Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

    cambiamento climatico


    Calendario dell’avvento



    In tempi particolari si fanno progetti particolari. Negli anni passati ho fatto calendari annuali, quest’anno invece il Calendario dell’Avvento mi sembra più in tema, raccontato da una “folletta” di Babbo Natale:

    1 DICEMBRE:  La folletta ci racconta che i ghiacci esistenti sulla Terra ai Poli, sulle montagne e anche nel nostro frigo sono composti unicamente di acqua dolce.

    2 DICEMBRE

     

     


    Una nuova sezione: storie interessanti da raccontare e ricordare


    Le acque termominerali nel sottosuolo di Milano

    Un nuovo articolo che racconta una realtà milanese poco conosciuta e molto interessante


    I musei che raccontano l’acqua: una rete mondiale


    Una piccola storia di intreccio tra acque e Duomo di Milano


    Un intrigante Leonardo che risolve (ovviamente) un omicidio


    Il ciclo dell’acqua come modificato dall’umanità: nuovi studi

    Pictures of the earth’s water cycle used in education and research throughout the world are in urgent need of updating to show the effects of human interference, according to new analysis by an international team of hydrology experts.


    Acqua, bene fondamentale per l’umanità

     

    L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene

     

    l'acqua bene fondamentale dell'umanità
    Le acque e l’ambiente.Risorsa acqua si è occupata in molti articoli di acqua e ambiente, il dissesto idrogeologico rimane un tema di vitale importanza per il nostro paese. Come sono utilizzate le acque e le norme di riferimento. Aspetti scientifici, normativi e amministrativi dell’uso della risorsa acqua in collaborazione con studi professionali. Come sono regolate le concessioni di derivazione dalle regioni italiane . Esplora.
     
    I cambiamenti climatici. Tutti gli articoli in cui abbiamo trattato l’argomento, le date dei convegni, i principali temi all’ordine del giorno, sempre dal nostro particolare angolo visuale.

    Il sito è curato da Cristina Arduini, esperta tecnica ambientale ed idrobiologa. Curatore del sito sulle Fontane di Milano

    In questa pagina si elencano le notizie e gli eventi, convegni ed appuntamenti interessanti per la risorsa acqua, che cambiano di volta in volta.


    20 novembre 2020

    La pianificazione della sicurezza e la promozione delle fasce fluviali. Sviluppo sostenibile e benessere dei territori


    12 novembre

    Covid-19 e ambiente

    Un utile strumento messo a disposizione di tutti  dall’Agenzia Europea dell’Ambiente che ha creato una sezione di informazione scientifica, corredata da un database di molte pubblicazioni da parte di organismi internazionali.

    Le pagine dedicate dell’Agenzia Europea dell’Ambiente ( in inglese):

    Come scrive Ambiente Informa del Sistema delle Agenzie L’Agenzia europea per l’ambiente cerca di rispondere ad alcune di queste domande sulla base delle proprie conoscenze e di quelle possedute da Eionet e altri partner attraverso una nuova sezione del proprio sito Web dedicata a questi temi.

    Anche il rapporto Segnali 2020 dell’Agenzia europea, uscito nel mese di ottobre (Verso un inquinamento zero in Europa) presenta, per ogni aspetto trattato, un focus sulla relazione Covid-19 e ambiente.

    Il rapporto Segnali è una pubblicazione annuale di facile consultazione, costituita da una serie di brevi articoli, che tratta di questioni chiave relative all’ambiente e al clima. Dopo essersi occupato, negli scorsi anni, di suolo, acqua ed energia, il Rapporto 2020 prende in considerazione diversi tipi di inquinamento e le relative fonti, e introduce, inoltre, una serie di misure volte a migliorare la qualità dell’aria ed i loro effetti positivi sulla salute, le principali pressioni che insistono sui corpi idrici d’acqua dolce e sui mari in Europa, e discute di come l’inquinamento del suolo sia ancora un problema diffuso ed in crescita.

    Foto da pixabay


    11 novembre 2020

    Sesta Giornata di Geologia e Storia – Paesaggi geologici e rischi naturali nella storia dell’arte

    Il Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia – ISPRA, la SIGEA  (Società Italiana di geologia ambientale) e la Società Geografica Italiana propongono una giornata di studio al 18 novembre on-line riguardante “I  Paesaggi geologici e rischi naturali nella storia dell’arte“.
    Tale giornata è la sesta del ciclo “Giornate di studio di Geologia e Storia”, appuntamenti organizzati per fare il punto sull’attuale stato delle conoscenze riguardo l’importanza delle fonti storiche, artistiche e cartografiche per lo studio dei fenomeni geologici e degli eventi catastrofici naturali.
    Programma

    Per seguire la diretta collegarsi al seguente link:


    27 ottobre 2020

    Che cos’è il Laboratorio REF Ricerche e a cosa serve

     E’ un laboratorio di idee che intende riunire selezionati rappresentanti del mondo dell´impresa, delle istituzioni e della finanza al fine di rilanciare il dibattito sul futuro dei Servizi Pubblici Locali. Ossia una spinta verso l’innovazione, individua le criticità in comparti estremamente importanti, ma che in Italia diamo per scontati senza un confronto corale. Il comparto dei Servizi Pubblici Locali in Italia raramente è fonte di un dibattito “sistemico”: prevalgono nella discussione contrapposizioni e dicotomie (pubblico vs. privato, stato vs. mercato, locale vs. nazionale …) quasi mai sorrette da analisi quantitative ed economiche.

    Per esperienza, indipendenza e qualità nella ricerca economica REF Ricerche è il “luogo ideale” sia per condurre il dibattito sui Servizi Pubblici Locali su binari di “razionalità economica”, sia per porlo in relazione con il più ampio quadro delle compatibilità e delle tendenze macroeconomiche del Paese.
    Si occupa di aspetti diversi essenzialmente  nell’ambito Acque, Energia, Rifiuti, come ad esempio:

    • Regolazione
    • Gestioni industriali
    • Finanziamenti
    • Investimenti
    • Legislazione SPL
    • Governance
    • Informazione
    • Tariffe
    • Cambiamento climatico
    • Economia circolare

    e pubblica rapporti su ciascun tema.


    22 ottobre 2020

    Nella “doppia anima” dell’acqua il segreto delle sue proprietà elettriche

    Come scrive l’Università della Sapienza di Roma un nuovo studio coordinato dalla Sapienza, in collaborazione con l’ENEA e il CNR, ha dimostrato sperimentalmente che la polarizzabilità dell’acqua è influenzata dalla sua particolare struttura che nella forma liquida si presenta come una miscela di due fluidi di densità diversa. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Physics Letters A, apre la strada allo sviluppo di materiali innovativi per massimizzare la trasmissione elettrica attraverso mezzi di base acquosa. Una molecola d’acqua, la cui formula chimica è H2O, è formata da un atomo di ossigeno e due di idrogeno. L’ossigeno è più elettronegativo dell’idrogeno, pertanto attrae gli elettroni di legame verso il vertice della molecola d’acqua, il quale mostra così una parziale carica elettrica negativa, mentre le estremità una parziale carica positiva (dipolo elettrico). La distribuzione ineguale delle cariche elettriche fa sì che l’intera molecola presenti una polarità che le permette di attrarre e essere attratta da altre molecole. Questa attrazione, chiamata legame idrogeno, è alla base dell’interpretazione di molte delle proprietà tipiche che la rendono una sostanza unica sulla Terra, ancora per certi versi sconosciuta e pertanto oggetto di numerose ricerche scientifiche. Il team di ricerca coordinato da Fabrizio Frezza del Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni della Sapienza Università di Roma ha dimostrato sperimentalmente che le proprietà elettriche del liquido della vita (e delle altre soluzioni acquose) sono spiegabili solo se l’acqua viene descritta come una miscela di due fluidi, con diverse caratteristiche strutturali e termodinamiche. Il lavoro è stato svolto in collaborazione con la Divisione Tecnologie Fisiche per la Sicurezza e la Salute dell’ENEA e l’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR.
    L’assunto fondamentale su cui si sono basati i ricercatori è il modello dei due fluidi, secondo cui l’acqua liquida è costituita da due componenti non separabili: una ad alta densità e una a bassa densità. L’origine dei due fluidi è da ricercarsi nell’esistenza di uno stato fondamentale, predetto dalla teoria quantistica dei campi, che coinvolge contemporaneamente molte decine di molecole. L’interazione generata in questo stato fondamentale descrive un comportamento collettivo e può essere considerata la base teorica del legame a idrogeno.
    I ricercatori hanno quindi determinato sperimentalmente le percentuali relative dei due diversi fluidi attraverso misure spettroscopiche, osservando che esse variano in relazione alla temperatura del liquido e sono modificate dalla presenza di altre sostanze disciolte in acqua. I risultati dello studio aggiungono un importante tassello alla descrizione dell’acqua come sistema a due fluidi anche a temperatura ambiente e non soltanto alle bassissime temperature, come previsto recentemente dalle simulazioni al computer. Quest’ultima osservazione può essere di grande interesse per applicazioni in ambito biologico come lo studio del protein folding (la struttura tridimensionale delle proteine che determina la loro funzionalità) e delle proprietà dielettriche delle matrici biologiche che determinano le interazioni tra campi elettromagnetici ambientali e stabilità dei sistemi viventi.


