progresso delle città verso l’uso sostenibile e intelligente della risorsa, tramite indicatori che prendono in considerazione l’impatto ambientale, la qualità della vita, i rischi (ad esempio l’interruzione dell’erogazione dei servizi) e le azioni intraprese dalla città per migliorare tutti e tre gli indicatori che possono anche essere utilizzati dai decisori politici ed amministrativi per essere informati sullo stato attuale della sostenibilità e, al contempo, rendere informati a loro volta i cittadini per facilitarne l’impegno pubblico.
L’acqua è una risorsa insostituibile per la società, ma è rinnovabile solo se ben gestita – ha aggiunto a sua volta il Commissario UE per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, Karmenu VellaTre cittadini dell’UE su quattro vivono in città, per questo le città non hanno altra scelta se non iniziare a gestire le acque in modo responsabile e migliorare la gestione di questa preziosa risorsa. Una politica forte in materia di acque è indispensabile anche per conseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sia nell’UE che a livello internazionale“.

Infine, al suo interno l’Atlante contiene l’ “Urban Water Footprint“, per misurare il consumo domestico di acqua e quello conseguente all’assunzione dei prodotti agricoli, e accrescere la consapevolezza della grande quantità di acqua utilizzata per la produzione di alimenti e la differenza d’acqua necessaria per le varie diete. Ad esempio, le diete sane e basso consumo di carne potrebbero fare risparmiare il 30% – 40% di acqua attualmente utilizzata per la produzione di alimenti.

Fonte: RegioniAmbiente e UE


Il 5 giugno a Milano seminario sulle derivazioni d’acqua nei corsi d’acqua

Fondazione Cariplo e Regione Lombardia e con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, organizza il seminario “Derivazioni e discontinuità artificiali lungo i corsi d’acqua“.


L’evento si terrà il 5 giugno 2017 dalle 13.30 alle 18.00 a Milano presso Palazzo Lombardia, Sala Valeria Solesin –  1° piano – Ingresso N4 – Piazza Città di Lombardia 1 – Milano.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione, inviando la scheda di iscrizione all’indirizzo email: segreteria@geolomb.it entro e non oltre le ore 12.00 di giovedì 1 giugno.

LE ISCRIZIONI SARANNO SOGGETTE ALLA DISPONIBILITA’ DEI POSTI.

Per il seminario è stato richiesto l’accreditamento ai fini APC con la richiesta di 4 crediti per i Geologi e di 3 CFP per gli Ingegneri.

 

Fonte: ordine regionale dei geologi della Lombardia


E’ pubblicato sul sito del ministero dell’Ambiente il primo rapporto sullo Stato del Capitale Naturale.

 Il documento, previsto dal “Collegato Ambientale”, affronta il legame tra lo stato dell’ecosistema, il benessere sociale e le prospettive economiche. Questo Rapporto rappresenta un grande salto di qualità culturale che viene chiesto al Paese: associare all’ambiente italiano non solo la parola ‘conservazione’ ma anche l’idea che un vero sviluppo si può determinare solo con una corretta gestione delle nostre risorse naturali.

Frutto del lavoro del Comitato per il Capitale Naturale, istituito in base al Collegato Ambientale del 2016, ha il compito di predisporre ogni anno un rapporto sullo stato del capitale naturale del Paese.
Il Rapporto deve essere corredato di informazioni e dati ambientali espressi in unità fisiche e monetarie, nonché di valutazioni ex ante ed ex post degli effetti delle politiche pubbliche sul capitale naturale e sui servizi ecosistemici. In particolare raccoglie le informazioni sullo stato di conservazione di acqua, suolo, aria, biodiversità ed ecosistemi, avviando un modello di valutazione del Capitale Naturale. Questo viene inquadrato all’interno di cinque Ecoregioni terrestri (Alpina, Padana, Appenninica, Mediterranea Tirrenica e Mediterranea Adriatica) e le Ecoregioni marine del Mediterraneo che interessano l’Italia (Mare Adriatico, Mare Ionio e Mediterraneo Occidentale).

Dall’ analisi emerge che l’Italia è uno dei paesi più ricchi di biodiversità, con 6.700 specie di flora vascolare e oltre 58.000 faunistiche, ma che sono molti i fattori di pressione antropica: tra questi i cambiamenti climatici, l’inquinamento, i rifiuti, il consumo di suolo e l’abusivismo edilizio, gli incendi dei boschi e la perdita di biodiversità marina, l’invasione delle specie aliene, lo spreco di acqua, la copertura artificiale del suolo che determina distruzione del paesaggio.

