Portale di informazione sulle acque sotterranee e non solo

    acque sotterranee

    L’ACQUA  IN CALABRIA

    La Regione Calabria ai sensi della Legge regionale 22 giugno 2015, n. 14: ” Disposizioni urgenti per l’attuazione del processo di riordino delle funzioni a seguito della legge 7 aprile 2014, n.56” pubblicata sul Burc n. 42 del 24 giugno 2015 le funzioni relative alle concessioni ha avocato a se la gestione del demanio idrico

    DOCUMENTAZIONE TECNICA REGIONALE

    GeoPortale della Regione Calabria

    Sono inseriti dati ed informazioni riguardanti il territorio, anche scaricabili.


    AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE DELLA CALABRIA (Arpacal)

    In attuazione della L. 61/94, la Legge della Regione Calabria n. 20 del 3 agosto 1999 ha istituito L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal), che “opera per la tutela, il controllo, il recupero dell’ambiente e per la prevenzione e promozione della salute collettiva, perseguendo l’obiettivo dell’utilizzo integrato e coordinato delle risorse, al fine dell’individuazione e rimozione dei fattori di rischio per l’uomo, per la fauna, per la flora e per l’ambiente fisico”.

    Sito estremamente parco di informazioni, dati, pubblicazioni. La pagina del tema “acqua” contiene solo un elenco.


    AATO (Ambiti territoriali ottimali)

    Con Legge regionale 18 maggio 2017, n. 18 Disposizioni per l’organizzazione del servizio idrico integrato, pubblicata sul BURC n. 48 del 18 maggio 2017 è istituita l’Autorità Idrica della Calabria (AIC) , che è l’ente di governo dell’ambito territoriale ottimale per il servizio idrico integrato, nel territorio comprendente l’intera circoscrizione regionale.
    L’AIC è un ente pubblico, rappresentativo della Città metropolitana di Reggio Calabria e dei Comuni della Calabria, e effettua  l’esercizio delle competenze spettanti agli enti locali in materia di gestione delle risorse idriche.
    L’AIC svolge le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio idrico integrato, nel rispetto delle determinazioni adottate dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico.
    Il funzionamento dell’AIC è disciplinato dalle Deliberazioni della Giunta Regionale n. 256 del 27/07/2015 e n. 461 del 12/11/2015.

    La società di gestione del Servizio Idrico  è la Sorical, società risorse idriche calabresi che, dal 2004, gestisce in concessione tutti gli impianti che l’ex Cassa per il Mezzogiorno ha trasferito alla Regione. Garantisce l’erogazione dell’acqua potabile a 363 Comuni, attraverso 6000 km di condotte, 900 serbatoi, 300 impianti di sollevamento; 13 impianti di potabilizzazione; 7 traverse di derivazione e 2600 nodi di erogazione. Due invasi: La Diga dell’Alaco, completata, dopo 40 anni, nel 2010 al servizio di quasi tutti i comuni del Vibonese. La Diga del Menta, che garantirà acqua potabile alla città di Reggio Calabria.

    Sulla gestione delle fognature non è dato sapere. Sul sito c’è il vuoto assoluto.



    AUTORITA’ DI BACINO REGIONALE

    L’Autorità di Bacino della Calabria,  istituita a seguito della legge regionale n. 35 del 29 novembre 1996, fa parte del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale che comprende un territorio vasto comprendente più regioni e autorità di bacino.


     CONSORZI DI BONIFICA

    I consorzi presenti sul territorio calabro sono numerosi:


     

    LE ACQUE IN BASILICATA

    La Regione Basilicata ha una notevole geomorfologia da cui si origina una complessa rete idrografica, superficiale e sotterranea. Il sistema idrografico è composto da cinque fiumi che sfociano  nel mar Jonio (da est verso ovest Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni), i cui bacini nel complesso si estendono su circa il 70% del territorio regionale. La restante porzione è interessata dal bacino in destra del fiume Ofanto, che sfocia nel mar Adriatico, e dai bacini dei fiumi Sele e Noce con foce nel Mar Tirreno. Il regime dei corsi d’acqua lucani è tipicamente torrentizio, caratterizzato da massime portate durante il periodo invernale e da un regime di magra durante la stagione estiva. Si individuano 9 bacini idrografici con un estensione territoriale di 11.171,18 Kmq in totale. Numerosi corsi d’acqua sono stati intercettati mediante la costruzione di dighe e traverse.