    30 settembre
    Osservatorio Lambro Lucente
    L’acqua e il territorio sono beni comuni da conoscere, salvaguardare e valorizzare, per noi e per le generazioni future. L’osservatorio per il Paesaggio Fiume Lambro Lucente, costituito ufficialmente nel 2019 ma con alle spalle molti anni di impegno ambientale del Greem, è l’espressione di una pluralità di soggetti che si riconoscono nei principi enunciati dallo statuto e rappresentano quella parte di società civile che fa della salvaguardia ambientale un obiettivo irrinunciabile. Attraverso l’azione qualificata dei propri soci e la collaborazione con le Istituzioni, si adopera per avviare processi virtuosi di cambiamento attraverso lo studio e l’elaborazione di proposte per un modello di vita più sostenibile.Negli incontri on line sotto descritti e dedicati ai beni comuni, vengono messe a confronto varie esperienze di monitoraggio civico a supporto delle istituzioni, che vedono coinvolti studenti e cittadini, attraverso l’utilizzo di strumenti autocostruiti e della semplice osservazione visiva.


    24 settembre 2020

    Agricoltura, calcolato il valore dell’acqua su scala globale

    (Ansa): Quantificato su scala globale il valore dell’acqua usata per l’irrigazione: in media è pari a 0,23 dollari per metro cubo, ma varia in base al tipo di coltura, al suo prezzo e all’ubicazione. Lo dimostrano i modelli idrologici globali ad alta risoluzione sviluppati dai ricercatori del Politecnico di Milano, che hanno condotto lo studio insieme ai colleghi dell’Università della California a Berkeley.

    I risultati, pubblicati sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas), aiuteranno gli investitori del settore agroalimentare interessati all’acquisto di terreni e del diritto all’acqua ad essi associato, ma anche gli agricoltori e le comunità rurali che negoziano la vendita dei loro terreni o di diritti e concessioni d’acqua.


    24 settembre 2020

    Le due facce dell’acqua liquida sottozero ( da Le Scienze)

    Uno studio sperimentale ha dimostrato che, in opportune condizioni, al di sotto di zero gradi Celsius e fino a temperature estremamente basse l’acqua può esistere allo stato liquido grazie alla formazione di due varianti strutturali che coesistono in equilibrio tra loro.

    Un altro articolo, apparso su un giornale on-line parla anche dell’effetto l’effetto Mpemba.


    23 settembre 2020

    Inquinanti emergenti nelle acque

    L’evento si svolgerà online il 12 ottobre 2020, dalle ore 14.30 alle ore 17.30. Per partecipare è necessario iscriversi all’evento.

    Il volume “Inquinanti Emergenti” (249 pagine) sarà scaricabile gratuitamente in pdf nel sito del Cluster LE2C dopo il 12 ottobre.


    16 settembre 2020

    Moda e tessile per lo più “ciechi” ai rischi dell’inquinamento idrico

    Come scrive Regione e Ambiente sul suo sito, secondo un Rapporto di CDP, Carbon Disclosure  Project (CDP), Ong Internazionale che fornisce a imprese, autorità locali, governi e investitori un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale per ridurre le emissioni di gas serra, salvaguardare le risorse idriche e proteggere le foreste, solo 1 azienda su 10 del settore della moda mostra consapevolezza dei rischi correlati allo inquinamento idrico lungo l’intera catena del valore, mentre il business case indica in 180 milioni di dollari i risparmi che potrebbero derivare dal miglioramento di immagine del marchio e da investimenti su materiali sostenibili, senza contare i risparmi per sanzioni correlate al mancato rispetto di normative ambientali sempre più stringenti. Anche se i tentativi ci sono.


    United In Science: A multi-organization high-level compilation of the latest climate science information.

    Un utile riassunto con grafici della situazione mondiale delle informazioni sulla scienza del clima, come scrive Arpat Toscana sul suo sito, da cui è anche possibile scaricare il rapporto, molto interessante, in inglese.


    L’erosione del suolo e il cambiamento climatico: il contributo dei dati e dell’infrastruttura del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici


    I cambiamenti climatici nel Territorio transfrontaliero

    Il progetto CClimaTT si occupa di approfondire le tematiche legate al cambiamento climatico nell’area transfrontaliera che comprende i Parchi
    nazionali Mercantour ed Ecrins in Francia e, per l’Italia, dell’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime, del Parco fluviale
    Gesso e Stura e l’area delle Colline del Barolo ricadente nel Sito UNESCO Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e di Monferrato.


    Rapporto di Munich RE

    The coronavirus pandemic needs to be a lesson to us all: We must take action more rapidly and vigorously to ensure that we are not as unprepared as we were with COVID-19 for risks such as cyber attacks or climate change. It is possible to better safeguard against the financial consequences of such risks for the benefit of humanity. It needs to be clear that systemic risks like pandemics also require systemic countermeasures – for instance, the creation of state-backed risk pools to make uninsurable risks bearable.
    Torsten Jeworrek

    Il Water Museum of Venice è lieto di invitarti
    Domenica 13 settembre • 10:00 • Sala B. COSTANTINI

    I patrimoni liquidi e forestali del bacino della Piave
    per uno sviluppo più sostenibile.

    L’incontro mira ad approfondire le opportunità progettuali legate ai temi della gestione delle foreste e dell’acqua, dello sviluppo sostenibile e dei patrimoni naturali e culturali collegati all’elemento liquido, nelle declinazioni uniche e irripetibili che caratterizzano molti dei territori ricadenti nel bacino del fiume Piave.Oggi è possibile valorizzare maggiormente su scala mondiale tali patrimoni unitamente agli aspetti produttivi, se opportunamente collegati all’Agenda 2030, agli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile e al Green Deal della Commissione Europea.
    Partendo dal patrimonio forestale della Serenissima e dai sistemi di gestione collegati all’uso sapiente dell’acqua, tramite avanzatissimi opifici idraulici e l’efficiente trasporto basato sulla fluitazione nel Piave, si discuteranno sia i possibili ambiti di valorizzazione del contesto storico ereditato in chiave eco-museale, sia il collegamento dello stesso a nuovi sistemi di produzioni volti a conferire un valore aggiunto alla risorsa legno.

    Evento promosso dalla Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua, dal Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua e dal Water Museum of Venice in collaborazione con Veneto Agricoltura, Venetian Cluster e Consorzio BIM Piave.

    Programma
    Interventi di Giustino Mezzalira (Coordinatore Comitato Scientifico del Festival delle Foreste) e Eriberto Eulisse (Direttore della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua e del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua).
    Dibattito con la partecipazione di Pierluigi Svaluto Ferro, Rappresentante del Consorzio BIM Piave e Gian Angelo Bellati, Presidente di Longarone Fiere Dolomiti e del Venetian Cluster.


    La relazione annuale di ARERA

    L’Autorità di Regolazione per Energia  Reti e Ambiente (ARERA)  ha messo online la Relazione annuale 2019 con  i dati 2019 relativi ai servizi pubblici per elettricità, gas, acqua, rifiuti.


    Luglio 2020

    Scienza: il Rapporto “Science, The Endless Frontier” dopo 75 anni

    tratto da Regioni e Ambiente:

    Il 25 luglio di 75 anni fa, il Dott. Vannevar Bush, Direttore dell’Ufficio per la ricerca e lo sviluppo in ambito scientifico dell’Amministrazione USA, consegnava al Presidente Harry Truman il Rapporto che gli era stato commissionato nel novembre 1944 dal suo predecessore Roosevelte che aveva titolato “Science, The Endless Frontier”  (Scienza, frontiera infinita), rievocando il mito della “frontiera” che per la storia americana è uno spazio sterminato che si apre alle opportunità, laddove per gli europei indica un luogo di confine che racchiude un territorio.

    Il testo è considerato un Manifesto sul ruolo centrale che la ricerca scientifica deve assumere e sul sostegno finanziario che i Governi devono assicurare se vogliono garantire un futuro ai propri Paesi, lasciando che gli  scienziati possano realizzare le proprie ricerche in piena libertà ed autonomia, anche quando gli studi non abbiano un’immediata ricaduta pratica.

    Quel documento è stato recentemente paragonato in un articolo a firma della Presidente di National Accademies of Science a una sorta di “Tavole consegnate a Mosé sul Monte Sinai“.