Purtroppo dei 73 ecosistemi  la metà pari 36 sono a basso stato e riguardano il 14% del territorio nazionale.  L’approccio alla contabilità e alla valutazione economica del Capitale Naturale contenuto nel Rapporto punta a fornire un primo inquadramento sulle metodologie di stima ed attribuzione di un valore monetario al Capitale Naturale; inoltre, il riferimento ad alcuni casi studio permette di avere un’idea, seppur parziale, dell’importanza che lo stock di Capitale Naturale ha per le attività economiche ed il nostro benessere. Non si tratta di “mercificare” la natura, ma di riconoscerle un valore che consenta di affiancare al Capitale Investito, al Capitale Umano e al Capitale Sociale, anche il quarto capitale, quello troppo spesso trascurato nel passato: il Capitale Naturale.

Quasi in contemporanea L’Istat ha pubblicato il Rapporto Annuale 2017dove si evidenziano le notevoli differenze sociali che esistono in Italia e l’abbassamento degli investimenti pubblici per l’ambiente. Vi è stata una netta riduzione di spesa, che è passata da 6,7 Mld € del 2010 a soli 2,6 Mld € del 2015 (-61%).

I due rapporti precedenti vanno a braccetto con la avvilente lettura del primo Catalogo dei sussidi dannosi e favorevoli all’ambiente, anch’esso pubblicato a cura del ministero dell’Ambiente, dove si prende atto purtroppo che lo Stato spende ogni anno 16,1 miliardi di euro per sussidiare attività ambientalmente dannose, mentre per l’ambiente solo 15,7 miliardi di euro.

Fonte: Greenreport e Ministero dell’Ambiente


Le piante “sentono” il suono dell’acqua 

Uno studio effettuato in Australia da un equipe con a capo un’ italiana, Monica Gagliano, ha scoperto che le piante possono sentire il rumore dell’acqua che scorre nel suolo o nelle tubature e far crescere le loro radici in direzione della fonte.
La ricerca ha indicato inoltre che le piante non apprezzano certi suoni e distinguono il suono dell’acqua vera e quello registrato, e dimostra di non gradire il secondo. Se poi nel suolo è già presente l’acqua necessaria, la pianta non risponde al suo rumore.

Fonte: Ansa e Monica Gagliano


Europa: Patto dell’Innovazione sulla gestione dell’acqua

Economia circolare: firmato il primo Patto dell’Innovazione sulla gestione dell’acqua

La Commissione Europea ha firmato assieme ad altri 14 partner – tra autorità nazionali e regionali, università, centri di ricerca, innovatori e utenti finali –  il Patto dell’Innovazione sul “Trattamento sostenibile delle acque reflue combinando la tecnologia dei bioreattori a membrana anaerobica (AnMbR) e il riuso dell’acqua.

Si tratta del primo esempio di Patto dell’Innovazione: uno strumento lanciato a livello europeo con l’obiettivo di aiutare gli innovatori a superare gli aspetti normativi percepiti come ostacoli all’innovazione, e a promuovere una migliore regolamentazione. Basato sulla cooperazione tra innovatori e autorità nazionali, locali ed europee, il Patto dell’Innovazione è un accordo volontario concepito nell’ambito del pacchetto di misure sull’economia circolare adottato dalla Commissione Europea.

Fonte: MIUR – Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca


Il Forum dei Paesi Vulnerabili ai Cambiamenti Climatici, nasce nel 2009, come piattaforma di collaborazione per i paesi vulnerabili per affrontare le principali tematiche legate al cambiamento climatico globale. I paesi membri sono:

Afghanistan, Bangladesh, Barbados, Bhutan, Burkina Faso, Cambodia, Colombia, Comoros, Costa Rica, Democratic Republic of the Congo, Dominican Republic, Ethiopia, Fiji, The Gambia, Ghana, Grenada, Guatemala, Haïti, Honduras, Kenya, Kiribati, Lebanon, Madagascar, Malawi, Maldives, Marshall Islands, Mongolia, Morocco, Nepal, Niger, Palau,Palestine, Papua New Guinea, Philippines, Rwanda, Saint Lucia, Samoa, Senegal, South Sudan, Sri Lanka, Sudan, Tanzania, Timor-Leste, Tunisia, Tuvalu, Vanuatu, VietNam and Yemen.