    La storia della gestione idrica in Basilicata è strettamente correlata alla Regione Puglia e alle sue necessità idriche. Il 5 agosto 1999 la Regione Basilicata, la Regione Puglia, il Ministero dei Lavori Pubblici hanno sottoscritto, ai sensi dell’art. 17 della L. 36/1994, un Accordo di Programma finalizzato alla regolamentazione dei processi di pianificazione e gestione delle risorse idriche condivise tra le regioni Basilicata e Puglia.

    Tale accordo è rimasto al momento l’unica forma di federalismo solidale esistente in Italia su una risorsa così preziosa come l’acqua.

    DATI E PROGRAMMI

    L’avanzamento dei processi di governance delle politiche ambientali e forestali costituisce uno dei principali compiti e impegni istituzionali della Regione Basilicata. Il miglioramento delle basi conoscitive ottenuto grazie allo sviluppo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) ha notevolmente aumentato la comprensione di processi dinamici dei sistemi territoriali ed ambientali, aumentato la capacità di monitoraggio degli stessi, permesso di evidenziare i contesti operativi e gli strumenti da utilizzare in sede di programmazione.
    La Regione si è dotata di un catalogo dati, compreso l’uso di suolo, scaricabili. mancano informazioni, al momento, sulle risorse idriche.

    La Regione ha messo in linea  il Geoportale  in cui sono raccolte molte informazioni e dati sulla Basilicata sull‘ambiente e territorio , oltre alle mappe catastali e pedologiche. Se poi si vuole, si può accedere al catalogo dati della Basilicata.

    CICLO DELL’ACQUA

    La complessa variabilità orografica della Regione ha generato una rete idrografica molto ricca.  Il regime idrologico dei principali corsi d’acqua lucani (il Bradano, il Basento, il Cavone, l’Agri e il Sinni) non è caratterizzato da portate consistenti, anzi, va evidenziato che il loro tratto superiore è contraddistinto da un carattere torrentizio a forte pendenza.
    Il Bradano, il Basento ed il Cavone drenano i terreni argillosi dell’Avanfossa Bradanica, poveri di manifestazioni sorgentizie, mentre l’Agri ed il Sinni raccolgono le acque dell’area montana, ricca di sorgenti. La forte irregolarità delle portate e l’esiguità dei coefficienti di deflusso determinano condizioni particolari per le quali solamente il fiume Agri può essere considerato a carattere perenne, al contrario degli altri corsi d’acqua che manifestano portate intermittenti con frequenti periodi di magra estiva. Dalla stessa pagina si accede al Piano di Tutela delle Acque, alla modulistica per il rilascio di concessioni, la normativa di riferimento e al progetto di georeferenziazione.

    Le concessioni, cosi come stabilito dalla Deliberazione di Giunta Regionale n° 833 del 23 giugno 2015 inerente: “Regolamento regionale per la disciplina dei procedimenti di concessione di derivazione di acqua pubblica” l’Ufficio Ciclo dell’Acqua dell’ente regionale è titolare del rilascio delle concessioni.
    Esiste un elenco in PDF delle concessioni presenti sul territorio: dalle sorgenti alle derivazioni idroelettriche.

    AUTORITA’ DI BACINO

     l’Autorità di Bacino della Basilicata (AdB), istituita con legge regionale n.2 del 25 gennaio 2001, è una struttura di rilievo interregionale comprendente porzioni di territorio delle Regioni Basilicata, Puglia e Calabria. Fa parte del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale.