    Un riassunto dei shock ecologici che hanno portato conseguenze positive secondo il WWF, che ha anche aperto una consultazione on line per il mondo che verrà


    Aqua fons vitae: il Vaticano pubblica un documento sui temi dell’acqua

    Come scrive  ArpatToscana nelle notizie, il 30 marzo 2020 il Vaticano e precisamente il Dicastero per il servizio dello Sviluppo Umano integrale ha pubblicato un documento sulla gestione dell’acqua evidenziandone tre aspetti fondamentali, sempre legati all’aspetto umano. Con questo rapporto il Dicastero propone una serie di soluzioni che si spera possano essere discusse nei prossimi appuntamenti internazionali in tema acqua, come la UN Ocean Conference, il World Water Forum, la World Water Week.


    Allarmi inascoltati

    Propongo un articolo uscito recentemente che riguarda la diffusione dei virus nel mondo e dell’atteggiamento dell’umanità nei confronti del problema. Da sempre penso che ci sia un legame tra comportamento umano, inquinamento, cambiamento climatico e malattie e penso che la questione vada sempre approfondita.

    Un articolo di Francesco Memo uscito sulla rivista DoppioZero riassume molto precisamente la cronistoria degli allarmi che periodicamente e fin dagli anni 80 del secolo scorso, gli scienziati lanciavano a livello mondiale. Il primo a parlarne fu Edwin Kilbournecome racconta Robin Marantz Henig nel suo libro del 1994 “A Dancing Matrix: Voyages Along the Viral Frontier”.


    Nel 2019 il clima ha provocato il triplo degli sfollamenti rispetto alle guerre

    Cosi è il titolo dell’articolo pubblicato su Euronews che riassume il rapporto del Centro di monitoraggio degli spostamenti interni negli Stati mondiali. Qui si può scaricare il rapporto completo


    50 anni di “Giornata della Terra” il 22 aprile 2020

    Sarà una giornata molto particolare con celebrazioni virtuali per i 50 anni di un evento che dovrebbe ricordarci che non abbiamo una Terra B, ma una sola e dobbiamo averne straordinariamente cura.

    Sul sito dedicato si trovano centinaia da seguire


    Un commento su Nature del 5 marzo 2020 sullo spreco di tempo effettuato nella lotta al cambiamento climatico. E del poco che rimane.


    Sommario, in italiano, del rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2018.

    Un interessante rapporto sulle soluzioni naturali proposte che possono ridurre drasticamente alcuni costi nella gestione, ormai inderogabile, del cambiamento climatico. Anche se , purtroppo, alcuni dati sono veramente vecchi.

    Il testo completo in inglese è reperibile sul sito dell’Unesco


    Nel dicembre 2017  è stato pubblicato un secondo avviso all’umanità dall’Alleanza degli Scienziati Mondiali

    Non che sia servito a molto. Probabilmente il Covid-19 è riuscito dove la logica ha fallito.

    Wikipedia in italiano riassume la storia.

    Foto di Pete Linforth da Pixabay


    un video dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia

    https://youtu.be/kiY3kU3Mqdw


    Un atlante mondiale  sugli acquedotti

    Un sito dedicato con una serie di libere informazioni voluto da un insieme di Enti, associazioni a livello mondiale.

    22 marzo 2020

    Una strana giornata mondiale dell’acqua e quasi profetica come sottotitolo:

    ACQUA E CAMBIAMENTO CLIMATICO

    • Istat, come ogni anno, pubblica sul suo sito la situazione idrica del paese, dove sono disponibili anche tavole e grafici
    • Il rapporto, in inglese e francese, dell’Onu sul loro sito. E’ possibile leggerlo direttamente o scaricare il PDF

    Nei giorni scorsi è uscito un commento su Nature, che consiglio di leggere


    Tratto da Greenreport.it

    Il nuovo e terrificante (nota della sottoscritta) WMO Statement on the State of the Global Climate in 2019, pubblicato dalla World meteorological organization (Wmo) e da una vasta rete di partner si occupa in particolare delle manifestazioni fisiche del cambiamento climatico, come l’aumento delle ondate di caldo terrestri e oceaniche, l’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare, e la fusione dei ghiacci. Alla Wmo spiegano che «Riunisce delle informazioni sugli impatti dei fenomeni meteorologici e climatici sullo sviluppo socio-economico, la salute, le migrazioni e gli spostamenti di popolazione, la sicurezza alimentare e gli ecosistemi».

    Alla fine della pagina c’è un video da guardare


    Su Scientific American un collegamento tra ambiente contaminato e pandemie


    da Regioni e Ambiente

    Il nuovo Rapporto “Floodplains: a natural system to preserve and restore”, pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente il 3 marzo 2020, sottolinea come le pianure alluvionali naturali e indisturbate d’Europa siano sottoposte a una crescente pressione ad opera dello sviluppo umano, mettendo a rischio i ruoli ambientali unici che svolgono durante i cicli di alluvione.

    Il Rapporto riporta i risultati di studi che dimostrano come fino al 90% delle pianure alluvionali siano state degradate dal punto di vista ambientale negli ultimi due secoli a causa della protezione strutturale delle inondazioni, del raddrizzamento dei fiumi, della frammentazione delle zone umide delle pianure alluvionali, dell’uso dei terreni agricoli e dell’urbanizzazione.

    Foto di Roman Grac da Pixabay


    World Economic Forum Annual Meeting

    WEF 2020 di Davos e  l’annuale Rapporto “Global Risks”

    Tratto da Regioni Ambiente

    Per la prima volta da quando il Rapporto viene redatto, i primi 5 rischi globali che vengono percepiti come possibili eventi nel corso dei prossimi 10 anni sono tutti ambientali:
    1. Eventi meteorologici estremi con gravi danni a beni, infrastrutture e perdite di vita umana.
    2. Fallimento delle politiche di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici da parte di Governi e Imprese.
    3. Catastrofi naturali come terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche e tempeste geomagnetiche.
    4. Perdita di biodiversità e collasso dell’ecosistema (terrestre o marino), con conseguenze irreversibili per l’ambiente e grave impoverimento delle risorse umane e industriali.
    5. Danni ambientali e catastrofici causati dall’uomo, compresi i reati ambientali, quali fuoriuscite di petrolio e contaminazione radioattiva.

    Altri rapporti del WEF


    I Canali storici europei

    A seguito del convegno organizzato al Castello Sforzesco di Milano il 6 febbraio 2020 nel corso del quale è stato proposto  di proporre Milano come sede del Centro Europeo dei Canali Storici, è stata presentata la carta dei Canali Storici.  


    La sfida decisiva di questo secolo

    La presente relazione l’ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2020 (SOER 2020) è pubblicata in un momento cruciale nel quale ci troviamo ad affrontare sfide di sostenibilità urgenti che richiedono soluzioni sistemiche  tempestive. Questo è il messaggio inequivocabile per i responsabili delle politiche in Europa e a livello globale.
    La sfida fondamentale di questo secolo è il modo in cui conseguiamo lo sviluppo nel mondo tenendo in equilibrio valutazioni di carattere sociale, economico e ambientale. 

    Cosi comincia la relazione di sintesi presentata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente sullo stato ambientale dei paesi UE.

    La sintesi in italiano

    La pagina con il rapporto completo in inglese, video e infografiche

    Commenti di Arpa Toscana

    Commenti di SNPA

    Commenti di Ispra

    Commenti di Regioni Ambiente


    ISTAT ha pubblicato un rapporto su “Utilizzo e qualità della risorsa idrica in Italia“. Il volume offre un primo quadro sull’utilizzo di risorse idriche in Italia a partire dai dati raccolti ed elaborati dall’Istituto. Dove disponibili, sono state analizzate le serie storiche al fine di studiare l’evoluzione dei fenomeni legati all’uso dell’acqua. L’analisi prende in esame i diversi tipi di uso dell’acqua (civile, industriale e agricolo) e si sviluppa, dal punto di vista territoriale, sia a livello nazionale sia, ove possibile, a livello regionale, a livello di distretto idrografico e a livello comunale. ( tratto da L’Hub)

    Qui scarica il rapporto Istat


    Storie d’acqua
    Contado di Milano: dalla formazione della pianura alla civiltà dei fontanili e dei navigli lombardi

    Come racconta Hoepli, dal cui sito si acquista il libro di Gabriele Pagani, che narra dei corsi d’acqua del capoluogo lombardo visti attraverso la fondamentale documentazione d’archivio e delle risultanze archeologiche. Fiumi, canali, fontanili sono raccontati fin dalla più remota antichità. Così Milano scopre che ha un naviglio di epoca romana, la Vepra, ma ha anche navigli sconosciuti o perché ormai coperti e dimenticati, o perché progettati (nel ‘500, secolo d’oro per queste infrastrutture) e mai realizzati, come il naviglio tra Como e Milano, Varese e Milano, il Naviglio del sale, per il collegamento tra la città e il Po e poi l’Adriatico con il porto di Venezia.
    Il saggio dà spazio – nell’esteso pianeta acque – alle terme imperiali di epoca romana e, anche, alle acque oligominerali, scoperte per caso durante gli scavi di pozzi presso l’Arena e per le quali viene progettato, a metà del secolo scorso, uno stabilimento termale per i milanesi, mai però realizzato.