Gli obiettivi del Forum includono una serie di azioni per evidenziare le problematiche e sfide, per effettuare azioni cooperative nel contesto delle forze intergovernative, per condividere  buone pratiche sulla politica del cambiamento climatico.


Alla prossima

In questo mese le novità sono state molte, complice la giornata mondiale dell’acqua, l’ora della Terra, e l’avvicinarsi della giornata mondiale della Terra, il 22 aprile. Sono stati pubblicati numerosi rapporti e saggi; ci sono stati e ci saranno convegni. Considerando che sono tanti e tutti interessanti ho riassunto in questo elenco, senza un ordine particolare, le novità ed i rapporti che valuto importanti.

  • Il 22 marzo 2017 Istat ha pubblicato, come fa ogni anno, il report sullo stato delle acque in Italia. I prelievi di acqua effettuati nel 2012 sono stati destinati per il 46,8% all’irrigazione delle coltivazioni, per il 27,8% a usi civili, per il 17,8% a usi industriali, per il 4,7% alla produzione di energia termoelettrica e per il restante 2,9% alla zootecnia.

 

  • Il 23 marzo era la giornata mondiale della Meteorologia ed in quella occasione l’Organizzazione Meteorologica Mondiale  ha pubblicato un aggiornamento dell’ Atlante internazionale delle nubi in formato digitale, dove è anche possibile catalogare e conoscere una nube particolare. Sono inserite nuove nuvole, anche alcune originate da attività antropiche. Le nubi sono composte da particelle d’acqua condensata e cristalli di ghiaccio, sospese nell’atmosfera e da cui si originano le precipitazioni, forse la più importante fase del ciclo dell’acqua della Terra.

 

  • RiEnergia è un punto d’informazione libero ed online  ideato da Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche in collaborazione con Staffetta Quotidiana ( notoriamente un portale a pagamento) per dare spazio soprattutto al mondo dell’energia, ma considerando che l’acqua è estremamente importante per la gestione dell’energia sia direttamente che indirettamente si occupano anche del tema acqua. Per la giornata mondiale dell’acqua hanno predisposto una serie di articoli ad hoc.

  •  La Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, è in fase di consultazione pubblica e fino al 10 aprile 2017 chiunque può inviare suggerimenti e indicazioni. I documenti sono scaricabili sul portale del Ministero dell’Ambiente.

 

  • UNICEF ha pubblicato a marzo 2017 un rapporto sulle  minacce per le vite e il benessere dei bambini causate dall’esaurimento di fonti di acqua sicura e dai cambiamenti climatici, che aumenteranno negli anni a venire.
    Il rapporto «Thirsting  for a Future: Water and children in a changing climate» analizza la situazione attuale e futura.  Ormai molti Stati hanno una richiesta d’acqua che supera le fonti disponibili portando siccità, carestie e malattie. Molti bambini  spendono ogni giorno diverse ore per raccogliere l’acqua, sottraendo questo tempo alla scuola. In particolare, le ragazze sono più esposte ad attacchi durante questi periodi di tempo.

 

  • Una migliore gestione del suolo potrebbe essere determinante nell’affrontare il cambiamento climatico, come dice la Fao, nel suo ultimo convegno tenutosi a Roma a marzo 2017. I serbatoi di carbonio terrestri hanno un ruolo critico e finora insospettabile perchè si ritrovano nel solo primo metro di suolo del pianeta di quanto non possa esserne trovato nell’atmosfera e in tutte le piante terrestri messe insieme. Ovviamente sappiamo che i terreni ad alto contenuto di carbonio organico sono più fertili e produttivi, sono in grado di purificare l’acqua, e contribuire ad aumentare la capacità di resistenza dei mezzi di sussistenza agli impatti del cambiamento climatico.  Suoli degradati, che ormai ammontano ad un terzo degli esistenti, rilasciano il carbonio in atmosfera con conseguente aumento delle temperature. E’ disponibile un rapporto sul tema.
  • Una delle più grandi assicurazioni del mondo, la Swiss Re,  ha aggiornato il rapporto annuale dedicato all’analisi delle catastrofi dell’ultimo anno. Incendi, uragani, terremoti, fanno parte del nefasto elenco per un totale di 11.000 morti in tutto il mondo. Le perdite economiche mondiali sono pari a 175 miliardi di dollari (+85% rispetto all’anno precedente): 166 imputati alle catastrofi naturali (+102%), 9 a quelle dovute all’intervento umano (-28%).