    Essa ispira la propria azione ed agisce in conformità agli obiettivi del D.Lgs 152/2006, sulla Difesa del Suolo, e della propria legge istitutiva. Il principale strumento di pianificazione dell’AdB è il Piano di Bacino, il cui primo stralcio funzionale, relativo alla “Difesa dal Rischio Idrogeologico” (PAI), è stato approvato dal proprio Comitato Istituzionale in data 5/12/2001 con delibera n.26 e poi aggiornato ogni anno dal 2002 al 2011.
    I dati disponibili liberamente sono i piani stralciorisorse idriche (invasi e acque superficiali),studi e pubblicazioni.


    EGRIB - Ente di Governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata

    L’E.G.R.I.B. è stato istituito con la legge regionale 8 gennaio 2016, n. 1, che assegna all’Ente la responsabilità del governo:
    – della risorsa acqua e funzioni di coordinamento, alta vigilanza e indirizzo rispetto alle politiche di competenza regionale in materia di acqua;
    – del Servizio Idrico Integrato della Basilicata, subentrando e svolgendo le funzioni già svolte dalla Conferenza Interistituzionale Idrica, già Autorità d’Ambito del Servizio Idrico Integrato, di cui alla legge regionale 23 dicembre 1996, n. 63 e ss.mm.ii., oltre che quelle previste per l’ente di governo dell’ambito dal d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii.;
    – della Gestione Integrata dei Rifiuti, subentrando e svolgendo le funzioni già svolte dalla Conferenza Interistituzionale di Gestione dei Rifiuti, già Autorità d’Ambito Rifiuti, di cui alla legge regionale 2 febbraio 2001, n. 6 e ss.mm.ii., oltre che quelle previste per l’autorità dell’ambito dal d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii..


    logoarpab

    AGENZIA PROTEZIONE AMBIENTE DELLA BASILICATA

    L’organismo tecnico della regione che svolge le funzioni di sorveglianza e controllo su tutte le matrici ambientali. L’ARPAB è stata istituita con L.R. n.27 del 19 maggio 1997, modificata dalla successiva L.R. n.13/99 ed è un Ente di diritto pubblico di supporto alla Regione Basilicata, con propria autonomia tecnico, giuridica, amministrativa e contabile.(Legge istitutiva ).L’Arpa predispone un rapporto annuale sullo stato dell’ambiente che sintetizza le problematiche ambientali ed effettua i monitoraggi delle acque interne.


    CONSORZI DI BONIFICA

    I consorzi di bonifica presenti sono due, anche se in liquidazione, in attesa di una nuova legge regionale.

    Consorzio di bonifica dell’Alta Val d’Agri

    Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto

     

     

    L’utente che, per usi diversi dal domestico, vuole utilizzare le acque sotterranee deve richiedere alla pubblica amministrazione il rilascio di una concessione, nelle modalità definite dalla normativa.

    CHE COSA VUOL DIRE?

    Vuol dire che l’acqua fa parte del patrimonio indisponibile dello Stato e che se si vuole utilizzare CHIUNQUE deve richiedere la concessione.

    La concessione è lo strumento amministrativo che consente a chi l’ha richiesta di poter utilizzare l’acqua nei tempi e nei modi indicati nella concessioni.

    Il quadro normativo di riferimento è complesso, ma l’elemento fondamentale è il Regio Decreto che risale all’11 dicembre 1993 : ” Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici“, il cui impianto è il migliore che si conosca tanto che ha subito pochissime variazioni nel corso dei decenni. Stabilisce come base che tutti le acque sono pubbliche, concetto ampliato poi dalla cosiddetta Legge Galli ( L.36/1994), poi inserita nel D.lgs. 152/2006.

    Pertanto chi vuole utilizzare l’acqua prima di tutto, deve fare una serie di verifiche preliminari tra cui:

    1. non deve essere all’interno della fascia di rispetto di un pozzo ad uso potabile inserito in un pubblico acquedotto ( art. 94 del   D.Lgs. 152/2006);
    2. deve ottemperare alle indicazioni della normativa locale e dei vari piani vigenti;
    3. Qualora la perforazione si spinga oltre i 30 metri dal piano campagna, il titolare dell’autorizzazione (in solido con l’impresa esecutrice dei lavori) è obbligato all’osservanza della Legge n. 464/84 e quindi, utilizzando esclusivamente l’apposita modulistica reperibile nel sito internet dell’ISPRA-Servizio Geologico d’Italia – Dipartimento Difesa del Suolo – Geologia Applicata ed Idrogeologia – Via Vitaliano Brancati n. 48 – 00144 Roma, comunicazione di inizio (Mod. 1), eventuali sospensioni (Mod. 2), riprese (Mod. 3) ed infine indagine (Mod. 4 e 4 bis); l’inosservanza della sopracitata Legge n. 464/84 è sanzionabile con ammenda da € 258,23 a € 2.582,28.