    Surface air temperature for October 2019


    Report SNPA -Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2019

    Il Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” è un prodotto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo. Il Rapporto, insieme alla cartografia e alle banche dati di indicatori allegati elaborati da ISPRA, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo e permette di valutare l’impatto del consumo di suolo sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.


    Report SNPA – Gravi danni all’ambiente in 30 aree del Paese

    Per la prima volta in Italia si fornisce un resoconto nazionale delle istruttorie tecnico-scientifiche per danno ambientale aperte da ISPRA e da SNPA nel biennio 2017-2018 su incarico del Ministero dell’ambiente. Scaricabile il rapporto completo.


    Sito Agenzia europea Ambiente  “Signals” rapporti pubblicati su temi diversi:

    Signals 2019: Suolo e Territorio

    Non possiamo vivere senza terra e suolo salubri. È sulla terra che produciamo la maggior parte del nostro cibo e costruiamo le nostre case. Per tutte le specie – animali e piante che vivono sulla terra o sull’acqua – la terra è vitale. Il suolo – una delle componenti essenziali della terra – è un elemento molto complesso e spesso sottovalutato, pieno di vita. Sfortunatamente, il modo in cui attualmente utilizziamo terra e suolo in Europa e nel mondo non è sostenibile. Ciò ha un impatto significativo sulla vita sulla terra.

    We cannot live without healthy land and soil. It is on land that we produce most of our food and we build our homes. For all species — animals and plants living on land or water — land is vital. Soil — one of the essential components of land — is a very complex and often undervalued element, teeming with life. Unfortunately, the way we currently use land and soil in Europe and in the world is not sustainable. This has significant impacts on life on land.

    Nella stessa pagina è possibile scaricare il PDF del rapporto e di quelli degli anni precedenti.

    Foto da Pixabay


    LE ACQUE IN EMILIA ROMAGNA

    La Regione Emilia – Romagna  è, dal punto di vista idrologico, un territorio complesso; l’acqua si presenta  in molte differenti forme, che  interagiscono tra loro formando un complesso intreccio di corpi idrici, superficiali e sotterranei, che modellano e caratterizzano la morfologia ed il paesaggio. La Regione ha predisposto da tempo interventi, controlli e piani, dedicandoci un sito apposito, suddiviso secondo le tipologie delle acque.

    Nel 2013 si è concluso il progetto europeo WATER CoRe , incentrato sulla scarsità idrica e siccità ed in sintesi ha l’obiettivo di individuare misure sostenibili e durevoli per affrontare la carenza idrica, la siccità e gli effetti del cambiamento climatico nelle regioni d’Europa, e favorirne un efficace trasferimento e una concreta applicazione territoriale.
    La tutela delle acque superficiali e sotterranee  si basa su attività di pianificazione, gestione, controllo e valutazione di questi corpi idrici. La Regione elabora e predispone gli indirizzi e le linee per lo sviluppo delle reti di monitoraggio quali-quantitative, la definizione delle banche dati e la valutazione dei risultati rilevati. Fin dal 1976 è stata istituita una prima rete di monitoraggio delle acque sotterranee, limitatamente al controllo della piezometria  ( livelli di falda) e della conducibilità; nel 1987-88 sono stati aggiunti una serie di nuovi pozzi e le indagini sono state ampliate anche alla componente qualitativa.

    La Regione ha  pubblicato un portale di dati ambientali molto aggiornato. Il sito Dati ambientali dell’Emilia-Romagna è nato con l’obiettivo di apportare un’innovazione all’interno del sistema reportistico ambientale regionale attraverso la creazione a partire da un report di tipo statico, “l’Annuario regionale dei dati ambientali”, di una sua corrispondente versione web.


    DATI

    Per le  acque sotterranee sono a disposizione sul sito della Regione Emilia Romagna carte delle riserve idriche ( vedi qui), mentre sul Geoportale sono reperibili le carte geologiche e i dati del censimento relativo alle acque interne .Altri dati sul sito di ARPAE Emilia Romagna.

    Nel settembre 2020 partendo dalla raccolta di oltre 300 segnalazioni di sorgenti libere con peculiare mineralizzazione (in massima parte, sulfuree) e di sorgenti e pozzi di acque minerali e termali “storiche” (documentati nelle richieste di concessione e nei permessi di ricerca anteriori al 1999), è stata realizzata una nuova banca dati che raccoglie informazioni relative ad acque sotterranee dalle caratteristiche chimico-fisiche diverse dalla norma. Il nuovo strato informativo offre una panoramica su questa risorsa naturale, utilizzabile anche come contributo ai quadri conoscitivi per la pianificazione territoriale e per l’individuazione dei servizi ecosistemici (ad esempio legati all’aspetto turistico, storico e culturale), in attuazione della L.R. 24/2017. Verrà predisposto per la pubblicazione sulla piattaforma Minerva della Direzione generale Cura dell’ambiente e del territorio della Regione e documenta, nel settore montano della regione, le manifestazioni naturali (sorgenti) e le captazioni (sorgenti e pozzi) di acque sotterranee in massima parte “fredde” e aventi un insieme di caratteri chimici naturali tali da renderle peculiari. La nuova banca dati è illustrata da un report che offre informazioni dettagliate sulla classificazione utilizzata e sul confronto con altri fenomeni geologici riconducibili a manifestazioni naturali storicamente note nell’area appenninica della nostra regione.

    I tre siti Web di cartografia interattiva per la consultazione delle carte dei suoli e carte tematiche derivate della regione Emilia-Romagna sono i seguenti:

    • CARTPEDO –  carte prodotte dal settore Suolo della Regione Emilia Romagna.
    • WEBGIS – sono presenti tematismi puntuali, come dati ambientali, analisi terreni  e le stazioni di misura della falda.
    • CATALOGO – su questo sito sono disponibili: disegno appezzamenti, piano di concimazione, riconoscimento suoli aziendali, carta dei suoli 1:50.000, dati analisi terreni.

    Si segnalano in particolare:

    Presente un elenco di tutti i tematismi consultabili e scaricabili.

    Per tutte le 20 regioni italiane, sono indicati i siti Web di cartografia interattiva in cui sono disponibili carte dei SUOLI e carte tematiche derivate e dove scaricare i dati.

    PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

    Il Piano di Tutela delle Acque (PTA), conformemente a quanto previsto dal D. Lgs. 152/99 e dalla Direttiva europea 2000/60 (Direttiva Quadro sulle Acque), è lo strumento regionale volto a raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale nelle acque interne e costiere della Regione, e a garantire un approvvigionamento idrico sostenibile nel lungo periodo.


     AUTORITA’ DI BACINO E DISTRETTI IDROGRAFICI

    Sempre in ottemperanza alla Direttiva 2000/60/CE, il territorio dell’Emilia-Romagna ricade in tre Distretti Idrografici, quello Padano, quello dell’Appennino Settentrionale e quello dell’Appennino Centrale. Per il territorio di competenza della Regione Emilia-Romagna l‘Autorità di Bacino del fiume Po, l’Autorità di Bacino dell’Arno e l’Autorità di Bacino del fiume Tevere hanno coordinato e redatto i Piani di Gestione della Acque rispettivamente per il Distretto Idrografico Padano, Appennino Settentrionale e Appennino Centrale, che sono stati adottati in sede di Comitato Istituzionale delle Autorità di Bacino Nazionali i Piani di Gestione dei Distretti Idrografici Padano, Appennino Settentrionale e Appennino Centrale, rispettivamente con:

    – Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po n. 1 del 24/02/2010

    Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Arno n. 206 del 24/02/2010

    – Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Tevere n. 1 del 24/02/2010.

    Alle Autorità di Bacino è attribuito il compito di pianificazione e di programmazione al fine di fornire uno strumento – il Piano di bacino – per il governare unitario del bacino idrografico. La Regione Emilia-Romagna ha dato attuazione ai principi introdotti dalla legge 183/1989 e oggi, nel suo territorio, sono costituite ed operanti le seguenti Autorità di bacino: Autorità di Bacino interregionale Marecchia e ConcaAutorità di Bacino interregionale Reno ,Autorità dei Bacini regionali Romagnoli  Autorità di Bacino del Fiume PoAutorità di Bacino del Fiume Tevere.