 

 

  • ISPRA: l’Istituto nazionale per la protezione dell’ambiente pubblica ogni settimana un’interessante newsletter. Per vedere l’elenco completo.

 

 

La Regione Emilia – Romagna  è, dal punto di vista idrologico, un territorio complesso; l’acqua si presenta  in molte differenti forme, che  interagiscono tra loro formando un complesso intreccio di corpi idrici, superficiali e sotterranei, che modellano e caratterizzano la morfologia ed il paesaggio. La Regione ha predisposto da tempo interventi, controlli e piani, dedicandoci un sito apposito, suddiviso secondo le tipologie delle acque.

Nel 2013 si è concluso il progetto europeo WATER CoRe , incentrato sulla scarsità idrica e siccità ed in sintesi ha l’obiettivo di individuare misure sostenibili e durevoli per affrontare la carenza idrica, la siccità e gli effetti del cambiamento climatico nelle regioni d’Europa, e favorirne un efficace trasferimento e una concreta applicazione territoriale.
La piattaforma di e-learning è stata interamente tradotta in italiano ed è un utile strumento di conoscenza sia per la regione stessa che per l’Italia. Inoltre vi sono riferimenti, suddivisi per tema, per approfondimenti di norme e di pubblicazioni a livello europeo.

La tutela delle acque superficiali e sotterranee  si basa su attività di pianificazione, gestione, controllo e valutazione di questi corpi idrici. La Regione elabora e predispone gli indirizzi e le linee per lo sviluppo delle reti di monitoraggio quali-quantitative, la definizione delle banche dati e la valutazione dei risultati rilevati. Fin dal 1976 è stata istituita una prima rete di monitoraggio delle acque sotterranee, limitatamente al controllo della piezometria  ( livelli di falda) e della conducibilità; nel 1987-88 sono stati aggiunti una serie di nuovi pozzi e le indagini sono state ampliate anche alla componente qualitativa.

 

 AUTORITA’ DI BACINO e Agenzia Interregionale del Fiume Po

Sempre in ottemperanza alla Direttiva 2000/60/CE, il territorio dell’Emilia-Romagna ricade in tre Distretti Idrografici, quello Padano, quello dell’Appennino Settentrionale e quello dell’Appennino Centrale. Per il territorio di competenza della Regione Emilia-Romagna l‘Autorità di Bacino del fiume Po, l’Autorità di Bacino dell’Arno e l’Autorità di Bacino del fiume Tevere hanno coordinato e redatto i Piani di Gestione della Acque rispettivamente per il Distretto Idrografico Padano, Appennino Settentrionale e Appennino Centrale, che sono stati adottati in sede di Comitato Istituzionale delle Autorità di Bacino Nazionali i Piani di Gestione dei Distretti Idrografici Padano, Appennino Settentrionale e Appennino Centrale, rispettivamente con:

– Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po n. 1 del 24/02/2010

Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Arno n. 206 del 24/02/2010

– Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Tevere n. 1 del 24/02/2010.

Alle Autorità di Bacino è attribuito il compito di pianificazione e di programmazione al fine di fornire uno strumento – il Piano di bacino – per il governare unitario del bacino idrografico. La Regione Emilia-Romagna ha dato attuazione ai principi introdotti dalla legge 183/1989 e oggi, nel suo territorio, sono costituite ed operanti le seguenti Autorità di bacino: Autorità di Bacino interregionale Marecchia e ConcaAutorità di Bacino interregionale Reno ,Autorità dei Bacini regionali Romagnoli  Autorità di Bacino del Fiume PoAutorità di Bacino del Fiume Tevere.

Nella seduta del 17 dicembre 2015 il Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino ha approvato (con propria Deliberazione n. 8/2015) la Direttiva “Valutazione del rischio ambientale connesso alle derivazioni idriche in relazione agli obiettivi di qualità ambientale definiti dal Piano di gestione del Distretto idrografico Padano” (di seguito brevemente definita “Direttiva Derivazioni”), il cui testo è scaricabile dal sito web dell’Autorità.