    Indi deve presentare un’istanza alla pubblica amministrazione che , con il D.Lgs. 112/1998: “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59″, come competenza  è passata dallo Stato alle Regioni. Ognuna di queste poi ha stabilito le modalità o gli eventuali trasferimenti di funzioni o deleghe agli Enti locali.

    PAGAMENTI

    La concessione di derivazione d’acqua  è soggetta al pagamento di un canone annuo, che varia a seconda dell’uso o e della quantità media annua di acqua concessa.
    Gli usi principali sono definiti sempre dal Regio Decreto e sono: potabile, irriguo, industriale, igienico-sanitario; l’uso potabile delle acque  è prioritario rispetto a tutti gli altri usi, mentre l’uso irriguo è prioritario rispetto ai rimanenti usi.

    Infine esiste una ulteriore suddivisione tra piccole e grandi derivazioni, come stabilito nel R.D. 1775/33, sintetizzata nella tabella sottostante:

    Uso Piccole derivazioni Grandi derivazioni
    Idroelettrico (forza motrice) inferiore a 3000 kW di potenza nominale media annua superiore a 3000 kW di potenza nominale media annua
    Irriguo inferiore a 1000 l/sec di portata o che irriga una superficie < 500 ha superiore  a 1000 l/s di portata o che irriga una superficie > 500 ha
    Tutti gli altri usi inferiore a 100 l/sec di portata media superiore a 100 l/sec di portata media

    Questa suddivisione tra grandi e piccole derivazioni è importante per definire quale è l’autorità concedente. In molte regioni le concessioni per piccole derivazioni sono in capo agli enti locali come le province, mentre per  le grandi sono in capo agli uffici regionali.

    Le concessioni di derivazione d’acqua sotterranea e la Valutazione di Impatto Ambientale.

    La valutazione di impatto ambientale (VIA) è una procedura amministrativa di supporto all’Ente che prende decisioni, finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dell’attuazione di un determinato progetto.

    Le legge di riferimento è il D.Lgs. 152/2006, che negli anni è stato più volte modificato nella parte riguardante la VIA; sul sito dell’Istituto  Superiore per la Ricerca Ambientale  è possibile informarsi sull’evoluzione della normativa e gli aggiornamenti nazionali.

    COSA FARE PER LA CONCESSIONE?

    Le Regioni hanno la gestione della risorsa idrica in base al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112: ““Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59“. Le Regioni poi hanno, nel tempo, delegato alcune funzioni alle Province. Dopo, però, la legge 7 aprile 2014, n. 56 “Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” alcune funzioni, a discrezione di ogni singola regione, sono state diversamente ripartite. Per saperne di più vai al dettaglio suddiviso per Regione:


    COLLABORAZIONI

    A parte l’aspetto amministrativo della concessione, ci sono una serie di aspetti tecnici da considerare che incidono sulle scelte che vengono fatte dai richiedenti.

    Per tale motivo  per venire incontro alle richieste, ho voluto aprire una collaborazione con alcuni studi operanti in Italia che hanno attivato una serie di siti di informazione e supporto all’utente molto utili per chi cerca notizie certe ed attendibili.

     

    Valle D'Aosta Friuli Venezia Giulia Lombardia Piemonte Emilia Romagna Liguria Umbria Toscana Basilicata Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Veneto Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Molise

    Risorsa acqua.it vuole essere un punto di riferimento sulle acque cercando di fornire a tutti un quadro completo sulle ultime novità, su come gestire le acque, quanto possono essere importanti per la vita quotidiana e soprattutto fornire gli elementi base per imparare a dare il giusto valore all’acqua.