    Nella seduta del 17 dicembre 2015 il Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino ha approvato (con propria Deliberazione n. 8/2015) la Direttiva “Valutazione del rischio ambientale connesso alle derivazioni idriche in relazione agli obiettivi di qualità ambientale definiti dal Piano di gestione del Distretto idrografico Padano” (di seguito brevemente definita “Direttiva Derivazioni”), il cui testo è scaricabile dal sito web dell’Autorità.

    La Direttiva Derivazioni introduce un metodo di valutazione delle derivazioni di acque superficiali o sotterranee finalizzato alla verifica della compatibilità delle derivazioni stesse rispetto agli obiettivi di tutela ed alle previsioni contenuti nel Piano di Gestione del Distretto idrografico (“PdGPo”) e, più in generale, rispetto alla normativa di settore, in conformità alle previsioni di cui all’art. 12 bis, comma 1, lettera a del R.D n. 1175/1933 nonché alle finalità di controllo di cui all’art. 7, comma 2 del medesimo Regio Decreto.

    L’applicazione della Direttiva Derivazioni costituisce quindi la condizione minima necessaria per verificare la compatibilità delle derivazioni oggetto delle istanze di nuova concessione o di rinnovo di quelle preesistenti rispetto alle finalità ed agli obiettivi prevsti dalle suddette disposizioni di legge e di Piano, nonché rispetto alle prescrizioni formulate in sede comunitaria.

    L’applicazione di detta Direttiva è obbligatoria per tutte le istanze di nuova derivazione e di rinnovo presentate dal 12 gennaio 2016. Per le istanze in corso di istruttoria alla data di adozione, al Direttiva assume il valore di linea guida a supporto della valutazione di compatibilità della derivazione rispetto agli obiettivi del PdGPo vigente.


    AIPO- AGENZIA INTERREGIONALE FIUME PO

    Mentre l’Agenzia Interregionale per il fiume Po –  AIPo, con quattro leggi approvate dai Consigli Regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, è stata istituita, dal 2003,  ente strumentale delle quattro Regioni, che raccoglie l’eredità del disciolto Magistrato per il Po (istituito nel 1956) e cura la gestione del reticolo idrografico principale del maggiore bacino idrografico italiano, occupandosi, essenzialmente, di sicurezza idraulica, di demanio idrico e di navigazione fluviale.

    Per svolgere tali funzioni, AIPo è articolata con sedi territoriali nel bacino – da Torino (Moncalieri), fino a Rovigo – e ha la sua sede principale a Parma. Dal suo sito è accessibile il geoportale che raccoglie i dati delle regioni interessate riguardanti il reticolo maggiore. In diretta sono disponibili i dati del monitoraggio idrografico e la possibilità di estrapolare i dati storici.


    SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E AUTORITA’ IDRICA

    Il Servizio Idrico Integrato, è l’insieme dei diversi segmenti di gestione dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione d’acqua a usi civili, di fognature e depurazione delle acque reflue.

    Il Servizio in genere viene fornito da un gestore che può essere pubblico o privato, anche se ormai a seguito del referendum del 2011 in Italia si tende ad una gestione pubblica.

    Con la L.R. 23/2011 la Regione Emilia-Romagna ha adempiuto alle prescrizioni della L 191/2009 prevedendo l’individuazione di un unico Ambito territoriale ottimale comprendente l’intero territorio regionale (ed eventualmente in casi particolari anche Comuni esterni limitrofi al confine regionale) e riattribuendo le funzioni delle vecchie Agenzie provinciali ad un nuovo organismo pubblico dotato di autonomia amministrativa, contabile e tecnica, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti.

    L’Agenzia , tramite i suoi organi provvede ad una serie di compiti e controlli ed ha raggruppato gli ex Ato ( Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini e Forlì- Cesena). L’Agenzia mantiene i rapporti con l’Autorità del Gas e dell’Energia, autorità cui è stata demandata anche la regolazione nazionale del servizio idrico nazionale. La tariffa idrica viene definita sulle base dei dettami sempre dell’Autorità, mentre la tutela dell’utente è affidata ad un Comitato consultivo degli utenti e dei portatori di interesse ai fini del controllo della qualità del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani.


    AGENZIA PER LA PREVENZIONE, L’AMBIENTE E L’ENERGIA  (ARPAE)

    Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l´energia dell´Emilia-Romagna (Arpae), che integra le funzioni di Arpa (istituita con la legge regionale n.44 del 1995) e dei Servizi ambiente delle Province, è stata istituita con legge regionale n.13/2015 ed è operativa dal primo gennaio 2016.
    Arpae esercita, in materia ambientale ed energetica, le funzioni di concessione, autorizzazione, analisi, vigilanza e controllo, nelle seguenti materie: risorse idriche; inquinamento atmosferico, elettromagnetico e acustico, e attività a rischio d´incidente rilevante; gestione dei rifiuti e dei siti contaminati; valutazioni e autorizzazioni ambientali; utilizzo del demanio idrico e acque minerali e termali.
    Per le acque vi sono dati di monitoraggio e report annuali sia per le sotterranee che per le superficiali. (Vedi esempio)

    Consistenza della rete per tipologia di monitoraggio e per provincia


    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    La Regione esercita direttamente le funzioni di gestione dei beni del demanio idrico, come stabilito dall’art. 141 della Legge Regionale 21 aprile 1999, n. 3 e con apposito regolamento disciplina il procedimento di concessione (Regolamento Regionale n.41/2001).

    Dal 1 maggio 2016 i Servizi Tecnici di Bacino (STB) della Regione Emilia-Romagna, che dal 2002 avevano il compito di esercitare i compiti relativi al rilascio delle concessioni di derivazione d’acqua  sono stati soppressi e le loro funzioni demandate alle Strutture Autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae e all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

    All’Agenzia regionale  per la sicurezza territoriale e la protezione civile sono demandati i compiti riguardanti la prevenzione del dissesto idrogeologico e sicurezza idraulica, servizio di piena, nonché il nullaosta idraulico, i pareri previsti dalla normativa di settore e le funzioni in materia di trasporto marittimo e fluviale.

    Alle Strutture Autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae le aree demaniali mediante il rilascio delle concessioni; le risorse idriche mediante il rilascio delle concessioni per gli usi extradomestici e la “presa d´atto” per gli usi domestici.

    Le concessioni demaniali acqua e suoli sono quindi passate alle nuove strutture di ARPAE.
    Qui la nuova modulistica per concessioni, comunicazioni e richieste.

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    CONSORZI DI BONIFICA

    I consorzi presenti sul territorio regionale sia di primo, secondo e di miglioramento fondiario sono i seguenti:

    LISTA PUBBLICAZIONI

    Si fornisce l’elenco delle pubblicazioni effettuate negli anni, quali contributo alla conoscenza del territorio milanese e della città metropolitana. Le pubblicazioni, divulgate, tra l’altro, in forma gratuita dalla allora Provincia di Milano ora Città Metropolitana di Milano, sono di vari autori e sono in corso di digitalizzazione, ove possibile. Per altre fonti, come atti di convegno o riviste di settore, la prestazione d’opera da parte degli autori è avvenuta gratuitamente e pertanto libera di riproduzione, citando la fonte.
    Si sottolinea che il PDF fornito è liberamente scaricabile e nel caso vengano utilizzati i dati inseriti la fonte deve essere obbligatoriamente citata per non incorrere in sanzioni.
    Si è scelto di lasciare un lungo elenco per consentire di avere una visione generale: la lista è suddivisa in due parti, al momento. Una che riguarda, come autore sia principale che collaboratore Cristina Arduini, l’altra Andrea Zelioli sia come autore che come collaboratore. I temi trattati riguardano sia la gestione della risorsa idrica, la sua qualità e quantità, progetti proposti ed effettuati, censimenti, sia la bonifica di siti contaminati.


    Arduini C. Le eccellenze di Milano sono anche sotto i nostri piedi” Servizi a rete maggio-giugno 2019 pagg. 75-78

    Arduini C., Zelioli A. “ Il profondo dissesto idrogeologico italiano” Servizi a rete settembre-ottobre 2018 pagg. 72-76

    Arduini C. City Life: un sistema condominiale” – Servizi a rete gennaio-febbraio 2018 pagg. 50-54

    Arduini C. “Il Depuratore di San Rocco a Milano e la sfida dell’innovazione” – Servizi a rete maggio-giugno 2017 pagg.85-88

    Arduini C., Zelioli A. “Le acque parassite e la situazione milanese“- Panta Rei n.2 – Giugno 2016 pagg. 44-46

    Arduini C., et alii (2015): “Contributo alla Carta di Milano n.100”-  www.cartadimilano.it, luglio 2015.