La Direttiva Derivazioni introduce un metodo di valutazione delle derivazioni di acque superficiali o sotterranee finalizzato alla verifica della compatibilità delle derivazioni stesse rispetto agli obiettivi di tutela ed alle previsioni contenuti nel Piano di Gestione del Distretto idrografico (“PdGPo”) e, più in generale, rispetto alla normativa di settore, in conformità alle previsioni di cui all’art. 12 bis, comma 1, lettera a del R.D n. 1175/1933 nonché alle finalità di controllo di cui all’art. 7, comma 2 del medesimo Regio Decreto.

L’applicazione della Direttiva Derivazioni costituisce quindi la condizione minima necessaria per verificare la compatibilità delle derivazioni oggetto delle istanze di nuova concessione o di rinnovo di quelle preesistenti rispetto alle finalità ed agli obiettivi prevsti dalle suddette disposizioni di legge e di Piano, nonché rispetto alle prescrizioni formulate in sede comunitaria.

L’applicazione di detta Direttiva è obbligatoria per tutte le istanze di nuova derivazione e di rinnovo presentate dal 12 gennaio 2016. Per le istanze in corso di istruttoria alla data di adozione, al Direttiva assume il valore di linea guida a supporto della valutazione di compatibilità della derivazione rispetto agli obiettivi del PdGPo vigente.

Mentre l’Agenzia Interregionale per il fiume Po –  AIPo, con quattro leggi approvate dai Consigli Regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, è stata istituita, dal 2003,  ente strumentale delle quattro Regioni, che raccoglie l’eredità del disciolto Magistrato per il Po (istituito nel 1956) e cura la gestione del reticolo idrografico principale del maggiore bacino idrografico italiano, occupandosi, essenzialmente, di sicurezza idraulica, di demanio idrico e di navigazione fluviale.

Per svolgere tali funzioni, AIPo è articolata con sedi territoriali nel bacino – da Torino (Moncalieri), fino a Rovigo – e ha la sua sede principale a Parma. Dal suo sito è accessibile il geoportale che raccoglie i dati delle regioni interessate riguardanti il reticolo maggiore. In diretta sono disponibili i dati del monitoraggio idrografico e la possibilità di estrapolare i dati storici.

PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

Il Piano di Tutela delle Acque (PTA), conformemente a quanto previsto dal D. Lgs. 152/99 e dalla Direttiva europea 2000/60 (Direttiva Quadro sulle Acque), è lo strumento regionale volto a raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale nelle acque interne e costiere della Regione, e a garantire un approvvigionamento idrico sostenibile nel lungo periodo. Il Piano di Tutela delle Acque è stato approvato in via definitiva con Delibera n. 40 dell’Assemblea legislativa il 21 dicembre 2005.

SERVIZIO IDRICO INTEGRATO e AUTORITA’ IDRICA

Il Servizio Idrico Integrato, è l’insieme dei diversi segmenti di gestione dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione d’acqua a usi civili, di fognature e depurazione delle acque reflue.

Il Servizio in genere viene fornito da un gestore che può essere pubblico o privato, anche se ormai a seguito del referendum del 2011 in Italia si tende ad una gestione pubblica.

Con la L.R. 23/2011 la Regione Emilia-Romagna ha adempiuto alle prescrizioni della L 191/2009 prevedendo l’individuazione di un unico Ambito territoriale ottimale comprendente l’intero territorio regionale (ed eventualmente in casi particolari anche Comuni esterni limitrofi al confine regionale) e riattribuendo le funzioni delle vecchie Agenzie provinciali ad un nuovo organismo pubblico dotato di autonomia amministrativa, contabile e tecnica, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti.

L’Agenzia , tramite i suoi organi provvede ad una serie di compiti e controlli ed ha raggruppato gli ex Ato ( Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini e Forlì- Cesena). L’Agenzia mantiene i rapporti con l’Autorità del Gas e dell’Energia, autorità cui è stata demandata anche la regolazione nazionale del servizio idrico nazionale. La tariffa idrica viene definita sulle base dei dettami sempre dell’Autorità, mentre la tutela dell’utente è affidata ad un Comitato consultivo degli utenti e dei portatori di interesse ai fini del controllo della qualità del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani.

imagesCANMUUPFCONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

La Regione esercita direttamente le funzioni di gestione dei beni del demanio idrico, come stabilito dall’art. 141 della Legge Regionale 21 aprile 1999, n. 3 e con apposito regolamento disciplina il procedimento di concessione (Regolamento Regionale n.41/2001), come si evince dalla pagina introduttiva predisposta, in cui sono riassunti i punti salienti della competenza.

