Come scrive su Vita Elisa Cozzarini dal polo chimico di Spinetta Marengo (Alessandria) all’Adriatico: i Pfas utilizzati per la produzione di polimeri fluorurati si muovono a lunga distanza. Contaminano acqua, suoli, atmosfera ed esseri viventi. Lo afferma uno studio coordinato da Sara Valsecchi dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr. Un monitoraggio sistematico del ciclo di vita di queste sostanze è fondamentale per comprendere le conseguenze per l’ambiente e la salute umana. A fine marzo l’Europarlamento approverà l’elenco degli inquinanti emergenti che tutti gli Stati Ue dovranno ricercare nelle acque superficiali e sotterranee, tra cui i Pfas.
Dal Piemonte, i Pfas raggiungono le acque superficiali e sotterranee di tutta la valle del Po, finiscono in atmosfera, negli ecosistemi terrestri e nella catena trofica. Sono state trovate concentrazioni elevate in un pozzo da cui si estrae acqua potabile persino a Ferrara, a trecento chilometri dall’origine della contaminazione. I dati emergono da un recente studio sul tracciamento delle emissioni e degli impatti delle sostanze per- e polifluoroalchiliche in ambiente, causati dal polo chimico di Spinetta Marengo, Alessandria. A coordinare l’indagine è Sara Valsecchi dell’Istituto di ricerca sulle acque – Irsa del Cnr, la ricercatrice che, con Stefano Polesello, ha scoperto nel 2013 l’inquinamento da Pfas nel Veneto.
Inquinanti eterni e si bioaccumulano
Si chiamano “inquinanti eterni” proprio perché sono indistruttibili, non degradano in ambiente, si muovono nell’acqua, attraversano il terreno. Per questo, dallo scarico di un’industria li ritrovi ovunque, fino ai poli e nel nostro sangue, dove si bioaccumulano. Conoscere il ciclo di vita dei forever chemical attraverso un monitoraggio sistematico è fondamentale per poter comprendere le implicazioni della produzione di fluoropolimeri sull’ambiente e sulla salute umana. «Oltre all’utilizzo delle risorse idriche per l’acqua potabile e l’irrigazione e al consumo di prodotti alimentari locali», specificano gli autori, «non si può escludere la potenziale esposizione per inalazione di aria contaminata e particolato atmosferico, né l’esposizione indiretta tramite contatto con suoli e polveri contaminati».
I nuovi standard europei
Entro fine marzo, l’Europarlamento dovrebbe approvare l’elenco aggiornato degli inquinanti da monitorare nelle acque superficiali e sotterranee, con l’aggiunta tra l’altro dei Pfas, oltre ai prodotti farmaceutici, i pesticidi e i bisfenoli. Le nuove norme interessano tre direttive: la quadro Acque, quella sulle risorse idriche sotterranee e quella sugli standard ambientali di qualità. In base ai dati di monitoraggio dei piani di bacino, attualmente il 46% delle acque superficiali e il 24% di quelle sotterranee non raggiungono gli attuali standard di qualità. La nuova direttiva affronta queste criticità, aggiungendo la protezione dagli inquinanti emergenti. Per quanto riguarda l’acqua potabile, da gennaio 2026, l’Unione europea ha stabilito per la prima volta che tutti gli Stati membri devono adottare una modalità standard per il monitoraggio: è uno degli obiettivi della Strategia Ue sulla resilienza idrica. In caso di superamento dei valori limite, si devono adottare misure per ridurre i livelli, a tutela della salute pubblica, e informare i cittadini.
The Forever Pollution Project
Journalists tracking PFAS across Europe
Un sito in inglese molto ricco di informazioni
In 2023, the Forever Pollution Project, a pioneering cross-border and interdisciplinary collaboration, brought together journalists and experts to reveal and map, for the first time, the extent of PFAS contamination across Europe.
In early 2023, the Forever Pollution Project showed that nearly 23,000 sites all over Europe are contaminated by the “forever chemicals” PFAS. This unique collaborative, cross-border and cross-field investigation by 16 European newsrooms revealed an additional 21,500 presumptive contamination sites due to current or past industrial activity. PFAS contamination spreads all over Europe.