    Arduini C., Fasoli M., Gangemi M. “Risorse idriche sotterranee e fonti di energia in Provincia di Milano – Sud Milano Storia e prospettive di un territorio, 2009

    Sistema Informativo Falda: “L’acqua per l’agricoltura nella Provincia di Milano 2010

    Sistema Informativo Falda: “L’utilizzo delle acque di falda per la produzione di energia nella Provincia di Milano” 2010

    Sistema Informativo Falda: “Lo stato quantitativo delle acque sotterranee nella Provincia di Milano 1997-2007 ” 2010

    Arduini C., Porto G., Zelioli A., Gangemi M., Carraro E. , Dadomo A., Martinelli G.”Progetto nitrati: risultati preliminari del monitoraggio idrochimico ed isotopico Provincia di Milano, maggio 2008

    Arduini C., Carraro E., Gangemi M., Di Palma F. “Sistema Informativo Falda:dalla banca dati ai progetti di studio sulla qualità delle risorse idriche sotterranee” Convegno Geologia Urbana- novembre 2007.

    Arduini C., Andrea Dadomo, Giovanni Martinelli, Giovanni Porto, Roberto Sogni, Andrea Zelioli Isotopic prospection in high vulnerability area of the Milano Province (Northern Italy” – Convegno internazionale geologia- Lisbona 2007.

    Giovanni Porto, Stefano Mauri, Arduini C.– “Nuova carta della vulnerabilità della falda ai nitrati come strumento della pianificazione delle risorse idriche e gestione delle emergenze “– Convegno Asita 2006, Bolzano.

    Arduini C.., Bellani A., Di Palma F.”Stato delle acque sotterranee per singolo comune”- Provincia di Milano Direzione Centrale Ambiente, settembre 2002.

    AA.VV. : “Fenomeni di contaminazione delle acque sotterranee nella Provincia di Milano” – Provincia di Milano, aprile 2002

    AA.VV. : “Fenomeni di contaminazione delle acque sotterranee nella Provincia di Milano: risultati” – Provincia di Milano, aprile 2002

    Romano E., Di Palma F., Airoldi R., Arduini C., Giudici M., Ponzini G. Sperimentazione sul sistema acquifero della centrale Lambro (Milano)”- Acque Sotterranee – fasc.76, aprile 2002.

    Di Palma F., Beretta G.P., Rosti G., Arduini C. “Base dell’acquifero tradizionale – Quaderni della Provincia di Milano, ottobre 2001

    Di Palma F., Arduini C. ” Il Ciclo dell’acqua- pagina 1 pagina 2“- Poster della Provincia di Milano, 2000

    Albert L., Francani F., Masetti M., Parri A. ” Valutazione del livello massimo raggiungibile della falda nel Comune di Milano” Quaderni di Geologia Applicata – Pitagora editrice Bologna 2000

    Rosti G., Arduini C., Di Palma F. ” Le risorse idriche sotterranee nella Provincia di Milano – Vol.2: Stato qualitativo delle acque, anni 1990-1996-1997”, Provincia di Milano, maggio 2000. Le sezioni allegate sono scaricabili in formato PDF ( file di grosse dimensioni)

    Aa.Vv. “Ruolo della Provincia nell’affrontare il fenomeno dell’innalzamento della falda nella città di Milano – Provincia di Milano, 1999

    Arduini C., Di Palma F., Rosti G. “Aumento dei nitrati e innalzamento della falda: situazione nell’area a nord di Milano anni 1990 – 1997 ” – Provincia di Milano, maggio 1998

    Peterlongo G., Rosti G., Arduini C., Di Palma F. “Monitoraggio delle falde: Reti di controllo piezometrico – Provincia di Milano, marzo 1998

    A.a.V.v “Breve aggiornamento sull’andamento dei livelli piezometrici della prima falda nel Comune di Milano” Provincia di Milano- luglio 1997

    Aa.Vv. Gruppo di coordinamento per l’innalzamento della falda nel Milanese – Sintesi delle elaborazioni predisposte dagli uffici provinciali per la progettazione di massima degli interventi di propria competenza” – Provincia di Milano, marzo 1997

    Aa.Vv.  “Nitrati in falda anni 1990 -1995 “– Provincia di Milano, gennaio 1997.

    Aa.Vv: “Rete di rilevamento anni 1992-1995 “- Provincia di Milano, gennaio 1997.

    Rosti G.,Raimondi P., Raffaelli L. ” Valutazioni sull’innalzamento della falda nella città di Milano nei primi anni ’90 – Convegno Geofluid 1996 Piacenza

    Provincia di Mílano, Ass,to all’Ambiente, U.O.Tecnica Progetti Speciali e Politenico di Milano, D.S.TM. – Sez.Geologia Applicata: “Le risorse idriche sotterranee nella Provincia di Milano Vol.l: Lineamenti idrogeologici ” Provincia di Milano, dicembre 1995.

    Arduini C. “Presenza di nitrati nelle acque di falda – anni 1989-1993″ Provincia di Milano, Assessorato all’Ambiente —1995.

    Rosti G., Raffaelli L., Colombo F. “Proposta metodologica per la determinazione degli standard di qualità dei terreni per la salvaguardia della qualità delle acque sotterranee” – Provincia di Milano, gennaio 1995

    Calloni – F. Colombo  – L. Raffaelli – Rosti G. “Prima Sintesi delle principali situazioni d’inquinamento della falda in Provincia di Milano” – Provincia di Milano gennaio 1994.

    Aa. Vv.  “Acqua sotto i piedi. Giornata di studio sulla tutela ed il disinquinamento delle acque sotterranee” -Atti del Convegno, Provincia di Milano- Settembre 1993.

    Arduini C., De Pian M., V. Pedrazzi, G. Rosti – “Oscillazioni piezometriche registrate nei pozzi della rete di rilevamento regionale negli anni 1987- 1991 “  Provincia di Milano Ottobre 1992

    Rosti G. “ Il Sistema Informativo dalla falda della Provincia di Milano” Provincia di Milano, maggio 1992

    Beltrami E.C., Calloni A. ” Laghetto delle Vergini – traccia per visite guidate – Provincia di Milano, gennaio 1992

    Aa. Vv.  “Rete rilevamento corpi idrici sotterranei. 1990” Provincia di Milano – Assessorato all’Ambiente, 1992

    Arduini C. ”Prelievi idrici da falda nel milanese 1989” – Provincia di Milano, Assessorato all’Ambiente 1991.

    Aa.Vv “Composti organo-alogenati: situazione gennaio – giugno 1991″ Provincia di Milano, agosto 1991

    Aa.Vv. “Banca dati falda acquifera: Composti organo-alogenati e nitrati 1989– Provincia di Milano, settembre 1990

    Arduini C., Elitropi G. “Nitrati in falda 1988“- Provincia di Milano – Ottobre 1989.

    Arduini C., Beltrami E.C. ” Primi interventi di recupero di parte dell’area del dopolavoro della Provincia di Milano alla Villetta – Idroscalo” – Provincia di Milano settembre 1989

    Arduini C., G.Bellotti, M.Bogani, G.Bomba, A.Calloni, F.Colucci “Integrazioni alle indagini idrobiologiche sui corsi d’acqua superficiali Volume I”Provincia di Milano, Assessorato all’Ecologia – 1988.

    Arduini C., G.Bellotti, M.Bogani, G.Bomba, A.Calloni, F.Colucci “Indagini idrobiologiche sui corsi d’acqua superficiali Volume I “ Provincia di Milano, Assessorato all’Ecologia – 1988.

    Arduini C., Bogani M., Calloni A., Colucci F.”Applicazione dell’indice di Woodiwiss nella valutazione dell’ impatto ambientale degli scarichi nelle rete idrica della Provincia di Milano – Atti III congresso nazionale della Società Italiana di Ecologia, Siena 21-24 ottobre 1987, pagg. 651-655.

    Arduini C., Beltrami E., Calloni A., Colucci F. ”Laghetto delle vergini: permacoltura ed agrobiologia – Atti III congresso nazionale della Società Italiana di Ecologia, Siena 21-24 ottobre 1987, pagg. 981-982.

    Arduini C., Colucci F. “Progetto Albarella: recupero di un fontanile – Atti III congresso nazionale della Società Italiana di Ecologia, Siena 21-24 ottobre 1987, pagg. 979-980.

    Arduini C. “Il fontanile come ecosistema: analisi della flora e della la fauna acquatica” – Corso per Guardie Ecologiche Volontarie, 1987

    Aa.Vv. ” Primi risultati della indagine sull’utilizzo di erbicidi da parte degli enti pubblici nella Provincia di Milano” Provincia di Milano e Università degli Studi, 1987

    Aa.Vv. “Stagno Le Foppe : Studio idrobiologico Luglio 1986 – Dicembre 1986″ – Provincia di Milano e Università Statale di Milano, 1987

    Corradi C., Silverio E., De Felice G.” Il contenuto in ione nitrato nelle acque destinate al consumo umano nella Provincia di Milano“- Acqua e Aria  n.8 1987

    Cerabolini C., Zucchi A. Indagine sulle zone umide in Provincia di Milano- vol.2 i fontanili” – Provincia di Milano 1975




    Zelioli, L. Scesi, F. Marelli (2015) L’innalzamento della falda a Milano e il problema delle acque parassite– Rivista Servizi a Rete n.4,  Luglio-Agosto 2015

    Zelioli, (2015)Sfide future per una nuova Governance – La Regolazione locale di secondo livello del Servizio Idrico Integrato della Città di Milano verso la Città Metropolitana”.– Rivista Servizi a Rete n.6, Novembre-Dicembre 2015.