Dal 1 maggio 2016 i Servizi Tecnici di Bacino (STB) della Regione Emilia-Romagna, che dal 2002 avevano il compito di esercitare i compiti relativi al rilascio delle concessioni di derivazione d’acqua  sono stati soppressi e le loro funzioni demandate alle Strutture Autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae e all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

All’Agenzia regionale  per la sicurezza territoriale e la protezione civile sono demandati i compiti riguardanti la prevenzione del dissesto idrogeologico e sicurezza idraulica, servizio di piena, nonché il nullaosta idraulico, i pareri previsti dalla normativa di settore e le funzioni in materia di trasporto marittimo e fluviale.

Alle Strutture Autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae le aree demaniali mediante il rilascio delle concessioni; le risorse idriche mediante il rilascio delle concessioni per gli usi extradomestici e la “presa d´atto” per gli usi domestici.

Le concessioni demaniali acqua e suoli sono quindi passate alle nuove strutture di ARPAE.
Qui la nuova modulistica per concessioni, comunicazioni e richieste

Agenzia regionale  per la sicurezza territoriale e la protezione civile (ARPAE)

Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l´energia dell´Emilia-Romagna (Arpae), che integra le funzioni di Arpa (istituita con la legge regionale n.44 del 1995) e dei Servizi ambiente delle Province, è stata istituita con legge regionale n.13/2015 ed è operativa dal primo gennaio 2016.
Arpae esercita, in materia ambientale ed energetica, le funzioni di concessione, autorizzazione, analisi, vigilanza e controllo, nelle seguenti materie: risorse idriche; inquinamento atmosferico, elettromagnetico e acustico, e attività a rischio d´incidente rilevante; gestione dei rifiuti e dei siti contaminati; valutazioni e autorizzazioni ambientali; utilizzo del demanio idrico e acque minerali e termali.
Per le acque vi sono dati di monitoraggio e report annuali sia per le sotterranee che per le superficiali. (Vedi esempio)

Consistenza della rete per tipologia di monitoraggio e per provincia

DATI

Per le  acque sotterranee sono a disposizione sul sito della Regione Emilia Romagna carte delle riserve idriche ( vedi qui), mentre sul Geoportale sono reperibili le carte geologiche e i dati del censimento relativo alle acque interne .Altri dati sul sito di ARPAE Emilia Romagna.

I tre siti Web di cartografia interattiva per la consultazione delle carte dei suoli e carte tematiche derivate della regione Emilia-Romagna sono i seguenti:

  • CARTPEDO –  carte prodotte dal settore Suolo della Regione Emilia Romagna.
  • WEBGIS – sono presenti tematismi puntuali, come dati ambientali, analisi terreni  e le stazioni di misura della falda superficiale o ipodermica. Cliccando su una stazione di misura è possibile accedere alle ultime letture del livello della falda sul sitoFaldaNET-ER.
  • CATALOGO – su questo sito sono disponibili: disegno appezzamenti, piano di concimazione, riconoscimento suoli aziendali, carta dei suoli 1:50.000, dati analisi terreni.

Si segnalano in particolare:

Presente un elenco di tutti i tematismi consultabili e scaricabili.

Per tutte le 20 regioni italiane, sono indicati i siti Web di cartografia interattiva in cui sono disponibili carte dei SUOLI e carte tematiche derivate e dove scaricare i dati.

(gli aggiornamenti sui dati riassunto da Arpa Toscana)

cascata d'acquaE’ noto che nel breve giro di una o due generazioni, la maggioranza dei 9 miliardi di persone sulla Terra vivranno sotto l’handicap di una bassa disponibilità di acqua, una risorsa naturale assolutamente essenziale per la quale non esiste nessun sostituto.

Tale handicap è del tutto evitabile, secondo gli scienziati del progetto internazionale del Global Water System Project.

Il Global Water System Project ( GWSP) è un progetto internazionale che ha sede a Bonn e si occupa di rispondere essenzialmente di rispondere alla domanda fondamentale:

Come stanno cambiando gli esseri umani del ciclo globale dell’acqua, i cicli biogeochimici associati, e le componenti biologiche del sistema idrico globale e quali sono i feedback sociali derivanti da tali cambiamenti?