    Risorsa acqua.it mette a disposizione informazioni utili e gratuite su questa indispensabile risorsa per utilizzarla e rispettarla al meglio.

    L’ACQUA

    Le acque sono da sempre utilizzate dall’uomo ed è un bene indispensabile alla vita. 

    Le acque fanno parte del patrimonio dello stato cosi come definito dall’art.822 del Codice Civile pertanto chiunque le voglia utilizzare deve essere titolare di una concessione rilasciata dall’ente pubblico.

    In particolare le acque sotterranee, che sono la parte più nascosta del ciclo delle acque, sono le acque che si trovano al di sotto della superficie terrestre e che sono immagazzinate nei pori fra le particelle sedimentarie e nelle fenditure delle rocce.In Italia  quasi il 90% delle acque destinate al consumo umano provengono dalle falde acquifere.

    vuoi saperne di più?
    hai delle domande da fare?
    vai alla pagina dei contatti e scrivici.


    Cristina Arduinica

    Con l’esperienza acquisita nella pubblica amministrazione sono diventata una libera professionista che si occupa di gestire pratiche amministrative e tecniche per usufruire delle acque per i diversi usi: dall’irriguo allo scambio termico per pompe di calore, dall’industriale al potabile.
    I rapporti con la pubblica amministrazione, realtà estremamente complessa in Italia, non sono nelle corde di molti imprenditori, società e privati cittadini, e necessitano, quindi, di un esperienza pregressa acquisita sul campo.
    Dare voce e corpo alle necessità ed alle esigenze del cittadino e creare un ponte tra pubblica amministrazione, che deve salvaguardare gli interessi di tutti, ed il singolo utente che vuole muoversi nel rispetto della legge e necessita di autorizzazioni e concessioni: è questo l’obiettivo che ogni giorno orienta il mio lavoro e che mi spinge a mettere entusiasmo, passione e determinazione in ogni frangente della mia quotidianità.

    La voglia di continuare ad occuparsi di un mondo cosi affascinante, come quello delle acque,  mi ha portato ad ideare questo portale dedicato alle acque sia superficiali che soprattutto sotterranee dove quando scrivo di notizie ed eventi sulle acque che accadono nel mondo ho la certezza che fornisco un informazione utile e solletico la curiosità della gente; quando faccio ricerche o raccolgo ed organizzo informazioni sento di impiegare al meglio la mia creatività e le competenze acquisite negli anni.

    Soprattutto  ascolto, imparo e contemporaneamente offro il mio supporto a organizzazioni, aziende o semplicemente a persone che desiderano conoscere ed utilizzare la “matrice acqua” ancora cosi  poco conosciuta dalla stragrande maggioranza della popolazione.

    Risorsa-acqua è questo: informazione, ricerca e supporto per la gestione delle acque.

    Dove mi sono formata e cosa ho fatto

    Laureata in Scienze Biologiche con specializzazione in idrobiologia, dopo una breve parentesi come insegnante, ho sempre fatto parte della pubblica amministrazione e mi sono sempre occupata di acque. Ho organizzato convegni, ho fatto parte del corpo docente di master universitari, pubblicato più di cinquanta documenti ed articoli.

    Ora anche ideatore e gestore di un sito internet www.risorsa-acqua.it.

    Nel gennaio 2015 ho cominciato anche ad occuparmi del censimento delle fontane di Milano e, con l’aiuto del personale addetto del Comune alla loro manutenzione, ho creato il sito www.fontanedimilano.it.

    Da gennaio 2012 fino al dicembre 2015 sono stata Vicepresidente nel Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale Ufficio d’Ambito della città di Milano, società che controlla l’attività del Gestore del servizio idrico integrato ed i livelli dei servizi erogati.

    Infine anche l’aspetto delle acque minerali mi ha sempre affascinato per cui sono diventata idrosommelier nel 2011 e faccio parte dell’Associazione Degustatori Acque Minerali (A.D.A.M.)

    Questa sono io, in breve. Se vuoi saperne di più scarica

    Contattateci per informazioni, suggerimenti, contributi.

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