    Fiorentini, A. Zelioli, F. D’Angelo (2014)“Il Servizio Idrico Integrato nella Città Metropolitana – Dall’analisi costi-efficacia alla definizione del quadro gestionale di Ambito Metropolitano”Studio svolto dall’Ufficio d’Ambito ATO Città di Milano in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano.

    Parolin, M.Biasioli, F.Villa, A.Zelioli et Alii (2012, ) Soil in the City – URBAN Soil Management Strategy”Final Report, progetto URBAN SMS, programma INTERREG Central Europe -Comune di Milano, Settore Piani e Programmi Esecutivi per l’Edilizia – Settore Attuazione Politiche Ambientali.

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     Arduini, F. Di Palma, G. Porto, A. Zelioli (2008) –L’utilizzo della risorsa idrica sotterranea a fini geotermici nella Provincia di Milano: Normativa, procedure e spunti di riflessione.”Provincia di Milano, Direzione Centrale Risorse Ambientali, Settore Risorse Idriche, Servizio Acque sotterranee – Marzo 2008, pubblicato su: Professione Geologo, periodico dell’Ordine Professionale dei Geologi della Lombardia.

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    Calloni, P. Sala, F. Vesci, A. Zelioli. (2004) –Biorisanamento in situ di falde contaminate da solventi clorurati: un caso di studio in Provincia di Milano (Comune di Rho) Parte I – Inquadramento del Sito Campione”. Provincia di Milano, Direzione Centrale Ambiente. Atti del Convegno: “Nuovi indirizzi nella bonifica dei siti contaminati: la prassi, la normativa, le nuove tecnologie”.

    Raimondi, A. Zelioli. (2004)Linee guida n.8 – Il controllo ed il monitoraggio degli interventi di bonifica in situ”.Provincia di Milano, Direzione Centrale Ambiente, Settore suolo e sottosuolo e industrie a rischio, Servizio Bonifiche siti contaminati.

    Srambi, A. Zelioli (2003) –Linee guida n. 5 – La selezione di analiti da determinare nella caratterizzazione dei siti contaminati”. Provincia di Milano, Direzione Centrale Ambiente, Settore suolo e sottosuolo e industrie a rischio, Servizio Bonifiche siti contaminati.

    Ronchetti, A. Zelioli. (2003) –Linee guida n.4 – La verifica ed il collaudo delle barriere impermeabili per la messa in sicurezza di siti contaminati”. Provincia di Milano, Direzione Centrale Ambiente, Settore suolo e sottosuolo e industrie a rischio, Servizio Bonifiche siti contaminati.

    Pagano, S. Rizzi, A. Zelioli. (2003) –Linee guida n.3 – La Prospezione Geofisica in campo ambientale”Provincia di Milano, Direzione Centrale Ambiente, Settore suolo e sottosuolo e industrie a rischio, Servizio Bonifiche siti contaminati.

    Zelioli. (2002)La certificazione degli interventi di bonifica: il ruolo della Provincia– Atti del convegno: “D.M. 471, Ruoli e competenze degli Organi istituzionali”, ARPA Friuli-Venezia Giulia, Scuola Permanente sui Suoli e Siti Inquinati, IV° Sessione 27-28 Novembre 2002.

    Rosti, A. Zelioli. (2001) –Procedure Tecnico-Amministrative e stato dell’arte delle attività di bonifica in Provincia di Milano”– nel Volume: Processi di trasformazione Urbana e aree industriali dimesse: esperienze in atto in Italia. – Atti dei convegni AUDIS (Associazione Aree Urbane Dismesse) 1999-2000.

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    Arduini, R. Cantore, G. Rosti, P.Valentini, A. Zelioli. (1999) – “Realizzazione del progetto Web-Gis IDRO.I.S.I., per la gestione di dati ambientali”– Provincia di Milano, U.O. Tecnica Progetti Speciali.

    Porto, A. Zelioli. (1998) –“Nuovi strumenti in materia di salvaguardia delle risorse idriche sotterranee mediante lo sviluppo di un Sistema Informativo Idrogeologico Integrato (IDRO.I.S.I.)”– Provincia di Milano, U.O. Tecnica Progetti Speciali. – Atti del Seminario: Bonifica di Siti Contaminati, teoria e pratica dell’analisi di rischio nel contesto italiano.

    Facchino, G. Porto, G. Rosti, P. Valentini, A. Zelioli. (1998) –Tutela e recupero della qualità delle acque sotterranee e dei suoli in Provincia di Milano”– Provincia di Milano, U.O. Tecnica Progetti Speciali. Atti del Convegno Geofluid 1998, Piacenza.

    Denti, M. Paggi, G. Porto, G. Rosti, A. Zelioli (1997) –“Prima Valutazione della possibilità di utilizzo di bacini di Cave nel sud milanese, finalizzata al deflusso di acque freatiche verso la rete irrigua”. – Provincia di Milano, U.O. Tecnica Progetti Speciali, Gruppo di Coordinamento per l’innalzamento della falda nel Milanese.

    Rosti, A. Zelioli (1996) –“L.R. 62/85, Risultanze degli interventi relativi alla campagna di indagini ambientali su aree industriali e centri di pericolo, nell’area Nord-Milano”– Provincia di Milano, U.O. Tecnica Progetti Speciali.

    de Michele, A. Zelioli. (1995)  “Le cave di Olgiasca”, in “L’antica via Regina”, Raccolta di Studi, Soc. Archeologica Comense.

    dora baltea

     

    LE ACQUE IN VAL D’AOSTA

    La Regione Autonoma della Valle d’Aosta è caratterizzata da abbondanza d’acqua, seppure non equamente distribuita sull’intero territorio.

    Questo ha portato ad un notevole sviluppo sociale ed economico che a sua volta  ha fortemente incrementato il consumo di acqua con gravi ricadute negative sull’ambiente delle quali solo da poco si comincia a prendere coscienza.

    Diventa perciò fondamentale la conoscenza riguardanti l’entità, la quantità, la distribuzione e l’utilizzo delle risorse idriche  per delineare azioni di governo delle risorse idriche volte a garantire il giusto equilibrio tra il soddisfacimento del fabbisogno per lo sviluppo economico e sociale e la tutela dello stato ecologico – naturale.

    La Regione ha avviato o contribuisce quindi una serie di azioni per monitorare la situazione dal punto di vista quantitativo, come il catasto dei ghiacciai, il Piano regionale di tutela delle acque, il Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po e il Piano di bilancio idrico del distretto idrografico del fiume Po. Dal punto di vista qualitativo, l’ARPA Valle d’Aosta gestisce una vasta rete di monitoraggio della qualità delle acque superficiali e sotterranee che dal 2010, con l’approvazione del Piano di gestione di distretto del fiume Po, ha subito una profonda revisione. Il Piano regionale di tutela delle acque approvato nel 2006 aveva già indicato la necessità di integrare la gestione degli usi delle acque con quella dei corpi idrici dal punto di vista della salvaguardia o del recupero degli ecosistemi acquatici.

    Concessioni di derivazione d’acqua

    La Regione gestisce direttamente i procedimenti amministrativi per il rilascio delle concessioni, polizia idraulica e scarichi. Per le concessioni la pagina di riferimento comprensiva della normativa e la modulistica è visibile qui. I riferimenti normativi sono, oltre a quelli consueti nazionali, la Legge Regionale  n. 4 dell’8.11.1956 ( Norme procedurali per la utilizzazione delle acque pubbliche in Valle d’Aosta) e la D.G.R n° 3728/2009.

    Bacino imbrifero montano della Dora Baltea ( BIM)

    La Regione Valle d’Aosta ha recepito le indicazioni nazionali sull’organizzazione dei servizi idrici con la Legge Regionale 8 settembre 1999, n. 27 “Disciplina dell’organizzazione del Servizio Idrico Integrato”. In base alla predetta legge il territorio regionale costituisce un unico ambito territoriale ottimale. Sempre con la stessa legge la Regione ha conferito al Consorzio BIM il governo del Servizio Idrico Integrato in Valle d’Aosta e dal 1999 ad oggi questo incarico si è tradotto in una lunga fase di concertazione con i Comuni e gli Enti interessati per giungere ad una condivisione della riforma di questo importante servizio che interessa tutta la popolazione.