Il progetto è guidato da un comitato scientifico composto da rappresentanti dei quattro Global Change programmi ambientali (DIVERSITAS, IGBP, IHDP e WCRP) e della relativa comunità scientifica.

L’ultimo Congresso “ Water in the Antrophocene” , tenutosi a Bonn a maggio, si è concluso con la dichiarazione di Bonn sottoscritta da tutti i partecipanti. Nella dichiarazione si fanno una serie di raccomandazioni fondamentali per istituzioni e privati incentrati sulla scienza, la governance, la gestione e il processo decisionale relativo alle risorse idriche sulla Terra.

parma

4th EU.WATERCENTER ANNUAL CONFERENCE  

Cambiamento Climatico alla ricerca del Piano perduto

 

 

L’11 ottobre 2016  il Centro Acque – eu.watercenter dell’Università degli Studi di Parma dedica la propria Annual Conference alla trattazione degli effetti del cambiamento climatico e della pianificazione integrata delle misure di adattamento allo stesso.

Questo perchè, sensibili alle tematiche delle acque, vogliono porre le loro conoscenze a disposizione della collettività. La pubblicazione del quinto rapporto IPCC e i risultati della COP21 di Parigi 2015 richiedono una rapida implementazione delle politiche di difesa dal cambiamento climatico tramite azioni pianificate con serietà.

In Italia, come è noto soprattutto agli addetti ai lavori,  sono state recentemente prodotte: la Strategia Nazionale del Ministero Ambiente per l’Adattamento al Cambiamento Climatico (SNAC), un Quaderno di ARPAE su mitigazione e adattamento rivolto alle Autorità locali e regionali, delle Linee Guida per un Piano di Adattamento di Fondazione Lombardia per l’Ambiente. E’ inoltre in corso di istituzione un Osservatorio sulla Siccità da parte del Ministero dell’Ambiente.

Le Amministrazioni locali dovranno inoltre occuparsi dell’adeguamento dei Piani territoriali e delle procedure amministrative ai nuovi fattori di pressione ambientale connessi al cambiamento climatico. Fra l’altro sarà necessario provvedere all’aggiornamento delle cartografie del rischio e rivedere le modalità di esecuzione della Valutazione Ambientale nell’ambito delle procedure di VIA e ValSAT.

La giornata sarà divisa in due sessioni: al mattino, relazioni sugli impatti in atto e sulle necessarie azioni di adattamento in alcuni settori chiave, al pomeriggio, presentazione e discussione dei contenuti tecnici e delle azioni previste dai Piani Acque e Alluvioni redatti dall’Autorità di Bacino del fiume Po, di recentissima approvazione.

Le relazioni, specificamente riferite agli scenari climatici dei Distretti Idrografici Padano e Appennino settentrionale, avranno un taglio pratico, applicato ai settori socio-economico-ambientali oggetto delle politiche amministrative e dell’attività professionale degli anni a venire. I partecipanti iscritti agli Ordini professionali potranno acquisire crediti formativi.

Iscrizione gratuita previa registrazione a euwatercenter@euwatercenter.eu

Martedì 11 Ottobre 2016 ore 9.30, Auditorium Polifunzionale Pad 23
Campus Scienze e Tecnologie, Università degli Studi di Parma

Scarica il programma

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Causa il cambiamento climatico ormai in atto i fenomeni meteorologici nel mondo stanno cambiando; diventano più intensi ed estremi provocando in un mondo poco preparato distruzione e purtroppo perdita di vite umane.

Per questo motivo quest’anno il calendario, pubblicato mensilmente, parla di un elemento dell’acqua che ha cambiato la nostra vita, ma che in natura si sta drasticamente riducendo: il ghiaccio.

La foto del mese di Gennaio è dedicata all’inverno nel bosco e sono rappresentati due stadi fondamentali dell’acqua: liquido nel lago in fase di trasformazione in ghiaccio e solido sotto forma di neve appena caduta e che ricopre gli alberi. Al di là della poesia della bellissima foto voglio richiamare l’attenzione di tutti sulla salvaguardia di boschi e laghi, elementi peculiari ed unici del paesaggio italiano, europeo e mondiale, promotori di equilibri ambientali importanti per il benessere dell’uomo.

Il tema del mese di Febbraio riguarda la lotta dei predatori artici a sopravvivere e come esempio ho scelto la volpe ed il lupo.

Nel mese di Marzo sembra opportuno insistere sul cambiamento climatico, infatti neve primaverile nella prima foto e invece un alluvione in un ipotetico paese per ricordarci che quando si fanno nuove costruzioni va valutato anche l’impatto sul territorio e la sua acqua.

Nel mese di Aprile il Polo Nord ed i ghiacci perduti, con i nuovi interessi economici e il tentativo di salvaguardare l’ambiente artico.

Nel mese di Maggio il tema sono i ghiacciai alpini e soprattutto italiani e cosa si sta facendo per monitorare il loro arretramento. Si parla anche del Comitato Glaciologico italiano, associazione volontaria che comprende Enti e persone fisiche interessate alla salvaguardia dei ghiacciai alpini.

Nel mese di Giugno trattiamo il tema del disgelo, azione fondamentale per rimpinguare i corsi d’acqua e le falde nelle zone temperate. Il metodo di calcolo per stabilire la quantità d’acqua presente nella neve è il Snow Water Equivalent, parametro professionale applicato in tutti i bollettini sul manto nevoso regolarmente pubblicati dalle varie regioni alpine europee.

Nel mese di Luglio trattiamo il tema della salvaguardia della diversità biologica e vi parliamo del Global Seed Vault che ha la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del “patrimonio genetico tradizionale” delle sementi. Localizzato nell’estremo nord tra i ghiacciai delle Isole Svalbard permette, causa la bassa temperatura, di mantenere i semi in condizioni ottimali.

Nel mese di Agosto i fiocchi di neve sono il tema trattato. Esiste uno studioso Kenneth Libbrecht negli Stati Uniti che si occupa di capire come si formano, perchè sono tutti diversi e come mai cambiano rapidamente forma a seconda della temperatura delle nuvole. Ha pubblicato ormai 7 volumi in merito e ha un sito con migliaia di immagini.

Quest’anno ricorre il centenario della Prima Guerra Mondiale (1914-1918) che cambiò radicalmente l’assetto delle nazioni europee. Il calendario del mese di Settembre è un doveroso omaggio alle migliaia di uomini che combatterono sulle cime delle montagne italiane in mezzo a mille difficoltà scavando gallerie nella neve e nel ghiaccio.

Il più grande ghiacciaio, escludendo i Poli, del mondo si trova nella catena del Pamir in Tagikistan ed è stato intitolato ad un esploratore russo dell’800, Fedchenko. E’ un’ impressionante massa di chilometri cubi di ghiaccio ed è la fonte principale di acqua per i paesi vicini e soprattutto per il Tagikistan. Purtroppo, causa  il cambiamento climatico, da studi effettuati, è in costante fase di regressione dal secolo scorso. Il calendario del mese di Ottobre ci rammenta che il cambiamento climatico può notevolmente ridurre le riserve idriche mondiali e creare imponenti flussi di profughi ambientali.

Nel mese di Novembre parliamo di un uso particolare del ghiaccio: negli anni 90 del secolo scorso si cominciano costruire per caso degli Hotel di Ghiaccio, che si diffondono soprattutto nei paesi Baltici, anche se ne hanno esempi in Canada e Giappone. Sono strutture temporanee costruite con accorgimenti particolari e su progetto di importanti architetti.

Il Mese di Dicembre che conclude il percorso del 2014  sul tema ghiaccio riguarda una regione della Russia situata nell’estremo nord: la Siberia. Lontana terra con un clima continentale con un esiguo numero di abitanti in un territorio vastissimo ricoperto di foreste e ricco di minerali preziosi. Il treno che la percorre tutta  – la famosissima Transiberiana – percorre circa 10.000 Km in quindici giorni.

Finisce qui il calendario 2014 che mi ha portato in posti che non conoscevo e dove  ho imparato cose che non sapevo. Tempo prezioso per me come spero per voi.

 Il mese di Gennaio è disponibile qui.

Il mese di Febbraio è disponibile qui.

Il mese di Marzo è disponibile qui.

Il mese  di Aprile è disponibile qui.

Il mese  di Maggio è disponibile qui.

Il mese di Giugno è disponibile qui

Il mese di Luglio è disponibile qui

Il mese di Agosto è disponibile qui

Il mese di Settembre è disponibile qui

Il mese di Ottobre è disponibile qui.

Il mese di Novembre è disponibile qui.

Il mese di Dicembre è disponibile qui.

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