    I Comuni costituiti in forma associata per sotto ambiti territoriali omogenei organizzano il servizio idrico integrato costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

    Nello specifico i 7 SUB –ATO definitivi sono i seguenti:

    SUB ATO MONTE CERVINO (il 25/06/2009 con delibera consiglio dei sindaci n°25);
    SUB ATO EVANÇON (il 20/07/2009 con delibera consiglio dei sindaci n°54);
    SUB_ATO VALDIGNE (il 02/12/2009 con delibera consiglio dei sindaci n°66);
    SUB ATO GRAND PARADIS (il 7/04/2010 con delibera consiglio dei sindaci n°7);
    SUB ATO GRAND COMBIN (il 10/05/2010 con delibera consiglio dei sindaci n°23);
    SUB ATO MONT ROSE – WALSER (il 13/07/2010 con delibera consiglio dei sindaci n° 45);
    SUB ATO MONTE EMILIUS – PIANA DI AOSTA (il 10/02/2011 con delibera Consiglio Eve n°6).


    AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

    L’Arpa è un ente strumentale della Regione Autonoma Valle d’Aosta che svolge attività conoscitive e di prevenzione e tutela in campo ambientale ed è stata istituita nel 1995.

    Per la tematica Acque si occupa delle acque superficiali tramite il monitoraggio ed il controllo qualitativo dei corsi d’acqua, mentre per le acque sotterranee oltre alla banca Tangram, gestita dall’Università Bicocca di Milano, è disponibile uno studio ad hoc sulla geotermia e una carta della vulnerabilità solo per la piana di Aosta.


    AUTORITA’ DI BACINO

    La Val d’Aosta ha come fiume principale la Dora Baltea, l’unico fiume italiano a regime nivo-glaciale, che fa parte del bacino idrografico del Fiume Po. La Regione fa quindi riferimento al Piano di Bacino del Fiume Po.


    CONSORZI DI BONIFICA

    I consorzi presenti sul territorio sono tre:

     

     

    LE ACQUE IN LIGURIA

    La Regione Liguria ha un proprio sito dedicato all’ambiente e come meglio specificato nell’introduzione al capitolo delle acque: ” Come viene descritto nella sezione geologia, l’acqua ligure ha un aspetto sfuggente e contrastato: scorre raramente tranquilla in superficie, ma si nasconde più spesso nel sottosuolo, abbandona per molti mesi all’anno gli alvei dei torrenti in secca e riappare impetuosa in coincidenza dei temporali, modella la costa con onde, mareggiate e correnti”

     La gestione delle acque interne  in Liguria è affidata alla Regione che procede di concerto con le Province ed i Comuni, come prevede la normativa regionale in merito. I compiti della Regione vanno dalla pianificazione e gestione dell’intero ciclo integrato delle risorse idriche, dall’attingimento alla distribuzione di acqua potabile, dalla concessione di grandi derivazioni per uso potabile, agricolo o industriale al controllo in merito alla qualità ed alla disponibilità delle risorse, dalla localizzazione degli impianti alla depurazione di reflui e scarichi.


    DATI

    La Regione Liguria  ha un Portale ambientale attivo con numerose informazioni, anche geologiche,  tra cui anche la mappatura delle derivazioni idriche. Invece il Geoportale, estremamente ricco e dettagliato sui dati territoriali, è un utile strumento per casistiche varie.

    PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

    Secondo quanto previsto dal Consiglio regionale, è stato predisposto il testo coordinato del Piano di tutela, con presa d’atto della Giunta regionale. Il testo coordinato del Piano è pubblicato qui.


    DISTRETTI IDROGRAFICI

    Il territorio regionale ricade per il versante padano nel Distretto Idrografico del fiume Po e per i restanti bacini nel Distretto dell’Appennino Settentrionale, su cui siti si possono scaricare i Piani di Bacino relativi.


    SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI

    La Legge Regionale n. 1 del 24 febbraio 2014, come modificata dalla Legge Regionale 23 settembre 2015 n.17, individua 6 Ambiti Territoriali Ottimali, le cui funzioni di enti di governo degli ATO liguri per l’organizzazione del servizio idrico integrato, inizialmente attribuite ad aggregazioni comunali, sono assegnate alle Province:

    Gli ATO, come è noto, rilasciano l’autorizzazioni agli scarichi nella pubblica fognatura e quindi sono soggetti alla recente normativa sull’autorizzazione Unica ambientale. Ogni Ato ha inserito le nuove disposizioni sul proprio sito, ove presente.


    ARPAL ( Agenzia della Protezione dell’ambiente ligure)

    ARPAL è un stata istituita con Legge Regionale 39/95, in attuazione della Legge 61/94.

    L’Agenzia è ora regolata dalla legge regionale n° 20 del 4 agosto 2006 e s.m.i., “Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure e riorganizzazione delle attività e degli organismi di pianificazione, programmazione, gestione e controllo in campo ambientale”, che mantiene in capo ad ARPAL le competenze istituzionali in campo ambientale.
    Le competenze sulle acque sono molteplici e vanno dal monitoraggio all’elaborazione di dati ( per approfondire)


     

    CONCESSIONI DI DERIVAZIONE D’ACQUA

    La Regione è competente per le funzioni amministrative relative alle piccole e grandi derivazioni d’acqua pubblica.

    Sono definite grandi derivazioni quelle che eccedono i seguenti limiti:
    a) per produzione di forza motrice: potenza nominale media annua kilowatt 3.000
    b) per uso potabile: litri 100 al minuto secondo
    c) per irrigazione: litri 1.000 al minuto secondo o meno per irrigare una superficie superiore ai 500 ettari
    d) per bonificazione per colmata: litri 5.000 al minuto secondo
    e) per usi industriali, inteso tale termine con riguardo ad usi diversi da quelli espressamente indicati: litri 100 al minuto secondo
    f) per uso ittiogenico: litri 100 al minuto secondo
    g) per costituzione di scorte idriche a fini di uso antincendio e sollevamento a scopo di riqualificazione di energia: litri 100 al minuto secondo.

    La derivazione di acque pubbliche è subordinata all’ottenimento di una concessione, a norma del Regio Decreto n. 1775 dell’11 dicembre 1933 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici); tale concessione, prima del riordino delle funzioni attribuite alle province stabilito dal D.P.G. 21/2015, era rilasciata dalla Regione, nel caso delle grandi derivazioni, oppure dalla Provincia competente per territorio, nel caso delle piccole derivazioni.
    Oggi, come stabilito dalla L.R. n. 15/2015 e dal Decreto del Presidente della Giunta n. 21/2015 tutte le concessioni, grandi e piccole, sono di competenza regionale, a cura dei seguenti uffici territorialmente competenti:

    • Settore Difesa del suolo – Savona e Imperia
      Dirigente: Enrico Pastorino – enrico.pastorino@regione.liguria.it
      Savona: tel. 010 548 8363
      Imperia: tel. 010 548 8322
      Sede di Savona – via Sormano, 12
      Referente: Silvia La Barbera – silvia.labarbera@regione.liguria.it
      tel. 019 8313 305
      Sede di Imperia – piazza Roma, 2
      Referente: Katia Giordano – katia.giordano@regione.liguria.it
      tel. 010 548 8327
    • Settore Difesa del suolo – Genova
      L.go Francesco Cattanei, 3
      Dirigente: Agostino Ramella agostino.ramella@regione.liguria.it
      tel: 010 5499 849
      Dirigente Unità specialistica di staff Demanio idrico: Maria Traverso maria.traverso@regione.liguria.it
      tel.: 010.5499 691
      Referenti Derivazioni idriche:
      Marco Grita – marco.grita@regione.liguria.it
      tel: 010.5499.840 per i comuni di: Arenzano, Avegno, Bargagli, Bogliasco, Camogli, Campo Ligure, Campomorone, Ceranesi, Cogoleto, Davagna, Genova, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Pieve Ligure, Recco, Rossiglione, S. Olcese, Serra Riccò, Sori, Tiglieto e Uscio
      Alessio Brandino – alessio.brandino@regione.liguria.it
      tel: 010 549 9746 per i restanti comuni
      Per informazioni e chiarimenti, il ricevimento del pubblico si effettua il martedì e il giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00, previo appuntamento.
    • Settore Difesa del suolo – La Spezia
      Via XXIV Maggio, 3
      tel: 0187 742573
      Referente: Paolo Delnevo paolo.delnevo@regione.liguria.it,
      tel. 010 548.8126

    La presentazione delle istanze di derivazione è possibile tramite la compilazione dei modelli di domanda scaricabili nella sezione “Allegati”, oppure on line.

    Dal geoportale si accede alle cartografia delle derivazioni idriche.


    CONSORZI DI BONIFICA

    Ne esiste solo uno:

    Consorzio Canale Lunense